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Atto a cui si riferisce:
S.4/01078 GASPARRI, MALLEGNI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che a quanto risulta agli interroganti: l'agenzia di stampa "Askanews" sta affrontando una crisi economica che...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 023
all'Interrogazione 4-01078

Risposta. - Gli interroganti, partendo da alcune vicende che hanno visto coinvolta l'agenzia di stampa "Askanews" e la Presidenza del Consiglio dei ministri, relative ad uno stato di crisi dell'azienda asseritamente causato da un presunto mancato pagamento per prestazioni usufruite da parte della stessa Presidenza del Consiglio dei ministri e di altre strutture statali, chiedono che venga fatta chiarezza sui fatti.

Ricostruzione del contesto

Per comprendere tutte le implicazioni della complessa vicenda che ha interessato l'agenzia giova innanzitutto ricostruire con un breve excursus anche il contesto normativo in cui la vicenda si colloca. Come è noto, la Presidenza del Consiglio dei ministri per legge svolge il ruolo di centrale di acquisto dei servizi di agenzia di stampa, sia per tutte le amministrazioni dello Stato (centrali e periferiche), sia per le specifiche esigenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Tale competenza risulta attribuita alla Presidenza in forza del combinato disposto della legge n. 237 del 1954 e della sua interpretazione autentica recata dall'art. 55, comma 24, della legge n. 449 del 1997, ove si prescrive, tra l'altro, che tale acquisizione di servizi debba essere effettuata nel rispetto del pluralismo informativo.

Fino all'emanazione del primo bando pubblico, avvenuta a seguito dell'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti (decreto legislativo n. 50 del 2016), i contratti con le agenzie che possedevano i requisiti di legge per essere qualificate agenzia a diffusione nazionale (si veda l'art. 2, comma 122, della legge n. 286 del 2006) sono stati stipulati con procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, in ottemperanza a quanto previsto dal richiamato art. 55.

Con l'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, e dopo un'approfondita istruttoria, che ha visto coinvolta 1'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), il Dipartimento dell'informazione ed editoria della Presidenza ha concluso il proprio approfondimento nel senso dell'obbligatorietà dell'attivazione di procedure pubbliche competitive aperte a tutti i soggetti muniti dei requisiti previsti da un apposito bando pubblico, in ciò confortato anche dall'apposito avviso espresso in proposito dall'ANAC su espressa richiesta del Dipartimento. Dopo aver stipulato con la stessa ANAC un protocollo di vigilanza collaborativa, tuttora in essere, a maggio 2017 è stata indetta la prima gara europea articolata su 10 lotti di importi differenziati sia per valore che per requisiti. La partecipazione a tale gara aperta, peraltro, veniva disciplinata con taluni vincoli, concordati con l'ANAC, intesi a garantire íl rispetto del principio del pluralismo informativo; sicché i partecipanti alla gara, tra quali rientrava anche Askanews, potevano fare domanda di partecipazione a non più di due lotti scegliendo ex ante, per il caso di doppia aggiudicazione, in quale dei lotti volessero essere corttrattualizzati.

Gli esiti della gara pubblica

Nelle more dell'espletamento della gara, onde evitare soluzioni di continuità nell'erogazione dei servizi di agenzia alle amministrazioni dello Stato, i precedenti contratti stipulati attraverso procedura negoziata con le agenzie a diffusione nazionale (quindi anche con. Askanews) sono stati prorogati in più riprese fino al 30 settembre 2017, momento nel quale tali proroghe hanno naturalmente esaurito i loro effetti, in quanto il 1° ottobre 2017 sono stati stipulati i nuovi contratti con gli aggiudicatari definitivi della procedura competitiva come risultanti dal decreto di aggiudicazione del 3 agosto 2017.

Pur avendo il Dipartimento previsto la scadenza dell'ultima proroga al 30 settembre 2017, per opportuna diligenza, provvedeva a comunicare con nota del 28 settembre 2017 ad Askanews (come del resto anche agli altri soggetti non risultati aggiudicatari di alcun lotto) che, non essendovi esigenza di ulteriori proroghe, avrebbero dovuto cessare l'erogazione del servizio con effetto dal successivo 10 ottobre. In pari data, il Dipartimento ha altresì ritenuto opportuno comunicare anche alle amministrazioni destinatarie delle forniture che, dallo stesso 1° ottobre, i servizi di agenzia sarebbero stati resi dalle agenzie risultate aggiudicatarie della procedura competitiva, precisando tuttavia che, se le amministrazioni avessero continuato a ricevere i servizi da agenzie diverse da quelle aggiudicatarie, il relativo costo non sarebbe in ogni caso stato addebitabile al Dipartimento stesso.

