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Atto a cui si riferisce:
C.5/00242 (5-00242)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 26 luglio 2018
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-00242

  Il lago di Como è regolato dalla traversa di Olginate, situata sul fiume Adda ed emissario del lago. Per caratteristiche dimensionali, la traversa è una «grande diga», sottoposta per finalità di incolumità pubblica alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il tramite della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche.
  Le competenze in materia di concessione d'acqua sono per legge attribuite alla regione Lombardia; soggetto regolatore e titolare della concessione è il Consorzio dell'Adda. La regolazione di portata è attuata con finalità sia irrigue che di produzione idroelettrica a favore della provincia di Lecco, Milano, Bergamo e Cremona.
  La regolazione di concessione è prevista tra quota +130 cm e -40 cm rispetto allo zero idrometrico di Malgrate, corrispondenti ad un volume utile regolato di circa 246,5 milioni di metri cubi; a causa dei problemi di subsidenza della Piazza Cavour a Como, da oltre un quindicennio la regolazione è attuata non superando – se non in occasione di eventi idrologici eccezionali – la quota di circa +100 cm sullo zero idrometrico di riferimento, con una perdita di volume regolato per circa 45 milioni metri cubi.
  Nel 2017 si è avuta una condizione di crisi idrica, per le ridotte precipitazioni, che ha determinato grave sofferenza sia per gli aspetti produttivi agricoli ed idroelettrici che per gli aspetti di fruizione turistica, per i ridotti volumi disponibili e utilizzati e per i conseguenti ridotti livelli del lago.
  Nel 2018 si sono manifestate intense precipitazioni nel periodo invernale e di inizio primavera, che soprattutto in quota avevano determinato una buona riserva idrica per copertura nivale, resa disponibile per scioglimento nei mesi tardo primaverili. Tuttavia, a causa delle modestissime precipitazioni del periodo da fine maggio ad oggi, l'uso della risorsa, sebbene accurato e nonostante le portate derivanti dallo scioglimento nivale, ha determinato il consistente abbassamento del livello del lago, che in questi giorni è in prossimità dello zero idrometrico. Quindi oggi si è in una condizione non solo di ridotte disponibilità di portata uscente per gli usi idroelettrici e soprattutto irrigui, ma di ridotti livelli del lago, controproducenti per la fruizione turistica. Di fatto, vi è una condizione di imminente crisi idrica, per certi aspetti simile a quella manifestatasi nel 2017.
  Per il lago di Como, così come in molti altri casi di invasi regolati, emerge con evidenza il problema del conflitto tra i diversi interessi nell'uso della risorsa: l'uso irriguo, e in misura minore quello idroelettrico, che desiderano derivare portate e quindi abbassare in assenza di precipitazioni il lago, e l'uso turistico e di fruizione ambientale e paesaggistica, che vorrebbe la conservazione della risorsa acqua nel lago e il mantenimento di elevati livelli dello stesso. I portatori del primo interesse sono gli agricoltori e i produttori idroelettrici a valle, mentre del secondo le popolazioni rivierasche, fruitrici di indotto turistico.
  Il basso livello del lago ha impatto su aree per la balneazione, per scarichi fognari posti a ridotte profondità, per approdi realizzati con ridotta attenzione alle profondità disponibili e ai possibili fenomeni di interrimento.
  Il tema della gestione dei livelli del lago di Como è già oggetto di attenzione nell'ambito delle attività di competenza dell'Autorità di distretto idrografico del fiume Po ed è in tale ambito che la proposta di avvio di uno studio tecnico può certamente dare un significativo contributo.
  Prendendo ad esempio quanto è già in atto per il lago Maggiore, appare utile la proposta di costituire un Tavolo di regolazione e sperimentazione, con la rappresentanza di tutti i soggetti pubblici a vario titolo coinvolti per gli aspetti idrologici, idraulici, ambientali, paesaggistici, naturalistici, economici e produttivi.
  In merito alla delicata situazione dei livelli delle acque del lago di Como, il Ministero dell'ambiente precisa che la questione è già oggetto di attenzione da parte della competente Autorità di distretto. Infatti, ai sensi dell'articolo 63, comma 11, del decreto legislativo n. 152 del 2006, viene assegnato al Distretto idrografico del fiume Po il compito di sovraintendere la gestione dei grandi laghi regolati.
  Con l'istituzione dei distretti idrografici e l'avvio delle relative attività, il tema delle criticità stagionali dei livelli idrometrici del lago di Como è stato affrontato anche in occasione di recenti riunioni dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del predetto Distretto idrografico, nel corso delle quali è emerso che l'Autorità distrettuale ha previsto una specifica attività di aggiornamento degli studi sulla regolazione e la gestione dei laghi prealpini, compreso il lago di Como.
  Come dichiarato dall'Autorità di distretto, obiettivo dello studio sarà quello di approfondire tutti gli aspetti relativi alla regolazione, sia per laminare le piene che per sostenere le magre del fiume Po, e saranno valutati anche modelli gestionali che tengano conto delle esigenze locali.
  Infine, il Ministero dell'ambiente evidenzia di aver chiesto all'Autorità di distretto del Po che rimetta quanto prima la progettualità che lo stesso intende sviluppare nell'ambito delle risorse che la legge finanziaria 2018 assegna e che sono per l'appunto finalizzate anche a tali attività.