• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02607 (4-02607)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02607presentato daRAMPELLI Fabiotesto diGiovedì 28 marzo 2019, seduta n. 151

   RAMPELLI. — Al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che:

   il ponte sul Brenta di Bassano del Grappa, detto Ponte Vecchio o Ponte degli alpini, edificato nel 1209, è uno dei ponti più noti e caratteristici d'Italia. L'attuale struttura, totalmente realizzata in legno, anche se riedificata nel 1748, nel 1821 e nel 1948, è ancora oggi basata sul progetto di Andrea Palladio del 1569;

   da qualche anno però la struttura presenta problemi di cedimento strutturale che impongono un intervento di restauro;

   il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nel corso del 2015, ha stanziato un contributo di tre milioni di euro, per il progetto di ripristino e consolidamento del ponte;

   l'intervento del Ministero intendeva valorizzare la natura culturale e artistica del manufatto ligneo realizzato nella seconda metà del Cinquecento su progetto di Andrea Palladio;

   il ponte è stato inserito dal Palladio nel III tomo dei «Quattro libri dell'architettura», del 1570;

   il citato intervento di restauro e consolidamento è stato più volte sospeso e rinviato a causa di contrapposizioni tra il comune di Bassano del Grappa e la società inizialmente incaricata dei lavori, la Vardanega Srl, che ha presentato più volte precise rimostranze per supposte carenze progettuali;

   il 5 settembre 2018 la Vardanega è stata sostituita nell'esecuzione dei lavori dalla Inco Srl;

   nel gennaio 2019 sono ripresi i lavori di ripristino del ponte, lavori che hanno portato al riallineamento del livello dell'impalcato e alla totale rimozione delle due stilate est del ponte;

   le stilate lignee – le prime due nel corso del 2019 e le altre due nel 2020 – verranno ricostruite e non sottoposte a restauro conservativo, come indicato nel progetto dei professori Carbonara e Modena, che il comune aveva incaricato e le cui proposte di soluzione erano state presentate al pubblico;

   mentre il restauro conservativo avrebbe imposto di preservare le stilate dell'ing. Casarotti perché erano presenti al momento del progetto, la loro completa eliminazione non ostacola più l'esecuzione del progetto di Andrea Palladio, come disegnato nel suo «I quattro libri di architettura», trattato notissimo e molto pubblicato anche all'estero, che consente a tutti di riscontrare la falsificazione della ricostruzione in corso;

   i lavori in corso non sono esempi di come lo straordinario patrimonio artistico monumentale costituito dal ponte palladiano andrebbe valorizzato;

   la decisione di sostituire completamente le stilate ha trasformato il progetto in una vera e propria ricostruzione del ponte, discostandosi dall'iniziale volontà di procedere a un intervento di restauro conservativo –:

   se il Governo condivida la scelta di operare un intervento di ripristino che – pur non essendo più un restauro conservativo – continua a discostarsi dall'originale progetto palladiano e se intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, affinché, con l'avvenuta demolizione delle stilate, si valuti la possibilità di realizzare finalmente il geniale disegno di Andrea Palladio.
(4-02607)