• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01891 (5-01891)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01891presentato daPELLICANI Nicolatesto diMercoledì 10 aprile 2019, seduta n. 160

   PELLICANI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   alla luce dell'articolo 1, comma 169, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il quale ha disposto che con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, siano fissati gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici, di processo e possibilmente di esito, e quantitativi di cui ai livelli essenziali di assistenza, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministro della salute ha emanato il decreto ministeriale 2 aprile 2015, n. 70;

   all'interno del decreto vengono definiti tre tipi di presidi:

    presidi ospedalieri di base (bacino di utenza 80.000-150.000 abitanti), dotati di pronto soccorso e delle seguenti specialità: medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h.24) di radiologia, laboratorio, emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di «osservazione breve intensiva»;

    presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 150.000-300.000 abitanti), dotati delle seguenti specialità oltre a quelle presenti nei presidi di base: ostetricia e ginecologia (se prevista per numero di parti/anno), pediatria, cardiologia con unità di terapia intensiva cardiologica (U.t.i.c.), neurologia, psichiatria, oncologia, oculistica, otorinolaringoiatria, urologia;

    presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti), dotati d dipartimento emergenza urgenza e accettazione di secondo livello e di strutture che attengono anche alle discipline più complesse;

   sempre nel decreto si esplicitano alcune procedure come quelle per le soglie minime di volume di attività, quelle di rischio di esito, quelle per le modalità di integrazione fra ospedali e fra ospedale e territorio e si dà il compito alla regione di procedere alla ridefinizione della rete ospedaliera e a un riassetto dell'assistenza primaria, di quella domiciliare e di quella residenziale;

   in relazione a tale decreto ministeriale, la giunta regionale del Veneto, in data 13 marzo 2019, ha approvato la delibera 22-2019 «Schede di dotazione ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss», che classifica l'ospedale civile di Venezia quale «presidio ospedaliero di base», operando, sostanzialmente, un declassamento della struttura stessa, in precedenza riconosciuta quale «presidio ospedaliero di rete», con un ridimensionamento nella qualità e quantità dei servizi erogati;

   la decisione di declassare tale struttura ospedaliera non tiene conto della specificità lagunare del territorio di Venezia, né dell'aspetto turistico con milioni di accessi annui nella città storica, né della presenza di studenti universitari fuorisede, costante continua che nell'ospedale civile di Venezia ha un suo punto di riferimento –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di tale situazione e se non ritenga doveroso promuovere una modifica del decreto ministeriale n. 70 del 2015, in quanto esso non tiene conto delle specificità territoriali, delle epidemiologie, della demografia, del tessuto sociale;

   se il Ministro, nel rispetto delle competenze regionali in materia sanitaria, intenda intervenire urgentemente per affrontare, con tempestività, le criticità sanitarie dell'area veneziana non solo attraverso un tavolo tecnico di confronto con la regione Veneto e le altre istituzioni locali interessate, ma anche adottando iniziative per una deroga all'applicazione, nella medesima area territoriale, delle disposizioni di cui al decreto ministeriale n. 70 del 2015.
(5-01891)