• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00625 (3-00625)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00625presentato daLORENZIN Beatricetesto diMartedì 19 marzo 2019, seduta n. 144

   LORENZIN. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:

   la salute materno-infantile rappresenta un'area prioritaria della salute pubblica. La gravidanza, il parto ed il puerperio in Italia sono la prima causa di ricovero per le donne. Gli eventi «intorno» alla nascita sono riconosciuti a livello internazionale tra i migliori per valutare la qualità di tutta l'assistenza sanitaria di un Paese;

   l'accordo Stato-regioni del 16 dicembre 2010 ha recepito le linee guida delle società scientifiche italiane ed internazionali per il programma nazionale per il parto sicuro, che fissa in 1.000 nascite all'anno lo standard a cui tendere, nel triennio, per il mantenimento/attivazione dei punti nascita. Per ridurre e razionalizzare sotto i 1.000 all'anno si necessita di abbinamento per pari complessità di attività delle unità operative ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche;

   la possibilità di punti nascita con numerosità inferiore, e comunque mai al di sotto di 500 parti all'anno, potrà essere prevista solo sulla base di motivate valutazioni legate alla specificità dei bisogni reali delle varie aree geografiche interessate, con rilevanti difficoltà di attivazione dello Stam;

   al Comitato percorso nascita nazionale, costituito con decreto ministeriale del 12 aprile 2011, è attribuita la funzione di attuare le strategie di riorganizzazione e verifica dei punti nascita e dal 2015 il compito di esprimere un parere su richiesta di deroga relativamente a punti nascita con volumi inferiori a 500 parti l'anno;

   lo studio De Curtis/Simeoni evidenzia, nel 2015, il 40 per cento in più di rischio morte per i bimbi nel primo mese di vita nati al Sud a causa di strutture piccole e non sufficientemente attrezzate per le emergenze da parto;

   sulla stampa si è creata, ad avviso dell'interrogante, tanta confusione, soprattutto da esponenti del MoVimento 5 Stelle, perché si richiede la riapertura di punti nascita chiusi o in via di chiusura, per mancanza dei requisiti minimi;

   il Ministro interrogato ha emanato un comunicato il 25 gennaio 2019 da cui si evince la volontà di «valutare insieme alle regioni l'attualità dell'accordo Stato-regioni del 2010, recepito poi dal decreto ministeriale n. 70 del 2015»;

   le società scientifiche, lanciando un appello per il bene del paziente, chiedono di lavorare in sicurezza è quindi di «disporre di strutture e strumentazioni adeguate raggruppate in centri in cui ogni specifica patologia possa essere trattata in maniera altamente efficace» –:

   se il Ministro interrogato intenda adottare iniziative, per quanto di competenza, per rivedere, ed eventualmente su quali basi, i criteri per individuare gli standard minimi dei punti nascita.
(3-00625)