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Atto a cui si riferisce:
C.4/01087 (4-01087)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 5 marzo 2019
nell'allegato B della seduta n. 136
4-01087
presentata da
LABRIOLA Vincenza

  Risposta. — Il Ministero della salute, attraverso il Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell'Istituto superiore di sanità, ha effettuato una serie di attività per far fronte al serio problema della presenza di radon nelle scuole di Taranto.
  Innanzitutto, attraverso il costante supporto telefonico al direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Taranto, è stata effettuata una valutazione preliminare e generale della situazione, seguita da informazioni specifiche sulle risultanze degli studi epidemiologici sui rischi per la salute derivanti dall'esposizione al radon e sulle relative tecniche di misurazione della concentrazione, nonché sull'interpretazione dei valori misurati di concentrazione, tenendo conto delle tecniche utilizzate, e sulle modalità per ridurre temporaneamente e a lungo termine la concentrazione di tale gas.
  Vi è stata, inoltre, la partecipazione, su invito del sindaco di Taranto, ad una videoconferenza, tenutasi il 1° ottobre 2018, con la partecipazione di varie autorità locali, durante la quale sono state fornite le informazioni e le valutazioni già anticipate in precedenza al direttore del Dipartimento di prevenzione, e sono state date risposte alle domande delle autorità presenti, anticipando, come richiesto, molti degli elementi del parere formale dell'Istituto superiore di sanità (richiesto dal sindaco di Taranto) sulle attività svolte dalle autorità locali per affrontare la situazione.
  Si è dato, altresì, supporto telefonico ad uno dei genitori dei bambini che frequentano le scuole di Taranto coinvolte, a seguito di una richiesta di informazioni inviata da questo genitore all'Istituto superiore di sanità.
  Ulteriore supporto telefonico è stato dato al presidente della sezione di Taranto e al presidente nazionale dell'Associazione medici per l'ambiente – Isde Italia, anche in tal caso a seguito di richieste specifiche: sono state rese informazioni e valutazioni conformi a quelle fornite in precedenza alle autorità locali.
  L'Istituto superiore di sanità ha inteso far presente che le misure di concentrazione di radon nelle scuole della Puglia, incluse quelle di Taranto, sono state effettuate in applicazione alla legge regionale n. 30 del 3 novembre 2016, la quale ha in parte anticipato alcuni degli elementi presenti nella Direttiva europea 2013/59/Euratom, in corso di recepimento nella normativa nazionale, che risultano maggiormente cautelativi e protettivi rispetto alla legislazione nazionale vigente (decreto legislativo n. 230 del 1995, così come modificato con decreto legislativo n. 214 del 2000).
  Ad esempio, la direttiva citata stabilisce un «livello di riferimento» non superiore a 300 Bq/m3, e la legge regionale n. 30 del 2016 usa tale valore (sia pur chiamandolo «livello limite» o «livello limite di riferimento»), mentre la normativa nazionale attualmente in vigore non prevede azioni di risanamento per livelli inferiori a 500 Bq/m3 (denominato «livello di azione»), e prevede l'obbligo di misura della concentrazione di radon solo nei locali sotterranei dei luoghi di lavoro (a meno che la regione non abbia classificato la zona come zona a maggior rischio di concentrazione di radon, e in tal caso l'obbligo di misurare la concentrazione del gas si estende anche ai luoghi di lavoro non sotterranei).
  La legge regionale n. 30 del 2016 prevede anche l'elaborazione di un Piano regionale radon, che sia coerente con il Piano nazionale radon del Ministero della salute e che contempli la protezione dal gas anche nelle abitazioni.
  Inoltre, nell'interpretare i dati delle misure di concentrazione di radon effettuati con rivelatori passivi, occorre tenere presente che le concentrazioni medie misurate sono molto probabilmente una sovrastima di quelle relative alle ore di effettiva occupazione dei locali da parte degli alunni e del personale, in quanto i rivelatori passivi misurano anche la concentrazione di radon durante le ore di non occupazione dei locali, cioè durante la sera e la notte, quando solitamente la concentrazione di radon risulta più alta.
  Aerare i locali rappresenta una soluzione solo temporanea per ridurre la concentrazione di radon in un edificio e, comunque, tale operazione va eseguita solo periodicamente, ad esempio 1 o 2 volte al giorno, e non continuativamente. Sono altresì disponibili, e ampiamente sperimentate e adottate in Italia, soluzioni tecniche finalizzate a ridurre stabilmente l'ingresso del radon nei locali, e a queste soluzioni si riferiscono le normative in materia di protezione da esposizione al radon, inclusa la citata legge della regione Puglia.
  Il rischio per la salute finora accertato dovuto all'esposizione al radon, consiste in un aumento di probabilità di sviluppo di tumore polmonare.
  Tale aumento è proporzionale all'esposizione integrata al radon, cioè al prodotto della concentrazione media e del tempo di esposizione: di conseguenza, il rischio dovuto alla presenza di radon nelle abitazioni è in genere sensibilmente più elevato di quello nelle scuole, sia perché si passano molte più ore a casa che non a scuola, sia perché la concentrazione di radon è solitamente maggiore di notte che non di giorno.
  Di conseguenza, al fine di effettuare una valutazione più completa del rischio complessivo da esposizione al radon, è raccomandabile che, a seguito dell'identificazione di scuole con concentrazione di radon relativamente elevata, si proceda a misurare la concentrazione di radon anche nelle abitazioni dei soggetti coinvolti (alunni, professori e altro personale); inoltre, allo scopo di proteggere la popolazione nel suo insieme, andrebbe valutata anche la possibilità di effettuare una indagine campionaria nelle abitazioni situate nello stesso comune.
  Allo stato attuale delle conoscenze non è stata accertata l'esistenza di una «soglia di sicurezza», cioè di un valore di esposizione sotto il quale il rischio sia nullo, o una «soglia di pericolo», cioè un valore sopra il quale vi sia un pericolo immediato di sviluppare un tumore polmonare in tempi brevi.
  Va inoltre evidenziato che, a parità di esposizione al radon, il rischio è molto più elevato per i fumatori (circa venti volte per chi fuma abitualmente un pacchetto di sigarette al giorno).
  In relazione al caso preso in esame, occorre ricordare che non vi sono evidenze epidemiologiche del fatto che le esposizioni al radon durante l'infanzia e l'età scolare comportino un rischio maggiore rispetto alle esposizioni in età adulta.
  I valori riportati nelle normative internazionali e nazionali – in precedenza denominati «livelli di azione» e più recentemente «livelli di riferimento» – in ogni caso, non vanno intesi, date le caratteristiche del rischio per la salute sopra sintetizzate, come soglie di sicurezza o soglie di pericolo.
  
La Ministra della salute: Giulia Grillo.