• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02421 (4-02421)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02421presentato daOCCHIONERO Giuseppinatesto diGiovedì 7 marzo 2019, seduta n. 138

   OCCHIONERO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   il codice penale, agli articoli 275, 284, 285, 285-bis, prevede che per le imputate incinte madri di prole di età non superiore a sei anni con le stesse convivente non possa essere disposta la custodia cautelare in carcere, salvo in situazione di eccezionale rilevanza; inoltre, il giudice può disporre la custodia in un istituto a custodia attenuata per detenute madri;

   tali disposizioni avrebbero dovuto essere applicate a decorrere dalla completa attuazione del piano straordinario penitenziario e comunque a decorrere dal 1° gennaio 2004;

   in data 3 febbraio 2019 l'interrogante si è recata in visita alla casa di reclusione femminile della Giudecca a Venezia;

   nel corso della visita l'interrogante ha avuto modo di verificare le condizioni del reparto Icam (Istituto a custodia attenuata per detenute madri), previsto dall'ordinamento penitenziario, affinché le detenute con prole inferiore ai sei anni possano usufruire di trattamenti alternativi finalizzati a non traumatizzare eccessivamente i figli;

   l'interrogante ha constatato che l'Icam veneziano è sostanzialmente un carcere ristrutturato e adattato per affievolire lo stato di detenzione dei minori, ma ben lontano dagli standard normativi, che prevedono che tale tipo di struttura consenta ai bambini di trascorrere serenamente il periodo di carcerazione insieme alle loro madri, in un ambiente che non ricordi in alcun modo il carcere, dotato di camere confortevoli e luminose, ambienti personalizzati, infermeria, ludoteca, biblioteca e aula formativa per le donne, cucina attrezzata e soggiorno;

   l'Icam della Giudecca ospita: 7 madri straniere, dai 22 ai 25 anni, con 8 bambini; un bambino con problemi di autismo di 5 anni e mesi 4; un bambino di 8 mesi; una bambina di 2 mesi; una bambina di 4 mesi; un bambino di 4 anni; un bambino di 5 anni; una bambina di 8 mesi e una bambina di 1 anno e 2 mesi; tutto ciò senza che le madri possano partecipare alle attività formative e lavorative, senza alcuna area destinata alle attività trattamentali, senza possibilità di svolgere colloqui con gli educatori. Inoltre, vanno aggiunte l'assenza del nido, solo la presenza di una camera destinata a ludoteca e la possibilità di fruire del medico pediatra una sola volta al mese; in particolare, per le visite specialistiche i bambini devono recarsi fuori dall'istituto, in ospedale, ma solo quando le «volontarie» risultano disponibili;

   l'Icam non provvede a fornire al bambino che va a scuola lo spuntino mattutino, a cui devono provvedere direttamente le madri, ricorrendo alla trafila burocratica nel cosiddetto modello 72;

   la presenza dell'assistente capo in divisa all'interno del reparto, nonché il passaggio dei bambini dalla porta carraia del carcere (con l'ovvia sorveglianza agenti in divisa e armati), appare del tutto incompatibile con il regime di custodia attenuata) –:

   se sia a conoscenza della situazione dell'Icam della casa di reclusione della Giudecca e se ritenga di assumere iniziative per consentire la realizzazione di un altro reparto, fisicamente distaccato dalla struttura penitenziaria in conformità con gli standard normativi.
(4-02421)