• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02420 (4-02420)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02420presentato daOCCHIONERO Giuseppinatesto diGiovedì 7 marzo 2019, seduta n. 138

   OCCHIONERO. — Al Ministro della difesa, al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che:

   il 12 luglio 1944 il Ministero della guerra, con telescritto n. 1444, ordinava la mobilitazione delle forze bonificatrici dei campi minati con la costituzione della 561A e della 562A Compagnia autonoma rastrellatori mine le quali entravano in attività nello stesso mese di luglio 1944, con circa 200 elementi ciascuna, la prima nel settore del basso Lazio fino ai territori delle province di La Spezia e Genova e la seconda nei territori dell'Abruzzo e del Molise fino alle province di Ravenna, Bologna e Ferrara;

   nel marzo del 1945 gli istruttori della 562A Compagnia autonoma rastrellatori mine addestravano cinquanta carabinieri e altri duecento genieri, quest'ultimi destinati a costituire la 563A Compagnia autonoma rastrellatori mine mentre, nel mese di agosto dello stesso anno, circa altri duecento militari andavano a rinforzare i reparti suddetti inquadrati, nella 564A Compagnia autonoma rastrellatori mine;

   tra il marzo 1945 e il maggio 1946, la 562A, la 563A e la 564A Compagnia autonoma rastrellatori mine portavano a compimento la bonifica di innumerevoli infrastrutture stradali, agricole e industriali nelle province della bassa emiliana, teatro di aspri combattimenti sulla «linea Gotica» e, in Friuli, lungo il fiume Tagliamento e le spiagge friulane;

   per disposizione del Ministero della guerra, nello stesso mese di agosto 1945, la 562A, la 563A e la 564A Compagnia passavano, ai fini operativi, alle dipendenze del Comando genio territoriale di Bologna, mentre non sono state reperite fonti che indichino sotto quale Comando passò la 561A Compagnia autonoma rastrellatori mine;

   dall'ottobre 1944 al novembre 1948 ufficiali provenienti dalle suddette compagnie e da altri reparti addestravano un totale di circa duemilacinquecento civili destinati, pur essi, alla bonifica del territorio nazionale;

   ancora oggi, nonostante le pochissime pubblicazioni specializzate e l'impegno trentennale del Comitato per la memoria della bonifica dei campi minati, associazione di promozione sociale, con sede in Campobasso, non si è riusciti a far aggiornare fogli e ruoli matricolari relativi ad alcuni caduti delle suddette compagnie i quali, in alcuni casi, sono registrati nelle liste del Commissariato per le onoranze ai caduti in guerra, con dati errati o incompleti, mentre gli archivi contenenti le notizie relative sia ai civili che al territorio sminato, pur essendo allocati presso, rispettivamente il 6° Reparto infrastrutture di Bologna, il 7° Reparto infrastrutture di Firenze, l'8° Reparto infrastrutture di Roma e il 10° Reparto infrastrutture di Napoli, non sono mai stati versati ai competenti Archivi di Stato e gli stessi carteggi, pur rivestendo valenze storica, non vengono tenuti in buone condizioni di conservazione e subiscono, come nel caso di quello di Roma, a quanto risulta all'interrogante, trasferimento che ne minano l'integrità;

   ciò contraddittoriamente a quanto avvenuto negli anni Novanta per l'archivio della direzione generale lavori, demanio, materiali, genio, divisione II, Genio Difesa il quale, anche se non ancora riordinato, è oggi in libera consultazione presso l'Archivio Centrale dello Stato;

   il Comitato suddetto, nonostante svariate corrispondenze e colloqui avuti, in tempi vari, con diversi enti militari e civili, non è riuscito a definire, a tutt'oggi, la collocazione dei faldoni contenenti le pratiche tecnico-amministrative dei reparti militari innanzi detti e, quindi, risulta impossibile avere risconti di carattere storico e giuridico –:

   quali iniziative il Governo intenda attivare per la ricerca e il recupero del materiale documentario di cui in premessa e se non ritenga necessario assumere iniziative per far applicare ad esso l'articolo 41 del codice dei beni culturali, dando le opportune disposizioni agli uffici competenti.
(4-02420)