• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00657 (3-00657)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00657presentato daCAPARVI Virginiotesto diVenerdì 29 marzo 2019, seduta n. 152

   CAPARVI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   da notizie di stampa si apprende che a fine agosto 2018 sono state approvate anche in Europa le terapie a base di cellule Car-T;

   la tecnica Car-T riprogramma, grazie a una manipolazione della sequenza genetica, le cellule del sistema immunitario e permette loro di concentrarsi su un bersaglio importante come la lotta al tumore;

   questa tecnologia, che negli Stati Uniti è stata sperimentata nel 2012 e che è stata appena approvata dall'Ema (l'agenzia europea del farmaco) per l'avvio della produzione in Italia da parte di Novartis, da gennaio 2018 viene impiegata in uno dei centri di eccellenza della sanità laziale: l'ospedale pediatrico Bambino Gesù;

   sempre da notizie di stampa si apprende che la terapia Car-T potrebbe arrivare sul mercato entro l'autunno, ovvero al termine della negoziazione con il Comitato prezzi e rimborso di Aifa. Nel frattempo, sembrerebbe che le parti stiano lavorando perché i pazienti che hanno più urgenza possano essere trattati gratuitamente con il Car-T prima che sia chiuso l’iter negoziale. Si tratta di malati che versano in condizioni disperate e che non hanno nessuna alternativa terapeutica;

   la contrattazione economica per questo tipo di terapia non ha molti modelli di riferimento, in Italia come nel resto d'Europa. Ci si può rifare alle poche terapie cellulari finora autorizzate. Si tratta di farmaci molto costosi, che sono però del tutto innovativi nel modo in cui vengono prodotti;

   spesso fra l'autorizzazione europea e quella italiana, che per essere reale deve arrivare fino alle singole regioni, passano molti mesi: ma in questo caso si parla di persone che versano in condizioni di malattia molto gravi e che purtroppo non hanno tutto questo tempo a disposizione. Ritardare è una grossa responsabilità;

   le Car-T sono oggi cure salva-vita costosissime, intorno ai 250 mila euro a infusione: possono essere somministrate solo in centri accreditati e dotati di strutture e personale di altissima specialità, sia per la complessità sia per l'alta tossicità. Dei circa 750 pazienti eleggibili alla terapia, la percentuale di guarigione è pari al 40 per cento e questo significa che, se si deve aspettare un anno prima di mettere la terapia in commercio, in Italia ogni mese moriranno 35-37 persone che avrebbero potuto beneficiarne;

   in Italia è l'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) che dovrà decidere il prezzo, mentre il Ministero della salute dovrà stabilire chi potrà somministrare questo tipo di terapia –:

   se e quali iniziative il Ministro intenda assumere affinché l'Aifa provveda nel più breve tempo possibile a rendere fruibile questo farmaco.
(3-00657)