• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00040 (2-00040) «Lollobrigida, Frassinetti».



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00040presentato daLOLLOBRIGIDA Francescotesto diMercoledì 4 luglio 2018, seduta n. 21

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere – premesso che:

   la lingua italiana rappresenta l'identità della nostra Nazione, il nostro elemento unificante e il nostro patrimonio immateriale più antico che deve essere opportunamente tutelato e valorizzato;

   la lingua e la letteratura italiana, il quarto idioma più studiato al mondo, costituiscono uno straordinario apporto dato dall'Italia alla cultura mondiale: di questo patrimonio, che l'Italia ha ricevuto in eredità dal passato e dalla storia, occorre essere consapevoli e si deve, in particolare, imparare a considerarlo un bene comune a tutti i cittadini italiani, che hanno di conseguenza il compito di custodirlo e di farlo conoscere;

   un patrimonio, infatti, non basta solo averlo, occorre saperne cogliere l'effettivo significato e valorizzarlo convenientemente;

   sono ormai anni che studiosi, esperti e istituzioni come l'accademia della Crusca, denunciano il progressivo scadimento del valore attribuito alla lingua italiana e segnalano l'importanza di una maggiore tutela dell'italiano e del suo utilizzo, anche nella terminologia amministrativa da parte dello Stato e delle sue articolazioni territoriali, e di strumenti di diffusione culturale pubblica semipubblica;

   l'uso sempre più frequente di termini in inglese, o derivanti dal linguaggio digitale è diventata una prassi comunicativa che lungi dall'arricchire il patrimonio linguistico italiano lo immiserisce e mortifica: secondo le ultime stime, infatti, dal 2000 ad oggi il numero di parole inglesi confluite nella lingua scritta italiana è aumentato del 773 per cento quasi 9.000 sono gli anglicismi attualmente presenti nel dizionario della Treccani su circa 800.000 tra lemmi ed accezioni;

   il 14 marzo 2018 veniva pubblicato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca un documento per promuovere l'educazione all'imprenditorialità nelle scuole superiori denominato «Sillabo»;

   in tale documento programmatico, inviato a tutte le scuole secondarie, si sarebbe fatto un gran uso di termini inglesi tanto da attirare l'attenzione dell'Accademia della Crusca intervenuta per bocciare impietosamente non solo la scuola ma i funzionari preposti al suo funzionamento e i dirigenti del Ministero che dovrebbero tutelare la formazione dei ragazzi;

   secondo la denuncia degli esperti dell'Accademia della Crusca, infatti, tale documento è stato redatto in una lingua che nulla ha a che fare con la missione della lingua italiana e compromette seriamente il ruolo dello stesso Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e la cosa è tanto più grave perché ciò «avviene nei programmi scolastici: la follia del Sillabo emanato dal Miur equivale a una contraffazione paradigmatica della cultura e del patrimonio linguistico italiani»;

   questa anglicizzazione ossessiva rischia, nel lungo termine, di portare a un collasso dell'uso della lingua italiana, fino alla sua progressiva scomparsa che alcuni studiosi prevedono nell'arco di ottanta anni;

   da tempo la globalizzazione e il monolinguismo stereotipato che conduce all'inglese rappresenta un pericolo per le lingue locali. In Francia e in Spagna lo hanno capito e hanno adottato provvedimenti. In Italia ciò non è avvenuto;

   in Francia, ad esempio, la «legge Toubon» del 1994 ha reso obbligatorio l'uso della lingua francese nelle pubblicazioni del Governo, nelle pubblicità, nei luoghi di lavoro, in ogni tipologia di contratto, nei servizi, nell'insegnamento nelle scuole statali, negli scambi; ogni cartello pubblicitario con uno slogan in inglese contiene per legge la traduzione francese; è la stessa Costituzione, a differenza di quella italiana, a sancire la difesa del francese quale lingua della Repubblica e a riconoscere al cittadino il diritto a esprimersi e a ricevere in francese ogni informazione;

   in Italia, invece, non esiste alcuna politica linguistica, anzi, il linguaggio della politica, nel nuovo Millennio si è anglicizzato sempre di più introducendo le parole inglesi nelle leggi, nelle istituzioni e nel cuore dello Stato;

   Fratelli d'Italia, proprio in un'ottica di salvaguardia nazionale e di difesa identitaria, ha presentato due proposte di legge, ordinaria e di riforma costituzionale, per la tutela del patrimonio idiomatico italiano nella fruizione di beni e di servizi, nell'informazione e nella comunicazione, nelle attività scolastiche e universitarie, nonché nei rapporti di lavoro e nelle strutture organizzative degli enti pubblici e privati;

   la funzione di una lingua internazionale ausiliaria è quella di rendere possibile la comunicazione tra persone di differenti nazioni che non condividono una stessa lingua, favorendo il dialogo e la cooperazione; essa dovrebbe essere proposta però come seconda lingua da apprendere e non come una lingua che sostituisca quella nativa;

   chi parla solo l'italiano oggi rischia «il flop» dell'incomunicabilità, ma il rischio ancora più grande è che si perda la bellezza di una lingua complessa e ricca come l'italiano o che l'inquinamento provochi una seria preoccupazione per il suo stato di salute;

   non è solo questione di moda, le mode passano, ma l'anglomania si riflette nelle scelte di istituzioni come la scuola e l'università, con riflessi sull'intera società –:

   quali iniziative intenda adottare il Ministro interpellato al fine di verificare l'adeguatezza e l'opportunità del documento «Sillabo», che sembrerebbe andare nella direzione opposta rispetto alla necessità di tutelare la lingua italiana quale elemento costitutivo della unità nazionale e quali iniziative intenda assumere per consolidare e promuovere la lingua e la cultura italiana in ambito scolastico e universitario.
(2-00040) «Lollobrigida, Frassinetti».