• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02685 (4-02685)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02685presentato daPASTORINO Lucatesto diLunedì 8 aprile 2019, seduta n. 158

   PASTORINO. — Al Ministro della difesa, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   la situazione di grave difficoltà della Piaggio Aero Industries spa dura da tempo, ma nel concreto, il Governo, ad avviso dell'interrogante, non ha fatto nulla a parte varie dichiarazioni politiche senza alcun seguito e la nomina, nel mese di dicembre 2018, del commissario straordinario avvocato Vincenzo Nicastro che, tuttavia, secondo l'interrogante, ha più esperienza nella finanza che nel settore industriale;

   fin dal 2015 l'Aeronautica avrebbe dovuto acquistare i sistemi P.1HH (sostanzialmente versioni senza pilota del P180). Il precedente Esecutivo, infatti, aveva annunciato un contratto da 766 milioni di euro (con risorse da attingere dal fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese), prima bloccato e poi ridotto a 250 milioni di euro dall'attuale Governo. Ugualmente l'idea di stanziare 600 milioni di euro per lo sviluppo di un drone di nuova generazione, il P.2HH, è stata silenziosamente abbandonata;

   proprio adesso, dopo mesi in cui i lavoratori sono stati lasciati nell'incertezza sul loro futuro, il Ministero della difesa dichiara candidamente che «sono venute meno alcune fondamentali condizioni abilitanti» per l'acquisto dei suddetti droni, senza tenere conto delle disastrose conseguenze di questa scelta nonché del fatto, imprescindibile, che i P.1HH sono già pronti;

   al contempo, è stata ribadita la volontà di ammodernare la flotta dei 37 P180, disponibile presso le Forze armate e in servizio da 25 anni, promesse già fatte a febbraio 2019 durante un incontro con i sindacati presso il Ministero dello sviluppo economico, ma rimaste finora lettera morta;

   a conti fatti sono stati molti i comunicati e praticamente assenti le azioni a favore della salvaguardia del Made in Italy, a sostegno delle imprese e a tutela dei lavoratori nonché quelle indirizzate a un rilancio della produzione. E adesso Aerospace Piaggio rischia la chiusura;

   l'approccio, ad avviso dell'interrogante, oscillante, poco chiaro e in definitiva irresponsabile del Governo e, nello specifico, dei Ministeri competenti ha portato, all'inizio di questo mese, all'avvio della procedura per la cassa integrazione che riguarderà un massimo di 1.027 dipendenti su 1.117, negli stabilimenti di Villanova d'Albenga e di Genova. La misura si rende necessaria proprio a causa della mancanza di commesse e della situazione finanziaria in cui versa l'impresa;

   si tratta dell'ennesimo schiaffo alla Liguria, regione già colpita da numerose vertenze aperte, dalla crisi ancora in essere conseguente al crollo del «ponte Morandi» e tuttora impegnata nelle questioni irrisolte relative alla portualità e alle infrastrutture;

   è giunto il momento che il Governo abbandoni slogan e annunci sui social network per dedicarsi alla politica e occuparsi concretamente dei lavoratori fino ad oggi lasciati al loro destino, dando risposte certe con tempi, date e scadenze precise –:

   se il Ministro della difesa intenda portare a compimento l'acquisto, già preventivato, dei droni P.1HH e confermare il contributo allo sviluppo dei droni P.2HH e se, al contempo, sia confermata la commessa pubblica per rinnovare la flotta governativa dei P180;

   quali siano le iniziative che il Governo intende porre in essere al fine di salvaguardare i lavoratori della Piaggio Aero Industries spa e rilanciare il settore oggi in evidente crisi, come descritto in premessa, e quali siano in concreto le azioni che si impegna a portare avanti in favore della produzione e della manutenzione del reparto motori.
(4-02685)