Il ricorso di Askanews

Avverso la nota di ricognizione della situazione contrattuale in scadenza, inviata dal Dipartimento ad Askanews il 28 settembre 2017, l'agenzia di stampa proponeva ricorso al TAR del Lazio in data 30 ottobre 2017 per ottenere l'annullamento del (supposto) provvedimento di cui alla citata nota nella considerazione della sua illegittimità sotto diversi profili, ulteriormente integrati con motivi aggiunti del 18 settembre 2018, con il quale risultava altresì impugnata anche la nota del 19 luglio 2018 con la quale era stata richiesta la disponibilità dell'agenzia a subentrare nell'affidamento dei servizi previsti dal lotto 3 in sostituzione di Adnkronos titolare del relativo contratto a far data dal 10 ottobre 2017 (ex art. 110, comma 2, del codice degli appalti). Al riguardo, è opportuno rappresentare che sull'applicabilità della norma, censurata in sede di ricorso, il Dipartimento aveva in due occasioni acquisito il parere dell'ANAC (in data 27 giugno e 12 luglio 2018), sulla cui base aveva formulato la richiesta di subentro ad Askanews nel lotto 3, dopo aver acquisito peraltro la rinuncia del secondo in graduatoria (si trattava dell'agenzia ACI).

Le proposte di transazione di Askanews

Prima di notificare i motivi aggiunti al ricorso, tuttavia, Askanews aveva comunque provveduto a manifestare il proprio interesse allo "scorrimento" con nota del 24 luglio 2018, pur rappresentando che l'accettazione dell'affidamento del lotto 3 non costituiva rinuncia al ricorso originario (il relativo contratto è stato in effetti stipulato il 6 agosto 2018 con decorrenza dal giorno 16 dello stesso mese e regolarmente registrato dagli organi di controllo).

Dopo aver avviato l'iter giudiziale ad ottobre 2017 (per il quale al momento non esiste ancora alcun atto di coltivazione del ricorso), Askanews, per il tramite dei suoi legali, ha fatto pervenire la prima intimazione in data 23 febbraio 2018, cui ne sono seguite delle altre, intese sostanzialmente ad ottenere il riconoscimento del supposto credito derivante dalla volontaria ed unilaterale erogazione alle amministrazioni statali del servizio, anche dopo la cesura contrattuale intervenuta il 30 settembre 2017, ed alla quale il Dipartimento ha debitamente dato riscontro in data 12 marzo 2018, rappresentando che tale intimazione ricalcava il ricorso già presentato.

Con successiva nota del 15 marzo 2018, peraltro, gli avvocati dell'agenzia trasmettevano una prima proposta di risoluzione conciliativa della controversia con un'ipotesi di rinuncia all'utile di impresa (quantificato nel 10 per cento) con relativo riconoscimento dell'importo contrattuale derivante dal contratto originario. A seguito di questa formale proposta transattiva, il Dipartimento, pur consapevole di aver posto in essere comportamenti conformi ai principi di diligenza e correttezza amministrativa, ha ritenuto opportuno interessare, con nota del 6 aprile 2018, l'Avvocatura generale dello Stato per l'eventualità che talune delle amministrazioni fruitrici dei servizi, pur essendo state avvertite dell'intervenuta cesura contrattuale, avessero de facto ritenuto di avvalersi di detti servizi, per i quali, come comunicato alle amministrazioni con la citata nota del 28 settembre 2017, l'eventuale relativo costo non sarebbe in ogni caso stato addebitabile al Dipartimento.

In esito a tale richiesta l'organo della difesa erariale rilasciava un primo parere interlocutorio, in data 17 aprile 2018, con il quale sollecitava il Dipartimento ad interessare le amministrazioni fruitrici per verificare se fosse possibile chiarire se l'utilizzo dei servizi, anche dal punto di vista quantitativo fosse documentabile attraverso i report della società "Telpress" che gestisce solo alcuni dei concentratori attraverso i quali vengono fruiti i servizi di agenzia nelle diverse amministrazioni (i contratti di tali concentratori non sono stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ma dalle singole amministrazioni).

Per riscontrare tali richieste, il Dipartimento, con nota del 22 maggio 2018, forniva all'Avvocatura generale ulteriori chiarimenti in ordine sia alle iniziali azioni di verifica svolte presso le varie amministrazioni, sia in merito alle modalità di fruizione dei servizi di agenzia gestiti attraverso i cosiddetti concentratori (Telpress, Datastampa eccetera), cui faceva poi seguito l'emissione del relativo parere della difesa erariale pervenuto via PEC il 6 luglio 2018.

