• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02635 (4-02635)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02635presentato daRUSSO Paolotesto diMartedì 2 aprile 2019, seduta n. 154

   PAOLO RUSSO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   con sentenza n. 03710/2018 del 16 maggio 2018, pubblicata il 5 giugno 2018 il Tribunale amministrativo regionale della Campania, ha accolto il ricorso di un ricorrente consigliere comunale di San Giorgio a Cremano, per l'annullamento della delibera n. 83 del 28 febbraio 2013 con cui è stato approvato il rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2011 dell'ente locale e gli ulteriori atti conseguenti;

   dagli atti di causa emerge che il collegio dei revisori aveva emesso parere non favorevole su quel rendiconto, presentando la propria relazione in data 26 febbraio 2013, quindi 2 giorni prima della seduta consiliare e confermando un precedente parere non favorevole già espresso nel 2012. Il Tribunale ha accolto la tesi del ricorrente, secondo la quale l'omesso deposito del rendiconto entro il termine specificatamente prescritto si è tradotto in un impedimento al corretto esercizio delle proprie funzioni istituzionali di consigliere comunale (lesione del «ius ad ufficium» dei consiglieri comunali);

   inoltre, ha censurato il fatto che il consiglio comunale non ha tenuto conto della relazione dei revisori in sede di approvazione della proposta del rendiconto;

   la principale critica sollevata dal collegio dei revisori, in sede di approvazione di quel rendiconto, consisteva nella modalità di trattamento del debito accumulato dalla istituzione del Premio Troisi. Tale questione, in sede di approvazione del rendiconto citato è stata affrontata dall'assessore al bilancio secondo modalità di dubbia correttezza e, cioè, affermando che il suddetto debito sarebbe stato quantificato e valutato in consiglio come debito fuori bilancio;

   un debito fuori bilancio mai approvato. Infatti, ogniqualvolta che il provvedimento giungeva all'esame del consiglio i consiglieri comunali di maggioranza, gli stessi che avevano votato quel bilancio consuntivo, puntualmente abbandonavano l'aula, facendo così venire meno il numero legale;

   tale debito, a quanto risulta all'interrogante, è stato riconosciuto e sanato dal commissario prefettizio nel 2015 –:

   di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto esposto in premessa e se non intenda promuovere una verifica da parte dei servizi ispettivi di finanza pubblica in ordine alle criticità sopra richiamate riconducibili alle responsabilità dell'amministrazione comunale pro tempore, con particolare riferimento agli effetti che tale evidente grave inottemperanza può produrre sui bilanci degli anni successivi.
(4-02635)