• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00620 (3-00620)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00620presentato daFONTANA Ilariatesto diMartedì 19 marzo 2019, seduta n. 144

   ILARIA FONTANA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   l'Italia è stata oggetto in passato di procedura di infrazione europea per l'applicazione degli articoli 3, 4, 5 e 10 della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane;

   l'articolo 3 della direttiva stabilisce che tutti gli agglomerati siano dotati di impianti di depurazione delle acque reflue urbane;

   l'articolo 4 della direttiva stabilisce ulteriormente che le acque reflue siano sottoposte anche a trattamento secondario;

   l'articolo 5 della direttiva stabilisce che gli Stati membri devono individuare le aree sensibili ai sensi del relativo allegato II, nelle quali gli scarichi dovranno essere sottoposti a trattamenti più spinti di quelli previsti al precedente articolo 4;

   le acque reflue urbane dell'agglomerato di Civita Castellana confluiscono nell'area sensibile della riserva naturale di Nazzano Tevere-Farfa, attraversata dal fiume Tevere e sulla quale insiste un lago formatosi a seguito della realizzazione di una diga nel medio corso del fiume;

   per le ragioni espresse, l'agglomerato di Civita Castellana è stato inserito nella procedura di infrazione dell'Unione europea n. 2034 del 2009, per la non conformità a tutti e tre gli articoli 3, 4, e 5 della suddetta direttiva;

   con determinazione dirigenziale G15456 del 2017 la regione Lazio ha provveduto ad affidare la verifica preventiva della progettazione delle opere di collettamento dei poli di Civita Castellana, Sutri e Vignanello;

   le opere di depurazione delle acque fognarie, relative al polo di Civita Castellana a servizio anche dei comuni di Carbognano, Fabrica di Roma, Corchiano, Nepi, Castel S. Elia, Faleria e Calcata, sono ad oggi parzialmente terminate per quanto concerne il sistema depurativo, mentre non sono state più finanziate dalla regione Lazio, le necessarie opere di collettamento dai territori comunali interessati al centro depurativo di Civita Castellana;

   ad oggi, il depuratore costruito e funzionante, riceve soltanto un terzo degli scarichi fognari di Civita Castellana, e nulla dai comuni inizialmente previsti in progetto, lavorando di gran lunga al di sotto della propria potenzialità;

   a norma del capo VIII del decreto legislativo n. 300 del 1999, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio sono attribuite la tutela delle risorse idriche e la relativa gestione, la sorveglianza, il monitoraggio e il recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettività e all'impatto sull'ambiente, con particolare riferimento alla prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno all'ambiente –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, il Governo abbia adottato o intenda adottare e con quali tempistiche per assicurare il completamento delle opere in questione, alla luce delle procedure di infrazione in corso.
(3-00620)