• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00051 (3-00051) (Presentata il 3 luglio 2018)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00051presentato daBARONI Massimo Enricotesto diMercoledì 4 luglio 2018, seduta n. 21

   MASSIMO ENRICO BARONI, BOLOGNA, CHIAZZESE, D'ARRANDO, LAPIA, LOREFICE, MAMMÌ, NAPPI, NESCI, PROVENZA, SAPIA, SARLI, SPORTIELLO, TRIZZINO, TROIANO, LEDA VOLPI e FRANCESCO SILVESTRI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:

   il Consiglio dei ministri del 2 luglio 2018 ha approvato un decreto-legge che mira, in particolare, anche a contrastare il grave fenomeno della dipendenza dal gioco d'azzardo, vietando la pubblicità di giochi o scommesse con vincite in denaro;

   già durante la XVII legislatura si è svolto un approfondito dibattito in Commissione XII che ha portato il 30 novembre 2017 all'adozione di un testo base, largamente condiviso, ma che non è approdato in Assemblea per la fine della legislatura;

   dall'ultimo Rendiconto generale dello Stato 2016 è emerso il mancato trasferimento alle amministrazioni regionali dei fondi stanziati per il contrasto alla dipendenza dal gioco d'azzardo patologico;

   risale a pochi giorni fa la pubblicazione dello studio dell'Istituto di fisiologia del Consiglio nazionale delle ricerche, che ha elaborato i nuovi dati Ipsad ed Espad Italia sul consumo di gioco d'azzardo in Italia nel 2017. Lo studio rileva il costante aumento di italiani che giocano d'azzardo almeno una volta l'anno: 17 milioni nel 2017, contro i 10 milioni del 2014. Notevole è l'aumento dei giocatori con profili problematici, quadruplicati in 10 anni, passati dai 100 mila del 2007 ai 400 mila attuali;

   sebbene il gioco minorile venga censito in calo nella fascia tra i 15 e i 19 anni, allarma il numero dei minorenni – 580 mila – che nel 2017 avrebbe giocato d'azzardo. Una facilità di accesso al gioco preoccupante e solo il 27 per cento del campione intervistato ha dichiarato di aver avuto problemi a giocare d'azzardo in luoghi pubblici perché minorenne;

   la cura della patologia da gioco d'azzardo è stata inserita nei livelli essenziali di assistenza fin dal 2012; pertanto, nell'ambito dell'assistenza territoriale e domiciliare, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con dipendenza dal gioco d'azzardo la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato, che include le prestazioni specialistiche, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative necessarie e appropriate;

   nel 2015 solo una percentuale inferiore all'1 per cento di giocatori patologici ha ricevuto cure dirette da parte del Servizio sanitario nazionale e l'assistenza è stata garantita, soprattutto, grazie alle iniziative virtuose di aziende sanitarie locali ed operatori sanitari; pertanto, la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale non appare uniforme sul territorio nazionale –:

   quali interventi, anche in sinergia con il decreto-legge citato in premessa, intenda porre in essere per garantire l'uniformità sul territorio nazionale nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico, anche assicurando il puntuale trasferimento delle risorse alle regioni.
(3-00051)
(Presentata il 3 luglio 2018)