• C. 1216 EPUB Proposta di legge presentata il 1° ottobre 2018

link alla fonte  |  scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.1216 Disposizioni per la diffusione della pratica sportiva tra gli italiani residenti all'estero


FRONTESPIZIO

RELAZIONE

PROGETTO DI LEGGE
                        Articolo 1
                        Articolo 2
                        Articolo 3
                        Articolo 4

XVIII LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 1216

PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati
BORGHESE, TASSO

Disposizioni per la diffusione della pratica sportiva tra gli italiani residenti all'estero

Presentata il 1° ottobre 2018

  Onorevoli Colleghi! — Le attività sportive, compresi gli sport italiani praticati all'estero, assumono spesso le caratteristiche del gioco e della lotta e si basano non solo sul divertimento, ma anche sulla competizione fra gli individui che le praticano.
  La parola «sport», inoltre, ha sempre connotato un insieme di attività che favoriscono la socialità e lo spirito di gruppo nei giovani. Nel corso del tempo è nato pertanto il concetto dello «sport di massa», che ha promosso la diffusione delle attività sportive come strategia di educazione e di controllo sociale.
  Nella società di massa lo sport occupa oggi un posto di grande rilievo grazie alle sue manifestazioni che sono seguite da milioni di persone in tutto il mondo attraverso i media e che producono molta ricchezza.
  La prestazione sportiva è valutata in base a parametri come quello del «record» conseguito e la vittoria è considerata spesso più importante della qualità del gesto sportivo.
  I campioni dello sport diventano personaggi e divi dei quali sono esaltati il successo e la prestanza fisica.
  Grandi masse di pubblico partecipano agli eventi sportivi come forma di spettacolo e divertimento.
  In Italia il calcio è certamente lo sport più seguito. Esso ebbe origine nell'Inghilterra del XII secolo e divenne così popolare che i re Enrico II e Enrico IV decisero di vietarlo. All'apice del suo potere, l'impero britannico si estendeva su circa un quarto del pianeta e questo comportò una grande diffusione del gioco del calcio, che è continuata anche nell'epoca moderna e contemporanea.
  Il calcio, come universalmente riconosciuto, è molto popolare anche perché può essere praticato dovunque, in quanto è necessario solo avere a disposizione uno spazio e un pallone. Inoltre, una squadra è composta da un numero limitato (undici) di giocatori, a differenza del rugby o del football americano che richiedono un numero più alto di partecipanti.
  L'avvento della televisione ha poi contribuito ad aumentare la popolarità del calcio. La prima partita di calcio è stata trasmessa in televisione in Inghilterra nel 1937 e il primo Campionato del mondo è stato trasmesso in televisione nel 1954 e da allora le immagini televisive delle partite hanno catturato l'immaginazione di milioni di spettatori, ispirando le future generazioni di calciatori e spingendole a emulare i loro idoli e a essere protagoniste dello sport più diffuso sul pianeta. A tale proposito, si ricorda che circa il 16 per cento della popolazione mondiale ha guardato in televisione la Germania sconfiggere l'Argentina nella finale dei Campionati del mondo del 2014.
  In conclusione, crediamo che sia proprio la capacità del calcio di suscitare un'enorme passione in soggetti di ogni età e di tutti i Paesi che ha reso e che rende ancora il calcio il più grande sport del pianeta. Al secondo posto, per quanto concerne la sua popolarità, troviamo il basket (pallacanestro), uno sport olimpico nato nel 1891 a Springfield nel Massachusetts. Molto praticato dalle nuove generazioni e molto seguito negli USA, in Europa e nel resto del mondo occidentale, esso gode di un significativo numero di appassionati.
  Al terzo posto, invece, è il tennis, uno sport elegante e di antiche origini che negli ultimi decenni ha coinvolto sempre più tifosi e praticanti.
  In quarta posizione troviamo la pallavolo, uno degli sport più praticati a livello scolastico e che ha dato origine anche a varianti di successo quali il beach volley e il foot volley.
  A metà classifica compare il rugby, particolarmente seguito nel Regno Unito e in Francia, nelle sue due varianti a 15 (15 membri per ogni squadra) e a 13 (13 membri per ogni squadra).
  Al sesto posto e al settimo posto sono posizionati, rispettivamente, il baseball, sport nazionale della Scozia, e il golf, uno degli sport più seguiti negli USA e diffuso soprattutto nelle zone dal clima molto freddo come il Canada, il nord America e il nord Europa.
  Al nono posto tra gli sport più popolari troviamo il tennis da tavolo, conosciuto come «ping-pong», uno sport che richiede un'altissima concentrazione e che può essere praticato a qualsiasi età e si può giocare sia al chiuso che all'aperto.
  Al decimo posto troviamo il cricket, sport di squadra (11 membri per ogni squadra), che si pratica con mazza, palla e guantone.
  Gli sport sono quindi, indiscutibilmente, fenomeni di crescente sensibilità sociale, che hanno importanti riflessi anche in campo economico e politico e che rappresentano fattori di civiltà e di relazione pacifica tra le persone e tra i popoli.
  Le loro funzioni di formazione e di sviluppo sociale e civile, inoltre, sono particolarmente riconosciute per quanto concerne i giovani, che dalle attività sportive ricavano un impulso per guardare al di là delle barriere nazionali, culturali e sociali.
  Il valore relazionale attribuito allo sport ha un risvolto ancora più significativo per un Paese come l'Italia, che può vantare una forte presenza di cittadini all'estero e una rete di comunità di origine italiana costituita e consolidata nel tempo in tutte le realtà di storica immigrazione.
  Lo sport, dunque, può rappresentare per l'Italia una scelta strategica capace di concorrere al rilancio della sua immagine di Paese dinamico e moderno e al rafforzamento dei rapporti con la sua articolata diaspora. La conferma è data dal fatto che lo sport è un fattore di identità molto radicato in tutti coloro che guardano all'Italia con partecipazione culturale ed emotiva, come dimostrato dall'entusiasmo dei nostri connazionali all'estero per la vittoria della nazionale italiana nei Campionati del mondo di calcio.
  Il fine della presente proposta di legge è pertanto quello di promuovere la diffusione della pratica sportiva tra le comunità italiane residenti all'estero e, in particolare, tra i giovani, come momento di coesione e di relazione con l'Italia, nonché di promuovere programmi per organizzare eventi sportivi, attività di formazione e aggiornamento, favorire la cooperazione tra associazioni di italiani residenti all'estero ed enti e associazioni di promozione sportiva, valutare le domande di assistenza tecnica e di finanziamento presentate dalle associazioni e società sportive italiane all'estero e individuare eventuali sponsor per la promozione della pratica sportiva all'estero e l'organizzazione di eventi, prevedendo, per l'attuazione di tali programmi, anche il coinvolgimento del Comitato olimpico nazionale italiano, dei comitati degli italiani residenti all'estero e del Consiglio generale degli italiani all'estero.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

