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Atto a cui si riferisce:
C.4/00996 (4-00996)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 22 marzo 2019
nell'allegato B della seduta n. 147
4-00996
presentata da
BENEDETTI Silvia

  Risposta. — Il virus West nile (Wnv) è un Flavivirus appartenente alla famiglia «Flaviviridae», trasmesso da insetti vettori ed attualmente presente nel territorio italiano.
  Si tratta di un agente zoonotico il cui ciclo biologico è caratterizzato dalla trasmissione tra zanzare ornitofile ed alcune specie di uccelli selvatici.
  Attraverso la puntura di zanzara il virus può passare, inoltre, dalle popolazioni aviarie ai mammiferi, ed anche all'uomo.
  Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono i trapianti di organi, le trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza.
  Gli esseri umani ed i cavalli, sebbene siano ospiti a fondo cieco, ossia non in grado di trasmettere l'infezione agli insetti vettori, possono sviluppare forme cliniche anche gravi, con disturbi neurologici quali encefalite, meningo-encefalite o paralisi flaccida.
  In Italia, il primo focolaio di malattia di West nile (Wnd) è stato confermato nella tarda estate del 1998 nell'area circostante il Padulle di Fucecchio in Toscana, con alcuni casi clinici nei cavalli: in questo primo focolaio non si sono verificati casi umani.
  A seguito di tale rilevamento, il Ministero della salute, dal 2002, ha attivato il Piano nazionale di sorveglianza per la Wnd, con l'obiettivo di rilevare l'introduzione e monitorare la circolazione del Wnv sull'intero territorio nazionale.
  Tale piano ha consentito di identificare nel 2008, a 10 anni di distanza dal primo focolaio, la circolazione di Wnv in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, in uccelli, mammiferi e insetti vettori, con la segnalazione dei primi casi umani, che, da allora in poi, è stata segnalata ogni anno.
  In Italia, la sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da Wnv è regolata dal Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta che viene attualizzato ogni anno.
  Le attività di sorveglianza umana prevedono che vengano individuati e segnalati casi clinici, importati (tutto l'anno) e autoctoni (da giugno a ottobre), di forme cliniche neuroinvasive, nelle aree a dimostrata circolazione di Wnv.
  Il piano prevede, inoltre, la sorveglianza entomologica, con l'attuazione di protocolli operativi diversificati in relazione alla presenza o meno di casi umani, basati sia sull'informazione della popolazione sia su interventi ordinari di controllo con prodotti larvicidi, al fine di ridurre la presenza di focolai larvali peri-domestici di zanzare, sia l'uso di adulticidi in caso di elevata densità delle zanzare.
  L'allegato 4 al piano riporta le specifiche sull'intervento per il controllo del vettore (Culex pipiens), con indicazioni operative dettagliate sulle responsabilità e sugli interventi di controllo e di monitoraggio che devono essere messi in atto.
  Le attività di sorveglianza sono estese agli uccelli stanziali, agli uccelli migratori e agli equidi, per permettere la definizione esatta delle aree in cui circola il virus.
  Secondo uno studio pubblicato da «Eurosurveillance» nel 2017, il Piano di sorveglianza integrato di Wnv italiano, che comprende la sorveglianza dei casi umani, la sorveglianza entomologica, la sorveglianza dei casi negli equidi e la sorveglianza in uccelli stanziali e migratori, è uno dei più completi a livello europeo ed ha come presupposto la collaborazione intersettoriale, utilizzando un approccio «One Health».
  I risultati della sorveglianza integrata del virus West nile mostrano che, complessivamente in Italia, dal 2008 al 2017 sono stati notificati oltre 247 casi umani autoctoni di malattia neuro-invasiva da West nile, da 9 regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) e 8 casi confermati importati.
  Negli anni passati, i casi umani si sono manifestati solitamente a luglio, con un picco ad agosto.
  Quest'anno, invece, si è evidenziata, sia a livello europeo che nazionale, una circolazione più precoce del Wnv, con i primi casi notificati già a giugno dall'Italia e dalla Grecia. Si è inoltre registrato un numero più elevato dell'atteso sia di casi umani, anche in forma neuroinvasiva, che di decessi, nonché un'elevata circolazione virale nelle zanzare e negli uccelli.
  Nel 2018, alla data del 14 novembre, in Italia sono stati segnalati 577 casi umani confermati di infezione da West nile virus, di cui 230 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (63 in Veneto, 100 in Emilia-Romagna, 16 in Lombardia, 38 in Piemonte, 3 in Sardegna, 9 in Friuli Venezia Giulia, e 1 caso segnalato dal Molise importato dalla Grecia), tra i quali 42 decessi (1 in Lombardia, 13 in Veneto, 21 in Emilia-Romagna, 3 in Piemonte, 4 in Friuli Venezia Giulia); 279 casi come febbre confermata (66 in Emilia-Romagna, 190 in Veneto, 7 in Lombardia, 6 in Piemonte, 10 in Friuli Venezia Giulia) e 68 casi identificati in donatore di sangue (30 in Emilia-Romagna, 14 in Veneto, 9 in Piemonte, 11 in Lombardia, 3 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Sardegna).
  La eccezionale diffusione del Wnv durante la stagione attuale non è un fenomeno solo italiano: infatti, a livello europeo, il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc), che coordina la sorveglianza dei diversi Paesi, ha segnalato che attualmente i casi umani di infezione da Wnv registrati nel 2018 superano il totale dei casi notificati negli ultimi cinque anni; inoltre l'infezione si sta diffondendo anche in Paesi che in passato non avevano presentato casi.
  In relazione all'attuale situazione epidemiologica, questo Ministero ha immediatamente richiamato l'attenzione sull'osservanza di quanto stabilito nel Piano ed ha diramato la circolare n. 0023836 del 7 agosto 2018, nella quale raccomanda l'applicazione delle misure di prevenzione, con particolare riferimento alle misure di corretta gestione del territorio.
  In particolare, al fine di sviluppare azioni di risanamento ambientale, è stata sottolineata la necessità di procedere, in collaborazione con le autorità competenti, a seconda delle realtà locali, ad interventi comprendenti, fra l'altro: manutenzione delle aree verdi pubbliche; pulizia delle aree abbandonate; eliminazione dei rifiuti per evitare la presenza di contenitori, anche di piccole dimensioni, contenenti acqua; drenaggio; canalizzazione; asportazione o chiusura di recipienti.
  È stata ribadita, inoltre, la necessità di rafforzare la sensibilizzazione della popolazione, anche con interventi porta a porta, per eliminare i siti di riproduzione delle zanzare nelle aree private.
  Le regioni interessate hanno, dunque, dovuto intraprendere, pur sulla base della loro autonomia, misure straordinarie per il controllo del vettore, incrementando le iniziative di monitoraggio del territorio e la diffusione di informazioni ai cittadini, aumentando la quantità e l'efficacia degli interventi larvicidi e adulticidi.
  Inoltre, in considerazione dell'eccezionalità della situazione epidemiologica, il 5 settembre 2018 il Ministero della salute ha ritenuto opportuno convocare una riunione, a cui hanno partecipato rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità, delle regioni interessate, degli Istituti zooprofilattici sperimentali, per fare il punto della situazione e valutare l'adozione di ulteriori misure di controllo.
  In tale sede, si è potuto verificare che:

