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Atto a cui si riferisce:
C.5/00449 (5-00449)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 18 settembre 2018
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-00449

  Il Ministro Centinaio, fin dal suo insediamento, a salvaguardia dei consumatori e dei settori produttivi, ha ritenuto prioritario potenziare i controlli per quanto attiene il settore risicolo e, in generale, delle granaglie provenienti da Paesi terzi.
  In linea con le direttive del Ministro, dallo scorso luglio, sui risi di importazione dei Paesi del Sud Est asiatico sono stati attivati su tutto il territorio nazionale, a livello centrale e periferico, una serie di controlli straordinari finalizzati alla verifica della qualità e della presenza di residui di principi attivi di prodotti fitosanitari non ammessi nell'Unione europea.
  È stata così avviata un'azione congiunta dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero, con le Capitanerie di Porto, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza esplicitata in una serie di attività investigative e di controllo nei punti di entrata nel territorio, quali porti, aeroporti, valichi di frontiera, sino ai silos e ai magazzini di insilamento dei risi.
  I controlli hanno riguardato in modo particolare i porti di Ravenna, Genova, Brindisi e Bari, quali principali siti di arrivo di vettori provenienti dal Sud Est asiatico con riso e granaglie varie.
  Nel dettaglio, nelle 140 verifiche eseguite presso 129 operatori, sono stati controllati 180 prodotti; 15 controlli sono stati eseguiti presso i punti di entrata (Porti di Ravenna, Genova Voltri e Brindisi), di cui 7 in attività congiunta (5 con l'Agenzia delle Dogane, 1 con le Capitanerie di Porto ed 1 con la Guardia di Finanza).
  In tale contesto sono stati prelevati 71 campioni (rappresentativi di oltre 1 milione e 50.000 Kg di riso), inviati al Laboratorio ICRF di Catania per le analisi specialistiche multi-residuali.
  Ad oggi, dei 44 campioni analizzati, 4 hanno ricevuto un esito analitico irregolare; un riso di varietà Basmati è risultato irregolare per presenza di principi attivi in quantità superiori alla soglia limite, mentre le altre irregolarità hanno riguardato rotture e grani danneggiati superiori ai limiti di legge. Per gli stock riscontrati fuori norma, sono previste sanzioni amministrative e il ritiro immediato dalla commercializzazione.
  Rilevo inoltre che, nell'ambito dei vasti controlli a tutela delle produzioni e dei prodotti Made in Italy, lo scorso luglio l'ICQRF ha effettuato il sequestro penale di oltre 3.800 Kg di riso integrale rosso «Ermes» rinvenuto presso una ditta del Vercellese. Il provvedimento cautelare si è reso necessario in quanto, a seguito di accertamenti sull'origine del riso importato, la partita di riso rosso in questione è risultata «cambogiana».
  Considerati i significativi risultati ottenuti in questi ultimi tempi, il Ministero intende proseguire ed implementare l'attività di controllo intrapresa.
  Rilevo infine che il Ministro sottoporrà la questione in esame all'attenzione della Commissione europea affinché anche gli altri Stati membri assicurino un adeguato livello di controllo sui risi di importazione, al pari di quanto avviene in Italia.
  L'intento è di evitare che risi di provenienza da Paesi terzi, di scarsa qualità o contenenti residui di sostanze pericolose per la salute umana, siano introdotti sul territorio dell'Unione a danno della qualità dei risi commercializzati sul mercato dell'UE e degli interessi dei produttori e dei consumatori europei.