  1. La Repubblica, in considerazione dell'importanza dello sport quale fenomeno di crescente importanza sociale ed economica, promuove il sostegno dello sport italiano nel mondo e la diffusione delle attività sportive tra gli italiani residenti all'estero come strumento di formazione individuale e collettiva, nonché di conoscenza reciproca e di incontro.
  2. In particolare, la Repubblica promuove la diffusione della pratica sportiva, ai sensi del comma 1, come scelta strategica per consolidare e per sviluppare i legami con i cittadini italiani e con le persone di origine italiana residenti nei Paesi di consolidata o di nuova emigrazione di connazionali, prestando specifica attenzione agli interventi destinati ai giovani italiani e ai giovani di origine italiana.
  3. I programmi volti a promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori e ai princìpi fondamentali della cultura sportiva, predisposti ai sensi dell'articolo 11-bis del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, sono estesi ai giovani italiani e ai giovani di origine italiana residenti all'estero.

Art. 2.

  1. Il Governo, ai fini di cui all'articolo 1, promuove, d'intesa con il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) e con il Comitato nazionale olimpico italiano (CONI), programmi volti a:

   a) diffondere tra le associazioni dei giovani italiani residenti all'estero la pratica sportiva al fine di organizzare giochi della gioventù e campionati studenteschi;

   b) prevedere attività di formazione e di aggiornamento degli animatori e dei dirigenti operanti nel settore sportivo scolastico;

   c) favorire l'istituzione all'estero di comitati nazionali e regionali di promozione della pratica sportiva;

   d) favorire la cooperazione tra associazioni di italiani residenti all'estero e di persone di origine italiana ed enti e associazioni di promozione sportiva operanti nei singoli Paesi esteri, allo scopo di sviluppare la pratica sportiva e di organizzare eventi promozionali;

   e) valutare le domande di assistenza tecnica e di contributo finanziario presentate da società e da associazioni sportive italiane all'estero sulla base del parere espresso dai COMITES competenti per circoscrizione consolare e della relazione istruttoria predisposta dalle autorità diplomatico-consolari di riferimento;

   f) individuare tra le imprese italiane operanti all'estero eventuali sponsor per la promozione della pratica sportiva e per l'organizzazione di eventi.

  2. I programmi di cui al comma 1 sono realizzati anche mediante la collaborazione dei rappresentanti dei comitati degli italiani residenti all'estero (COMITES) e del CGIE di ciascun Paese, nonché prevedendo il coinvolgimento degli enti e del personale impegnati nell'insegnamento della lingua e della cultura italiane all'estero.
  3. I criteri e le modalità di attuazione del presente articolo sono stabiliti ai sensi dell'articolo 11-bis del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41.

Art. 3.

  1. Al fine di definire i programmi di intervento e di favorire il coordinamento dei soggetti operanti in campo sportivo, è istituita, presso l'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Commissione per la promozione della pratica sportiva tra gli italiani residenti all'estero.
  2. La Commissione di cui al comma 1 è composta da:

   a) un rappresentante dell'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri;

   b) un rappresentante del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, indicato dalla Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del medesimo Ministero;

   c) un rappresentante del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

   d) un rappresentante del CONI;

   e) un rappresentante del CGIE.

Art. 4.

  1. Per l'attuazione della presente legge è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo per il sostegno dello sport italiano nel mondo e la promozione della pratica sportiva tra gli italiani residenti all'estero, con una dotazione annua pari a 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2019. Al relativo si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.