• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02817 (4-02817)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02817presentato daDONZELLI Giovannitesto diGiovedì 2 maggio 2019, seduta n. 169

   DONZELLI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   nel dicembre 2018 sono state conferite trentatré onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini distintisi per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità;

   tra i connazionali insigniti figura la signora Germana Giacomelli, proclamata Commendatore dell'ordine al merito della Repubblica Italiana «per aver dedicato tutta la sua vita all'accoglienza e all'inclusione di minori in condizioni di disagio e di abbandono»;

   in particolare da fonti di stampa risulta, in ordine alla motivazione, che la signora Giacomelli è conosciuta come la «Grande Madre d'Italia» e ha avuto finora 121 «figli»: 5 li ha partoriti lei, 8 li ha adottati, gli altri le sono stati affidati dai tribunali per i minorenni di Milano, Brescia e Venezia. Il più piccolo aveva 15 giorni, il più grande oggi ha 47 anni;

   il 13 marzo 2019 la trasmissione «Le Iene» dava però voce ad alcuni ex ospiti della struttura gestita dalla signora Giacomelli, che concordemente riferivano di raccapriccianti maltrattamenti subiti a opera della stessa o di persone dalla stessa incaricata, ossia ragazzi più grandi inseriti nella casa famiglia, consistenti in umiliazioni, pressioni psicologiche, punizioni e maltrattamenti corporali, «per qualsivoglia motivo e con qualunque strumento»; culminanti anche in veri e propri pestaggi. Tutti i bambini, secondo quanto narrato dai protagonisti, venivano inoltre sistematicamente impiegati in faccende domestiche, anche gravose e comunque inadatte e mortificanti per un minore. La lentezza o l'imperfetta esecuzione del compito da svolgere, comportava immancabili aggressioni fisiche da parte della «super-mamma d'Italia». Gli insulti e le ire della signora Giacomelli, non avrebbero risparmiato neppure soggetti affetti da disabilità fisica o psichica;

   le inquietanti testimonianze degli intervistati venivano confermate, nell'ambito della stessa puntata televisiva anche dalle dichiarazioni rese a telecamera nascosta da una giovane attualmente inserita nella struttura in questione, nonché da una ex educatrice, la quale dichiarava testualmente di aver abbandonato l'incarico presso la casa famiglia poiché vi erano «situazioni allucinanti», riferendosi espressamente ai maltrattamenti e alle spietate umiliazioni inferte ai piccoli ospiti;

   diversi ex ospiti avrebbero in definitiva confermato, per averlo vissuto in prima persona, che nel corso di tre decadi, i metodi attuati dalla signora Giacomelli sarebbero stati continuativamente improntati alla violenza fisica, emotiva e psicologica dei piccoli assistiti;

   secondo quanto si apprende anche da organi si stampa la signora Giacomelli negli anni ’90 sarebbe stata messa sotto accusa, in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia, dalla Procura di Mantova. Successivamente risulterebbe essere stata assolta in relazione alle imputazioni di cui al processo –:

   se il Governo non ritenga opportuno e urgente assumere iniziative, per quanto di competenza, per verificare se in ordine a tutti gli accanimenti narrati nel servizio televisivo, risultino corrispondenti segnalazioni o meno del Servizio di tutela dei minori interessato ai competenti Tribunali per i minorenni e se intenda assumere iniziative ispettive presso gli stessi, anche ai fini di eventuali azioni disciplinari;

   se, nell'ambito dell'istruttoria per la proposta di concessione dell'onorificenza in questione, siano stati considerati gli elementi richiamati in premessa.
(4-02817)