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Atto a cui si riferisce:
C.5/00230 (5-00230)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 25 luglio 2018
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-00230

  La tutela di nostri prodotti agroalimentari è una priorità assoluta che il Governo intende perseguire anche a livello internazionale.
  In tale direzione, in occasione della terza Riunione di Alto Livello sulla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili che si terrà a New York il prossimo 27 settembre, e anche nell'imminente Riunione dei Ministri dell'Agricoltura del G20 a Buenos Aires, l'Italia intende rappresentare l'opinione ormai prevalente tra esperti, tecnologi e nutrizionisti che nel nostro Paese non esistono cibi in sé buoni o cattivi; esistono invece abitudini alimentari sbagliate e stili di vita non appropriati, che si contrastano con l'educazione alimentare e l'informazione al consumatore.
  Ricordo che le nostre produzioni, per la peculiarità che li contraddistingue, sono poste alla base della Dieta mediterranea, riconosciuta dall'Unesco «Patrimonio immateriale dell'umanità», quale modello alimentare sano ed equilibrato, fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul consumo diversificato e bilanciato.
  La scienza ha infatti dimostrato che la Dieta mediterranea è una dieta salubre che aiuta a prevenire malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete e obesità e, grazie al potere antiossidante dell'olio d'oliva, unito al consumo di verdure, un mezzo importante nella prevenzione dei tumori.
  In tal senso, il consumo dei prodotti agroalimentari Made in Italy ben si concilia con gli obiettivi che l'ONU intende perseguire entro il 2030, ovvero la riduzione di un terzo delle c.d. malattie croniche non trasmissibili, attraverso la promozione di un ridotto consumo di alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sale.
  Questo impegno sovranazionale non può che essere condiviso; occorre tuttavia tener presente che la ricerca, in questo ambito, ha pressoché unanimemente stabilito che è il pattern dietetico nella sua globalità ad essere protettivo per la salute e l'ambiente, più che un singolo alimento o addirittura un singolo ingrediente. È infatti possibile, ed auspicabile, costruire diete e profili alimentari che comprendano tutti gli alimenti nelle corrette quantità e frequenze di consumo.
  In tale direzione, in ambito internazionale l'Italia sostiene l'introduzione di un'etichettatura nutrizionale, armonizzata a livello europeo, con un sistema identificativo a icona «a batteria» che consenta di visualizzare le componenti nutrizionali quali calorie, grassi, zuccheri e sale.
  Al riguardo evidenzio che nell'ambito dei lavori del Tavolo agroalimentare, cui partecipa anche il Ministero delle politiche agricole, è stato costituito un gruppo di lavoro operativo che sta elaborando, su basi scientifiche, il progetto italiano di etichettatura a simboli grafici da apporre sulla parte frontale dell'etichetta. È stata così presentata una prima bozza di progetto nell'ambito del seminario tecnico tenutosi poche settimane fa a Bruxelles, per proporre un'idea alternativa all'etichettatura a semaforo (traffìc light) e al nutriscore.
  Tale iniziativa rappresenta un fattivo contributo per la realizzazione di un sistema armonizzato per i Paesi europei per raggiungere un modello comune di etichettatura nutrizionale c.d. « front of pack» chiara, comprensibile, realmente informativa e, soprattutto, non discriminatoria del Made in Italy.
  In tale contesto, per fronteggiare le cattive abitudini alimentari, le campagne di informazione ed educazione alimentare, già adottate a livello europeo, rappresentano la strategia educativa per promuovere i principi della sana alimentazione e per favorire le produzioni di qualità che caratterizzano il nostro Made in Italy. Vi è una chiara dimostrazione che maggiore è la consapevolezza della gente sulle relazioni tra alimentazione e salute e migliore è lo stato di nutrizione delle popolazioni.