• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/02618 (4-02618)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02618presentato daCUNIAL Saratesto diVenerdì 29 marzo 2019, seduta n. 152

   CUNIAL. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   il nostro Paese è fra i maggiori consumatori di pesticidi a livello europeo (5,7 kg/ha contro i 3,8 kg/ha europei). Nel 2016 in Italia sono stati venduti 125 milioni di chilogrammi di prodotti fitosanitari;

   le persone possono venire in contatto con il glifosato per esposizione occupazionale, residenziale o attraverso l'acqua e l'alimentazione. Residui dell'erbicida sono stati ritrovati in pane, cereali e legumi, prodotti derivati animali ma anche nel plasma, nelle urine e nel latte materno;

   il glifosato è un noto interferente endocrino: specie nella formulazione commerciale interferisce con la sintesi di progesterone, estrogeni e testosterone a concentrazioni ritenute non tossiche e inferiori alle dosi raccomandate e può influenzare l'apoptosi in cellule placentari umane;

   nel mese di maggio del 2015 lo Iarc ha valutato il glifosato come «cancerogeno probabile», in particolare per l'insorgenza di linfomi non Hodgkin;

   nell'ottobre 2018 il tribunale di San Francisco ha condannato la Monsanto a versare 289 milioni di risarcimento danni, di cui 250 a titolo di «danni punitivi» (ridotti in appello a 39, per un risarcimento finale di 78 milioni), a Dewayne Johnson, il giardiniere di una scuola di una cittadina vicino la stessa San Francisco, ammalatosi di un linfoma non-Hodgkin anche a causa dell'esposizione al Roundup;

   nel marzo 2019 la Corte di San Francisco, in California, ha concluso all'unanimità che «il signor Andrew Hardeman ha provato con evidenza preponderante che la sua esposizione al glifosato è un fattore sostanziale nella causazione del linfoma non-Hodgkin»;

   nel marzo 2019 il Tribunale dell'Unione europea ha annullato le decisioni dell'Efsa che negavano l'accesso agli studi di cancerogenicità e tossicità del glifosato, stabilendo che c'è un interesse pubblico a conoscere gli studi di tossicità sul glifosato e il modo in cui l'ambiente rischia di essere danneggiato dalla diffusione di questo erbicida;

   il British Medical Journal ha pubblicato, sul suo ultimo numero, il più ampio e autorevole studio epidemiologico (38.000 persone, 2.961 casi di autismo) sulle relazioni tra esposizione a pesticidi durante la gravidanza e rischio di disturbi dello spettro autistico, con o senza disabilità intellettiva. Il rischio aumenta considerevolmente in seguito a esposizione ai pesticidi più utilizzati al mondo come glifosato clorpirifos, diazinon, malathion, permetrina ed è maggiore se l'esposizione continua, dopo il parto, durante il primo anno di vita;

   malgrado le evidenze scientifiche, tutt'oggi, diversi professori continuano a propagandare la non pericolosità del glifosato (per esempio Enrico Bucci il 10 febbraio 2019 a Castellana Grotte, in un convegno organizzato dalla regione Puglia, ha affermato che «c'è persino un autorevole professore qui in Puglia che per far vedere quanto sia innocuo lo beve») –:

   se e quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare per proteggere la salute dei cittadini e attuare il principio di precauzione;

   considerato che si registrano notizie false e tendenziose, che sminuiscono la pericolosità dell'erbicida e ne incentivano così l'utilizzo, se e quali iniziative i ministri interrogati intendano adottare, per quanto di competenza, per evitare che le citate pericolose informazioni siano incentivate e diffuse e perseguire chi diffonde certi messaggi mettendo a rischio la salute pubblica e il territorio.
(4-02618)