• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02375 (4-02375)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02375presentato daNAPPI Silvanatesto diVenerdì 1 marzo 2019, seduta n. 135

   NAPPI, VILLANI e MAMMÌ. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro per la famiglia e le disabilità, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   il cyber bullismo tra minori e l'adescamento online da parte di soggetti maggiorenni ha assunto, secondo gli ultimi dati dell'Istat, una connotazione di grave allarme sociale;

   per comprendere meglio il contesto entro cui i soprusi accadono, anche nello spazio virtuale dei media digitali, è necessario sottolineare che le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione tra ragazzi e adolescenti sono molto diffuse ed economicamente accessibili a tutti;

   quella attuale è, infatti, la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l'essere connessi rappresenta un dato di fatto, un'esperienza connaturata alla quotidianità e quasi la totalità degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni usano sia il telefono cellulare sia internet;

   un'alta percentuale di adolescenti subisce atti di aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, diffamazione, denigrazione, furto di identità, alterazione, manipolazione e trattamento illecito di dati personali a danno di minorenni per via telematica;

   queste situazioni non possono essere sottovalutate per il danno che determinano sulla crescita psicofisica delle future generazioni;

   le cronache fanno emergere sempre più spesso fenomeni preoccupanti come, ad esempio, il fatto che a provocazioni e insulti sui social network seguono poi violenze e aggressioni reali;

   gli adescamenti online (grooming) avvengono attraverso una tecnica di manipolazione psicologica che gli adulti abusanti mettono in atto, utilizzando le nuove tecnologie, al fine di manipolare psicologicamente e convincere i soggetti adescati in rete ad avere una relazione intima, virtuale dapprima e successivamente anche reale; tali adescamenti, molto spesso, avvengono tramite social network, chat o su giochi online;

   i minori con «più like», cosiddetti «influencer», sono contattati da produttori di note marche di abbigliamento e accessori per pubblicizzare i loro prodotti, con il rischio che la vendita del proprio corpo diventi una normalità;

   poiché i social network sono parte integrante del processo di crescita delle nuove generazioni è di tutta evidenza che il problema non può essere sottovalutato e richiede un intervento appropriato e un'azione di monitoraggio forte sui social network per stroncare, con un'azione tra famiglia, scuola e istituzioni, i fenomeni che avvengono sui siti di maggiore diffusione;

   il legislatore italiano ha introdotto disposizioni contro il fenomeno del così detto cyber-bullismo circa un anno fa, con la legge 29 maggio 2017, n. 71, recante «Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo»;

   la legge n. 71 del 2017, oltre a prevedere disposizioni a tutela della dignità del minore che prevedono anche l'oscuramento dei siti, dispone anche l'adozione di un «piano di azione integrato» per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e per monitorare l'evoluzione dei fenomeni, anche avvalendosi della collaborazione con la polizia postale e delle comunicazioni e con altre forze di polizia;

   appare opportuno, per un più efficace monitoraggio e per una maggiore tutela dei minori, valutare l'introduzione di misure che consentano l'identificazione dei minori che accedono ai social network, anche prevedendo che per l'iscrizione sia necessaria la trasmissione di documenti identificativi dei medesimi –:

   con riferimento all'attuazione della legge n. 71 del 2017, quali siano le iniziative intraprese e se non ritenga opportuno adottare ulteriori iniziative per arginare i fenomeni del cyberbullismo, dell'adescamento on-line ed in genere dell'uso improprio della rete;

   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno intervenire in materia, adottando le necessarie iniziative anche di carattere normativo, affinché:

    a) si stabilisca un limite di età per l'iscrizione ai social network;

    b) si obblighino tutti i proprietari dei social network e delle varie applicazioni di messaggistica multi-piattaforma, a richiedere, per la iscrizione ai propri siti, l'invio del documento d'identità in formato digitale;

    c) si preveda, negli istituti scolastici, l'accesso ad internet, da parte degli studenti, solo per finalità didattiche;

    d) si autorizzino le autorità preposte alla rimozione del materiale lesivo dell'integrità psicofisica del minore.
(4-02375)