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Atto a cui si riferisce:
C.5/00903 (5-00903)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 8 novembre 2018
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-00903

  Abbiamo visto tutti che in queste ultime ore si sono succedute svariate notizie sulla sorte di Asia Bibi e sulla sua presunta partenza dal Pakistan. Tuttavia, il ministero degli Esteri pakistano ha smentito che Asia Bibi sia partita per l'estero. Si troverebbe in una località segreta in Pakistan. In attesa che la situazione si chiarisca, stiamo continuando a seguire, in stretto contatto con la nostra Ambasciata e con la massima attenzione, le evoluzioni della vicenda.
  Il Governo è infatti sensibile alle istanze espresse da tanti settori della società civile italiana e condivide le preoccupazioni manifestate dal Parlamento sulla vicenda della Signora Asia Bibi e della sua famiglia.
  Asia Bibi, cittadina pakistana di fede cristiana, è stata arrestata nel giugno 2009 nella Provincia del Punjab su denuncia di alcune sue compagne di lavoro, per asserite espressioni blasfeme nei confronti del credo islamico. Nel novembre 2010, Asia Bibi è stata condannata alla pena capitale con l'accusa di blasfemia.
  La sentenza di condanna nei confronti di Asia Bibi è stata confermata in appello dall'Alta Corte di Lahore nell'ottobre del 2014. Nel luglio 2015, però, la Corte Suprema pakistana ha cassato entrambe le sentenze, ritenendole viziate. La decisione ha così sospeso l'esecuzione della pena capitale e ha comportato la ripetizione del processo. Tale nuova fase del procedimento è andata avanti con una certa lentezza, anche per i timori relativi alle possibili reazioni di ambienti estremisti.
  Il 31 ottobre la Corte Suprema del Pakistan ha finalmente assolto Asia Bibi dopo lunghi anni di detenzione, in una vicenda trascinatasi per quasi dieci anni.
  Si tratta di una vittoria importante, anche se tardiva, per la giustizia in Pakistan, dove vive una minoranza cristiana di oltre due milioni di persone.
  L'Italia in questi anni ha seguito costantemente il caso della Signora Asia Bibi, interagendo con la famiglia e con coloro che le sono stati vicini.
  Ovviamente ora la preoccupazione è di assicurare un futuro alla Signora Asia Bibi, alla sua famiglia e a quanti si trovano in pericolo per averla assistita durante le varie fasi processuali.
  Ci tengo quindi a ribadire che la Farnesina sta seguendo con grande attenzione la situazione della Signora Asia Bibi, in stretto collegamento con la nostra Ambasciata in Pakistan, come ha ribadito anche il Ministro degli esteri Moavero Milanesi. Stiamo mantenendo un costante coordinamento con tutti gli Stati interessati, per facilitare una soluzione che garantisca la sua sicurezza e un avvenire che auspichiamo sereno.