   la sorveglianza dei casi sta funzionando correttamente;

   misure straordinarie di disinfestazioni con adulticidi e larvicidi sono state prese dalle autorità regionali nel raggio di 200 metri intorno al caso di malattia da West nile (come da piano nazionale), includendo nei trattamenti i parchi pubblici, gli ospedali e i luoghi di aggregazione con spazi verdi; sono stati intensificati gli interventi comunicativi alla popolazione; si è verificata una circolazione virale precoce, le cui cause devono essere studiate ed approfondite ai fini della pianificazione per il 2019; si registrano criticità nella «compliance» dei comuni nell'attuare misure preventive di controllo dei vettori (lotta larvicida condotta precocemente); non esistono, al momento attuale, interventi sperimentati e sicuri diversi da quelli già noti, e per ora è necessario continuare con la lotta larvicida condotta precocemente, in quanto strumento utile a ridurre il numero delle zanzare; sono state diramate misure preventive riguardanti trapianti d'organo, tessuti e cellule, e le trasfusioni di sangue.

  Inoltre il Ministero della salute ha ritenuto di istituire un tavolo tecnico intersettoriale sulle malattie trasmesse da vettori, a cui sono stati invitati, oltre a diversi enti sanitari, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, l'Associazione nazionale comuni italiani, l'Associazione rete italiana città sane.
  Tale tavolo dovrà proporre interventi di sorveglianza e controllo delle malattie trasmesse da vettori più articolati, che tengano conto anche di fattori ambientali, sociali, produttivi ed organizzativi.
  Questa iniziativa è in linea con la strategia dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), approvata durante l'Assemblea mondiale della sanità nel 2017, che si basa su quattro pilastri, di cui uno è dedicato specificatamente al rafforzamento della collaborazione intersettoriale, e prevede l'attivazione di «task-force» (o comitati, o tavoli) a cui partecipino i ministeri coinvolti e le amministrazioni locali, per migliorare il coordinamento e massimizzare l'impatto delle attività di contrasto ai vettori, collegandole anche alle strategie per aumentare la resilienza agli effetti dei cambiamenti climatici, per contrastare l'urbanizzazione incontrollata e per ridurre la povertà.
  Il Ministero della salute, nell'ambito dei progetti intrapresi per il tramite del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), ha finanziato il progetto «Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale: sviluppo e implementazione pilota di strumenti di supporto operativo», che, per quanto riguarda il Wnv, ha permesso lo studio e la realizzazione di applicativi «on-line» (piattaforme web) rivolti alla condivisione dei dati sulla sorveglianza.
  Inoltre, il Ministero della salute ha proposto un ulteriore progetto, rivolto a rafforzare la formazione in entomologia di sanità pubblica degli operatori del Servizio sanitario nazionale e di altri enti, di cui si è in attesa dell'esito della valutazione.
  Altri studi, soprattutto in relazione all'effetto delle variabili climatiche sull'ecologia dei vettori e la diffusione delle arbovirosi, con effetto predittivo, sono svolti con la collaborazione del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc).
  Si ritiene, pertanto, che l'insieme delle iniziative messe in piedi negli anni dal Ministero della salute, e recentemente implementate in considerazione del picco di quest'anno, possano offrire buone e documentate risposte scientifiche al fine, cui si dovrà comunque tendere sempre con maggior forza, di prevenire il più possibile l'estensione del fenomeno.
La Ministra della salute: Giulia Grillo.