• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01893 (5-01893)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01893presentato daPRESTIPINO Patriziatesto diMercoledì 10 aprile 2019, seduta n. 160

   PRESTIPINO, FRAGOMELI, FERRI, MICELI, PAGANI, UBALDO PAGANO, PIZZETTI, FASSINO, GAVINO MANCA e SERRACCHIANI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   nella giornata dell'8 aprile 2019 gli organi di informazione hanno riportato la notizia di una bambina costretta a mangiare il contenuto di una scatoletta di tonno e di un pacchetto di cracker nella mensa scolastica di una scuola elementare in provincia di Verona, poiché i genitori non risultano in regola con il pagamento dei buoni pasto;

   tale episodio ha portato alla evidente discriminazione della bambina, che si è vista servire un pasto diverso e dal minore apporto nutrizionale rispetto agli altri bambini che frequentano la sua scuola ed erano presenti a mensa;

   ciò pare essere accaduto anche per scelta dell'amministrazione del comune di Minerbe, dove si trova la scuola elementare interessata;

   situazioni come quella descritta, già accadute nel recente passato, provocano un grave turbamento in tutti i bambini presenti e sono contrarie al diritto alla dignità che deve essere garantito ed insegnato come valore ad ogni bambino;

   oltre al grave squilibrio alimentare causato ai bambini esclusi dal servizio delle mense scolastiche, obbligati a consumare un pasto freddo e insufficiente, casi simili contrastano con i diritti civili e sociali e con le finalità generali dell'istruzione;

   la sempre più frequente povertà minorile non può essere ragione di discriminazione ed emarginazione, violando l'articolo 3 della Costituzione e l'articolo 3 della Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 1989, ratificata dall'Italia nel 1991, secondo la quale «In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente»;

   le situazioni di difficoltà economica non devono essere di ostacolo agli obiettivi educativi e di sviluppo del senso di solidarietà sociale, che appartengono all'istituzione scolastica –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto e sia in possesso di dati precisi sul grave fenomeno dell'esclusione dei minori dai servizi delle mense scolastiche;

   se non ritenga opportuno promuovere un monitoraggio dei servizi di mensa scolastica, per fare sì che essi vengano garantiti a tutti ed in modo uniforme;

   se e quali iniziative di competenza il Ministro intenda adottare per tutelare, in caso di povertà, i bambini che frequentano la scuola dell'obbligo e prevenire forme di umiliazione come quella illustrata in premessa.
(5-01893)