• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01809 (5-01809)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01809presentato daBENAMATI Gianlucatesto diMartedì 2 aprile 2019, seduta n. 154

   BENAMATI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   l'adeguatezza di un sistema elettrico è la capacità strutturale del sistema di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica nel rispetto di prefissati livelli di sicurezza e di qualità. Affinché un sistema elettrico sia ritenuto adeguato, è necessario che sia dotato di risorse di produzione e di trasmissione sufficienti a soddisfare la domanda attesa più un prefissato margine di riserva di potenza. Ciò implica la pianificazione degli investimenti in funzione delle previsioni di crescita della domanda e di una sua ripartizione fra le zone di rete;

   in base alle norme vigenti le attività di trasmissione e dispacciamento dell'energia elettrica sono riservate allo Stato e attribuite in concessione a Terna spa che ha il compito di garantire la continuità e la qualità del servizio di trasmissione e dispacciamento dell'energia elettrica in condizioni di sicurezza per il Paese;

   in particolare, il dispacciamento è l'attività diretta a impartire disposizioni per l'utilizzazione e l'esercizio coordinati degli impianti di produzione, della rete di trasmissione e dei servizi ausiliari, ossia è l'insieme delle attività necessarie a mantenere l'offerta di energia immessa nella rete costantemente uguale alla domanda, rendendo così il sistema elettrico nazionale stabile, adeguato e sicuro;

   è, quindi, Terna il soggetto preposto a garantire l'adempimento di ogni obbligo volto ad assicurare la sicurezza, l'affidabilità, l'efficienza e il minor costo del servizio e degli approvvigionamenti anche per impedire black-out come quello del settembre 2003;

   Terna delibera gli interventi di manutenzione e di sviluppo della rete, a proprio carico, se proprietario della rete, o a carico delle società proprietarie, in modo da garantire la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti, nonché lo sviluppo della rete medesima nel rispetto degli indirizzi del Ministro dello sviluppo economico;

   nel corso dell'audizione del 12 marzo 2019 alla Commissione attività produttive, l'amministratore delegato di Terna ha evidenziato il fatto che la forte crescita delle rinnovabili registrata in Italia negli ultimi anni si è accompagnata a una progressiva decrescita della capacità termoelettrica, al punto che alla fine del 2018 si è riscontrata una capacità termoelettrica disponibile nell'ordine dei 58 Gw contro 76 Gw del 2013, con la conseguente contrazione del margine di riserva che è il dato che esprime sinteticamente quale sia il livello di sicurezza del sistema elettrico nazionale per far fronte a situazioni o di clima estremo o di cambiamento dell'assetto energetico del Paese;

   anche con il piano strategico 2019-2023, presentato il 21 marzo 2019, Terna ha segnalato, tra le criticità, un margine di riserva della capacità installata disponibile che si è ridotta drasticamente dal 2014 al 2015, e si è mantenuta su questi valori sino al 2018 con il margine di riserva che dai 25.000 Mw del 2014 è sceso ai 7.000 Mw del 2018; il Paese, inoltre, è anche fortemente dipendente da importazioni estere;

   dai diversi documenti disponibili sul sito web di Terna (dati di esercizio annuali provvisori, rapporti mensili e Trasparencv report), non risulta chiaro stabilire come venga calcolato il margine di riserva che Terna segnala agli stakeholder, tra essi il Ministero dell'economia e delle finanze, in qualità di azionista, e il Ministero dello sviluppo economico, in qualità di responsabile degli indirizzi e delle autorizzazioni per la costruzione e l'esercizio di grandi impianti per la produzione di energia elettrica (potenza superiore a 300 Mwt) –:

   come si addivenga alla stima dei margini di riserva riportati da Terna sul «Piano strategico 2019-2023» e quale sia, secondo il Ministero, il valore o la percentuale di un margine di riserva congruo rispetto agli impianti installati e disponibili a produrre, al fine di garantire al Paese la sicurezza del sistema elettrico nazionale.
(5-01809)