• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02877 (4-02877)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02877presentato daBURATTI Umbertotesto diGiovedì 9 maggio 2019, seduta n. 172

   BURATTI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   le importazioni di gas in Italia negli ultimi anni sono tornate a crescere; nel piano nazionale integrato per l'energia e il clima 2030 si rileva, infatti, che nonostante la crisi economica, gli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica sono sensibilmente cresciuti: considerando i soli incentivi coperti dalle tariffe, si è passati dai circa 3,5 miliardi di euro del 2009 ai circa 15 miliardi di euro del 2017;

   l'Italia purtroppo però continua a pagare un differenziale di prezzo con i Paesi del Nord Europa che rimane ancora molto alto, circa 2,5 centesimi di euro al metro cubo e che aumenta sensibilmente se si considerano i costi accessori della bolletta;

   in particolare, il comparto degli energivori italiani paga il gas circa il 15 per cento in più rispetto agli energivori tedeschi, francesi e inglesi, addirittura il 55 per cento in più rispetto alle imprese energy intensive degli Stati Uniti;

   il divario competitivo denunciato dai gasivori rischia anche di aggravarsi con il raddoppio del Nord Stream che comporterà importazioni di gas russo attraverso la Germania sia sul Transitgas che sul Tag;

   il Parlamento europeo ha approvato a maggioranza una relazione che invita i Paesi dell'Unione europea a sospendere l'attuazione del progetto per il gasdotto Nord Stream 2 che rafforza la dipendenza degli Stati europei dalle forniture di combustibile russo, minaccia il mercato interno dell'Unione europea e non corrisponde alla politica energetica dell'Unione;

   l'Autorità energetica tedesca Bundesnetzagentur ha deciso nell'ambito della riforma della struttura tariffaria regolatoria del trasporto di gas, di applicare una nuova metodologia di prezzo, spostando una quota significativa degli oneri per la remunerazione delle infrastrutture di trasporto del gas sul cosiddetto «exit», ossia sul gas che transita dai punti di uscita della rete nazionale verso l'estero, incluso perciò quello che dal Nord Europa transita in Germania verso l'Italia;

   questa decisione determinerebbe, già a partire dal 2019, un'influenza diretta sul mercato del gas italiano che l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha quantificato in 500 milioni di euro in più all'anno;

   con l'introduzione di queste barriere tariffarie si ostacola la creazione di un mercato unico del gas, generando una distorsione delle regole di concorrenza a scapito dei concorrenti europei e a favore della sola Germania;

   il decreto interministeriale del 2 marzo 2018 in conformità agli orientamenti comunitari prevede incentivi a favore delle cosiddette imprese gasivore, al fine di stabilire un sistema di agevolazioni analogo a quello previsto per le aziende energivore e finanziare misure di decarbonizzazione, da adottare con successivo decreto ai sensi dell'articolo 21, commi 1 e 2, della legge europea –:

   se e quando il Governo intenda adottare le iniziative di competenza per completare anche per gli energivori italiani del gas il percorso tracciato per gli energivori elettrici in ordine a interrompibilità, interconnector e meccanismi di agevolazione su fiscalità e parafiscalità;

   se non si ritenga necessario adottare le iniziative di competenza in sede di Commissione europea, a sostegno del comparto del gas italiano e in difesa delle regole della concorrenza nel mercato energetico, al fine di varare a breve un nuovo «pacchetto gas»;

   se il Governo intenda porre esplicitamente sulle competenti sedi europee il problema delle derivanti barriere tariffarie che ostacolano la creazione del mercato unico del gas e la convergenza dei costi per tutti i consumatori.
(4-02877)