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Atto a cui si riferisce:
C.4/00205 (4-00205)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 7 agosto 2018
nell'allegato B della seduta n. 40
4-00205
presentata da
FERRARI Roberto Paolo

  Risposta. — Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in esame, va premesso che, come precisato dalla direttiva sui comparti di specialità delle forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia annessa al decreto del Ministro dell'interno 15 agosto 2017, le funzioni di sicurezza ferroviaria fanno capo alla responsabilità dell'amministrazione di pubblica sicurezza, che vi provvede, in primo luogo, attraverso la specialità della polizia ferroviaria della polizia di Stato, che pone in essere, tra le altre, le attività volte ad assicurare la sicurezza della circolazione dei convogli e l'integrità degli utenti, svolgendo, inoltre, compiti diretti alla prevenzione generale dei reati e alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
  Circa l'episodio segnalato dall'interrogante, il Ministero dell'interno, interessato al riguardo, ha riferito che nel pomeriggio del 6 maggio 2018, a bordo del treno regionale di Trenord proveniente da Milano e diretto a Lecco è sorto un diverbio che ha assunto toni animosi, tra un viaggiatore di nazionalità africana e il capotreno.
  Il capotreno ha chiesto aiuto ai passeggeri, tra i quali vi era un agente di polizia della questura di Lecco, libero dal servizio, il quale si è qualificato presso lo straniero.
  Quest'ultimo, invitato a scendere alla stazione di Arcore (Monza Brianza), è immediatamente risalito sul medesimo treno qualche carrozza più avanti.
  Lo straniero è stato quindi nuovamente intercettato dal capotreno e dal poliziotto ma questa volta, trovandosi in compagnia di altri sei connazionali, ha aggredito l'agente di polizia che, mentre era a terra, è stato ripetutamente colpito con calci e pugni anche dal gruppo dei ragazzi stranieri presenti.
  Durante l'aggressione, il capotreno è stato bloccato alle spalle mentre il cittadino straniero ha anche tentato di strappare il portafogli/distintivo al poliziotto.
  Arrivati alla stazione di Carnate il gruppo di stranieri si è dato alla fuga.
  Sono scattate immediatamente le ricerche dei malviventi, che sono stati segnalati su altro treno in direzione Lecco, dove sono stati intercettati presso la stazione di Calolziocorte.
  In particolare, due di essi sono stati riconosciuti e identificati: si tratta di due cittadini nigeriani entrambi regolari sul territorio nazionale. I predetti sono stati arrestati per i reati di tentata rapina, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale ed associati presso la casa circondariale di Lecco a disposizione dell'autorità giudiziaria.
  L'assistente capo di polizia, invece, è stato ricoverato in ospedale in osservazione per sospetta frattura di un dito.
  Anche a seguito del citato episodio, il 15 maggio 2018 si è svolto un incontro presso la prefettura di Lecco sul tema della sicurezza ferroviaria per l'individuazione di ulteriori misure finalizzate a garantire la sicurezza delle stazioni e degli utenti a bordo dei treni.
  All'incontro, presieduto dal prefetto, hanno preso parte i vertici provinciali delle forze di polizia, i rappresentanti della polizia ferroviaria di Lecco e Milano, rappresentanti della regione Lombardia, alcuni dirigenti della società Trenord e alcuni di Rete ferroviaria italiana (Rfi).
  Il 28 maggio 2018, si è tenuta analoga riunione presso la prefettura di Milano; nel corso dell'incontro il direttore centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della polizia di Stato ha riferito i dati relativi ai furti e alle aggressioni denunciati in Lombardia: nel 2016 si è verificato un picco delle aggressioni denunciate, 148, di cui 102 sono relative a convogli di Trenord e 46 relative a treni di Rfi. Sono stati rintracciati 94 aggressori.
  Nel 2017, le aggressioni sono scese a 70, di cui 11 verbali e 59 fisiche. Il 68 per cento degli aggressori sono stati rintracciati.
  Per quanto riguarda il 2018, alla data del 25 maggio 2018 sono state denunciate 35 aggressioni, di cui 14 verbali e 21 fisiche e sono stati rintracciati il 63 per cento degli aggressori.
  Anche l'amministratore delegato di Trenord ha illustrato e consegnato un documento nel quale sono indicati i principali fenomeni di vandalismo registrati nei primi mesi del 2018, tra i quali emergono i furti di martelletti frangivetro e i graffiti cancellati, confermando comunque un trend in lieve aumento.
  Tra le aggressioni registrate in Lombardia, emerge un aumento delle minacce al personale (107), evasione del titolo di viaggio (390), furti e rapine (164), presenza di indigenti (67), per un totale di 1.055 eventi rilevati fino alla data del 25 maggio.
  Il citato amministratore ha riferito, altresì, che in data 26 marzo 2018 è stata siglata l'intesa con l'azienda regionale emergenza urgenza (Areu) per la dotazione di tutti i finestrini dei treni di adesivi con numero dedicato alle emergenze (112), in collegamento tra l'applicazione Trenord e l'applicazione Where are U elaborata dalla stessa Areu per localizzare le richieste di intervento.
  Da ultimo, lo stesso amministratore ha fornito un aggiornamento sulla sperimentazione della body camera (piccola telecamera che può essere indossata dal personale di Trenord) collegata alla sala operativa security. Al momento, la società è in attesa del riscontro definitivo da parte del garante della privacy.
  Più in generale, come accennato in premessa, la polizia ferroviaria garantisce la sicurezza di milioni di cittadini che ogni giorno si muovono in treno o frequentano a vario titolo le 2.700 stazioni italiane. Sono oltre 3 milioni e mezzo le persone che frequentano l'ambito ferroviario e oltre 1.600.000 i viaggiatori che quotidianamente utilizzano gli oltre 9.000 convogli circolanti sulla linea nazionale.
  L'attività della polizia ferroviaria, anche in coordinamento con le altre forze di polizia territorialmente presenti, è articolata in servizi in stazione e a bordo treno, oltre che lungo linea.
  Nel corso dell'anno 2017, a livello nazionale, sono state effettuate 43.991 scorte ai treni critici, con 98.896 treni scortati, i servizi di vigilanza sono stati 198.510, i pattuglioni straordinari 2.049 e le pattuglie lungo linea 26.768.
  Nel corso di queste attività istituzionali, inoltre, sono state sottoposte a controllo 1.091.462 persone, di cui 1.266 tratte in arresto e 9.036 indagate in stato di libertà.
  Nel periodo in esame, il dato nazionale relativo alle aggressioni al personale ferroviario è risultato in diminuzione del 12 per cento e, nel 64 per cento dei casi, gli autori sono stati identificati e deferiti all'autorità giudiziaria.
  Dal canto suo il gruppo Ferrovie dello Stato italiane, al fine di arginare il fenomeno, ha adottato diverse contromisure. In particolare:

