• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01882 (5-01882)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01882presentato daROTTA Alessiatesto diMartedì 9 aprile 2019, seduta n. 159

   ROTTA. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   da notizie apparse sugli organi di stampa si apprende che in una scuola elementare di Minerbe, in provincia di Verona, a una bambina di origine straniera non è stato consentito di consumare lo stesso pasto caldo dei compagni, perché i suoi genitori, in difficoltà economica, non sono in regola con il pagamento della retta della mensa;

   l'amministrazione comunale, per voce del vicesindaco con delega all'istruzione pubblica, ha giustificato tale scelta affermando che seppur «umanamente dispiaciuto» per quanto avvenuto, bisogna «essere corretti verso tutte le famiglie che pagano regolarmente la mensa»;

   nel comune di Minerbe, le famiglie in difficoltà, individuate sulla base dell'Isee, vengono aiutate a pagare la mensa e sono ben 36 i bambini coinvolti nelle sovvenzioni: tra questi anche la bambina esclusa dal pasto;

   appaiono all'interrogante discutibili le modalità di gestione di questo caso, poiché pongono in essere una odiosa discriminazione nei confronti di una minore che non può consumare un pasto caldo, perché la sua famiglia è indigente;

   è del tutto evidente che questo rappresenta un episodio traumatico che potrebbe causare danni psicologici e disturbi nello sviluppo di un bambino;

   il diritto alla mensa, seppur non direttamente citato dal diritto internazionale e, in particolare, dalla Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, è da considerare strettamente connesso al diritto alla salute e all'accesso all'istruzione;

   la mensa è un momento educativo, in cui attraverso il cibo si trasmettono importanti valori tra cui l'integrazione, la socializzazione, la prevenzione e l'educazione alimentare. È il momento in cui tutti i bambini devono insieme, nessuno escluso, poter accedere a un pasto sano, caldo e di qualità;

   il momento del pasto fa parte, infatti, del progetto educativo ed è per questo inserito nel piano dell'offerta formativa e – indipendentemente dalle risorse della famiglia – deve essere garantito a tutti i bambini;

   l'attuale normativa, che qualifica la mensa come un servizio pubblico a domanda individuale, utilizzato a richiesta dell'utente, porta ogni amministrazione comunale a decidere se e come organizzare il servizio con piena discrezionalità gestionale;

   l'esclusione dal servizio di alcune famiglie è una sconfitta educativa importante –:

   anche se l'istituto scolastico di per sé non ha responsabilità sul servizio mensa, affidato dal comune ad una ditta esterna, quali iniziative, per quanto di competenza, in collaborazione con gli enti locali, si intendano mettere in campo per una ristorazione scolastica che tenga conto delle diverse esigenze, tutelando il diritto alla ristorazione degli alunni.
(5-01882)