• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01605 PAPATHEU - Al Ministro della salute. - Premesso che: la "Candida auris" è una specie di micete ascomycota lievitiforme. È stato descritto per la prima volta nel 2009 e gli è stato...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01605 presentata da URANIA GIULIA ROSINA PAPATHEU
lunedì 29 aprile 2019, seduta n.111

PAPATHEU - Al Ministro della salute. - Premesso che:

la "Candida auris" è una specie di micete ascomycota lievitiforme. È stato descritto per la prima volta nel 2009 e gli è stato dato nome "auris", dal latino orecchio, per essere stato individuato nel canale auricolare di una paziente di 70 anni ricoverata in un ospedale geriatrico in Giappone. Si tratta di una specie del genere Candida che genera candidosi nell'uomo, una delle più frequenti infezioni acquisite in ambienti ospedalieri da soggetti indeboliti da altre malattie, sottoposti ad interventi chirurgici o immunocompromessi;

nella sua forma invasiva la candidosi può infettare il sangue, il sistema nervoso centrale, reni, fegato, ossa, muscoli, articolazioni, milza, occhi. Altri ceppi del fungo Candida non hanno sviluppato una resistenza significativa ai farmaci, ma più del 90 per cento delle infezioni da Candida auris sono risultate resistenti ad almeno un farmaco. Una volta attaccato il paziente si registrano sintomi che somigliano a quelli di una normale influenza: febbre, dolori e stanchezza. Per questo motivo la diagnosi può arrivare tardi, quando il sistema immunitario è già compromesso e infettato e il fungo può risultare fatale. Quasi la metà dei pazienti che contraggono la Candida auris muore, infatti, entro 90 giorni;

l'infezione Candida auris, a quanto risulta, ha già fatto diverse vittime in varie zone del pianeta, negli Usa ma anche in Giappone, Corea del Sud, Cina, India, Pakistan, Australia, Russia, Kenya, Sudafrica, sino anche all'Europa. In Europa il contagio ha riguardato 72 persone in Inghilterra al "Royal Brompton hospital" di Londra già nel 2015 e 85 in Spagna all'"Hospital universitario y politécnico de La Fe", a Valencia già nel 2016, con ulteriori segnalazioni in Germania, Belgio, Francia. Al momento, in particolare, negli Stati Uniti i casi risultano essere circa 600, di cui 300 solo a New York, ed altri a Chicago e nel New Jersey. A dir poco preoccupante appare l'esito di uno studio finanziato dal Governo britannico e pubblicato dal "Times", secondo il quale nel 2050 le morti per Candida auris nel mondo potrebbero essere 10 milioni, più degli 8 milioni di vittime per cancro;

l'aspetto che più spaventa di questo fungo è la sua resistenza a qualsiasi trattamento, una probabile conseguenza dell'abuso di antibiotici e antimicotici non solo nell'uomo ma anche sugli animali degli allevamenti e in agricoltura. Questo germe minaccia soprattutto coloro che hanno un sistema immunitario ridotto, come bambini, anziani, fumatori, diabetici e immunodepressi. Si diffonde in particolare negli ospedali, arrivando ad aggredire anche le pareti, tanto che l'anno scorso, dopo la morte di un paziente del "Mount Sinai hospital" di New York per Candida auris, per cancellare ogni traccia del virus l'ospedale è stato costretto a una disinfestazione speciale che ha compreso anche la sostituzione di alcune mattonelle del pavimento e di una parte del soffitto;

al momento, fortunatamente, non risultano criticità in Italia, dove comunque vi è la necessità di un alto livello di attenzione ed appare indispensabile che il Ministero della salute, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, si attivi per prevenire il rischio di eventuali casi legati a tale fungo. Il problema non è da sottovalutare anche alla luce dell'estrema rapidità con la quale si propaga quest'infezione. È un problema che riguarda gli ospedali e le case di cura e vanno fatti i controlli. Va fatta una diagnosi in tempi brevi, cosa non semplice perché la Candida auris si confonde facilmente con altri funghi e per identificarla serve una strumentazione giusta che analizzi il DNA del fungo. È un iter semplice in un grande ospedale che può risultare più complesso in un piccolo centro con i relativi rischi quindi da evitare per il paziente,

si chiede di sapere se il Ministero della salute stia ponendo in essere tutte le opportune azioni atte a monitorare la situazione in Italia ed eventualmente affrontare emergenze legate a questa pericolosa infezione, e se il Ministro in indirizzo non ritenga utile concordare con il Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità un'apposita attività di prevenzione da estendere ai territori attraverso le aziende sanitarie locali.

(4-01605)