• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02119 (5-02119)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02119presentato daRIZZETTO Waltertesto diMartedì 14 maggio 2019, seduta n. 175

   RIZZETTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   come noto, il cosiddetto reddito di cittadinanza istituito dal Governo, con il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, è stato introdotto come una misura assistenziale per chi è in difficoltà economica;

   l'importo di denaro di tale sussidio varia a seconda del reddito familiare. Coloro che ne hanno fatto domanda hanno poi ricevuto una comunicazione dall'Inps sull'esito della richiesta e, in caso positivo, è stato attribuito agli stessi l'importo della misura;

   secondo gli ultimi dati, circa il 50 per cento di coloro a cui è stata accolta la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza percepisce un importo inferiore ai 500,00 euro, mentre in alcuni casi si arriva persino sotto ai 50,00 euro. Al riguardo, vi è stata una diffusa delusione per le somme riconosciute, il cui quantum è ben lontano dalle somme promesse dal Governo, prima che fosse concretamente realizzata tale misura. Soprattutto, si ritiene che, nel riconoscimento dell'importo, si verifichino delle disparità, poiché lo stesso non viene calcolato in riferimento a parametri che consentano di tenere conto della reale situazione economica del richiedente;

   si prenda, ad esempio, il caso appreso nell'ambito di un'inchiesta giornalistica, resa pubblica il 28 aprile 2019 dal programma televisivo Non è l'arena, che riguarda una signora pugliese di 41 anni, disoccupata da quasi due anni, con un isee di poco superiore ai 3.000 euro. La stessa ha ottenuto l'accoglimento della domanda per ottenere il reddito di cittadinanza ma l'importo attribuitole è di soli euro 183,00 euro mensili, nonostante l'isee particolarmente basso. La signora riteneva ci fosse stato un errore nel calcolo della somma, invece, l'esattezza dell'importo è stata confermata anche dall'Inps;

   ebbene, ciò che ha pregiudicato la richiedente è che il reddito di cittadinanza è stato istituito facendo riferimento all'isee soltanto come requisito di ingresso, mentre per il calcolo dell'importo si prende in considerazione l'ultima dichiarazione dei redditi, dunque, quella del 2017; a quel tempo la signora aveva ancora un lavoro e quindi, per il reddito più alto del periodo, le è stata riconosciuta la somma di 183,00, che di certo non rappresenta un adeguato sostegno rispetto alla condizione economica descritta;

   viceversa, è accaduto che persone a cui è stato attribuito un isee superiore a quello predetto abbiano ricevuto un sussidio di importo più elevato, poiché avevano un basso reddito al tempo dell'ultima dichiarazione;

   pertanto, si ritiene che il calcolo della somma dovuta a titolo di reddito di cittadinanza non prenda in considerazione la reale situazione economica dei beneficiari –:

   se e quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato affinché il metodo di calcolo del reddito di cittadinanza venga definito con riferimento a parametri più equi, che prendano in considerazione l'attuale situazione economica del richiedente, escludendo il verificarsi di ingiustizie come quelle descritte in premessa.
(5-02119)