   ha rinnovato la convenzione con il servizio di polizia ferroviaria, con la duplice finalità di rafforzare ulteriormente la tutela della sicurezza ferroviaria e prevenire e reprimere i fenomeni illeciti in ambito ferroviario e a bordo treno;

   ha promosso una campagna di comunicazione antiaggressione, attraverso immagini e video sui treni e nelle stazioni che, ponendo l'attenzione sull'aspetto umano, ha dato voce ai bambini, figli e figlie dei capitreno, per far comprendere che dietro quella divisa ci sono madri, padri, sorelle e fratelli, donne e uomini che svolgono con professionalità e dedizione il loro lavoro;

   sta procedendo all'ammodernamento degli impianti di videosorveglianza a bordo treno, che si caratterizzano per la duplice funzione di strumento di deterrenza e di supporto all'eventuale attività investigativa della polizia ferroviaria;

   ha realizzato una specifica campagna di dissuasione che, attraverso messaggi audio e l'apposizione di cartellonistica a bordo treno, ha lo scopo di veicolare il messaggio che il capotreno è, nell'atto della controlleria del titolo di viaggio, un pubblico ufficiale e che le carrozze sono munite di telecamere;

   ha sviluppato un sistema di analisi del rischio, che si caratterizza per incontri mensili nell'ambito di comitati territoriali – tenuti tra personale di Trenitalia, Rfi e polizia ferroviaria – finalizzati a individuare le tratte e i treni che presentano maggiori elementi di criticità e a definire le opportune contromisure, tra cui le cosiddette scorte a bordo treno eseguite dalla polizia ferroviaria;

   considerato che la maggior parte delle aggressioni a bordo treno avvengono nella fase di controlleria del titolo di viaggio, è stato creato uno specifico pool antievasione, composto da personale debitamente formato che, muovendosi su tutto il territorio nazionale e coadiuvato all'occorrenza dalla polizia ferroviaria, offre supporto al personale di front-line sia a terra sia a bordo treno, intervenendo in modo particolare sui convogli ritenuti maggiormente a rischio.

  Inoltre, a tutela del personale di bordo, sono state intraprese le seguenti iniziative:

   tutela legale gratuita e assistenza psicologica ai dipendenti rimasti vittime di aggressioni;

   formazione triennale, avente ad oggetto corsi antiaggressione volti a fare conoscere le dinamiche e fornire gli strumenti per evitare e gestire le eventuali criticità;

   istituzione, in collaborazione con la polizia ferroviaria, del numero telefonico 1600, che può essere chiamato dal personale di bordo di Trenitalia in caso di situazioni di pericolo per richiedere un tempestivo intervento delle forze di polizia.

  Sono anche in corso di implementazione o in via di sperimentazione ulteriori progetti finalizzati ad incrementare la specifica sicurezza del personale di bordo.
  In merito, poi, al tema della sicurezza degli utenti nell'ambito delle stazioni, la polizia ferroviaria ha comunicato al gruppo Ferrovie dello Stato italiane che nel 2017 sono stati registrati 1.451 furti in stazione. Al riguardo, il gruppo fa osservare che tale dato, rapportato al numero di viaggiatori annuo (circa 600 milioni), indica un'incidenza notevolmente inferiore a quella dei fenomeni predatori al di fuori dalle stazioni.
  Inoltre, lo stesso gruppo ha fatto presente che l'analisi Rfi sulla percezione di sicurezza nelle stazioni evidenzia che solo il 69,5 per cento degli intervistati nel 1° semestre 2018 si dichiara pienamente soddisfatto della sicurezza dell'ambiente esterno, a fronte di una percentuale maggiore, pari al 76,1 per cento, di quelli che si dichiarano pienamente soddisfatti della sicurezza della stazione, confermando che la stazione è percepita dai viaggiatori/frequentatori come un luogo più sicuro rispetto all'ambiente esterno.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Danilo Toninelli.