Il parere dell'Avvocatura generale dello Stato

Dato il rilievo che riveste il parere espresso dall'Avvocatura sull'ipotesi di conciliazione prospettata da Askanews, giova soffermarsi sulle considerazioni essenziali svolte; esse muovono dall'assunto che "non sussistono i presupposti per riconoscere la fondatezza delle pretese della società oppure per addivenire ad un accordo transattivo". A sostegno di tale conclusione l'Avvocatura ritiene "decisiva la circostanza che il D.I.E. abbia, al tempo, diffidato formalmente la società all'immediata cessazione della fornitura ed ha invitato le amministrazioni fruitrici a non utilizzare il servizio eventualmente reso". Inoltre, "qualora in effetti la società fosse nelle condizioni di provare di aver continuato ad erogare il servizio, tale erogazione sarebbe avvenuta in spregio del divieto formale manifestato da codesta Amministrazione [il Dipartimento], senza, peraltro, che la nota con la quale tale divieto è stato espresso, impugnata innanzi al TAR per il Lazio (il relativo ricorso è pendente al n. R.g. 11057/2017) risulti essere stata oggetto di provvedimenti cautelari, neppure richiesti dal ricorrente". Infine, l'Avvocatura soggiungeva "che qualora anche si ipotizzasse la fruizione dei servizi da parte di talune amministrazioni già beneficiarie degli stessi sulla base del contratto a suo tempo stipulato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Askanews, dovrebbero essere queste ultime ad essere evocate in giudizio dalla società, se del caso a titolo di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c.".

Vicende successive al parere

Per completezza di informazione in ordine ad alla vertenza, appare utile anche riassumere il quadro degli ulteriori sviluppi extragiudiziali temporalmente successivi al rilascio del parere. In particolare, va ricordato che dopo la notifica dei citati motivi aggiunti prodotti dai difensori di Askanews (si veda supra), il Dipartimento ha nuovamente interpellato l'Avvocatura generale in data 9 novembre 2018, anche al fine di predisporsi alla difesa in giudizio degli interessi dell'amministrazione, per dare conto degli esiti del monitoraggio effettuato presso le singole amministrazioni fruitrici dei servizi di agenzia onde accertare se esse abbiano a loro volta avvertito gli aggregatori di notizie (i concentratori), con i quali ciascuna amministrazione intratteneva distinti rapporti contrattuali, del venir meno del contratto con l'agenzia Askanews.

Con successiva nota del 28 novembre 2018, l'Avvocatura, pur richiamandosi alle sue precedenti considerazioni svolte in punto di diritto, ravvisava comunque possibile che il Dipartrimento ascoltasse ulteriori deduzioni della società ed eventuali proposte transattive, riservandosi l'Avvocatura di valutare la praticabilità di una soluzione bonaria qualora emergessero elementi nuovi dall'interlocuzione con la controparte, anche alla luce del ruolo di centrale di acquisto dei servizi di agenzia di stampa attribuito al Dipartimento dell'editoria dalla legge. In data 4 dicembre, i difensori di Askanews, in considerazione delle precarie condizioni economiche in cui versava la società, formulavano una nuova proposta transattiva che configurava una riduzione del 25 per cento (pari a 3.503.582,15 euro) della pretesa iniziale avanzata, e che asseritamente ammontava a 4,671.442,87 euro, impegnandosi ad una totale rinuncia al ricorso pendente ed ad eventuali azioni nei confronti delle amministrazioni statali interessate dalla fornitura dei servizi.

Per ragioni di cortesia istituzionale, e senza che questo potesse pregiudicare gli interessi dell'amministrazione, come chiaramente rappresentato nella parte finale della nota, il Dipartimento ha ritenuto di chiarire alla società, nella sua ultima nota del 14 dicembre 2018, che dalla ricognizione effettuata presso le diverse amministrazioni statali risultava un quadro fattuale difforme da quello rappresentato nelle proposte avanzate dall'agenzia, relativamente al periodo 1° ottobre 2017-15 agosto 2018, che quantificava l'entità dei servizi resi al più in un importo di 1.550.000 euro al netto di IVA, benché si trattasse, comunque, di una quantificazione di servizi resi "in spregio del divieto formale manifestato da codesta amministrazione", cioè il Dipartimento stesso, come riportato nel parere dell'Avvocatura dello Stato.

Le notizie di stampa

Si rileva come la rappresentazione giornalistica comparsa nei giorni scorsi su taluni organi di stampa in merito alla controversia tra Presidenza del Consiglio dei ministri e Askanews si basano su di un falso "sillogismo": c'è un debito con la Presidenza, l'amministrazione non paga quanto dovuto, ergo la società rischia il fallimento e perciò si vede costretta ad un forte ridimensionamento dell'organico. Quanto sopra illustrato restituisce un quadro differente della complessa vicenda, in quanto non esiste alcun debito riconosciuto o accertato dal parte della Presidenza nei confronti dell'agenzia di stampa Askanews.

CRIMI VITO CLAUDIO Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri

28/02/2019