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Atto a cui si riferisce:
C.5/01147 (5-01147)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 26 febbraio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-01147

  Con riferimento alle questioni poste, com’è noto anche agli interroganti, l'articolo 3-ter del decreto-legge n. 243 del 29 dicembre 2016 – convertito con modifiche dalla legge n. 18 del 27 febbraio 2017 – ha previsto che la regione Puglia predisponesse un piano di indagine ed approfondimento per la verifica dello stato delle matrici ambientali dell'area in questione e che, allo scopo di finanziare la realizzazione del piano, nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente è stato istituito un fondo con uno stanziamento di un milione di euro per l'anno 2017.
  Inoltre, come, già detto dagli interroganti, il comune di Ugento ha impugnato le delibere di Giunta n. 567/2017 e n. 1320/2017, lamentando la distrazione dello stanziamento finanziario volto alla verifica delle matrici ambientali dell'area ugentina a ridosso della discarica «Burgesi». A tal proposito, si rappresenta che, secondo la relazione istruttoria redatta per il Consiglio di Stato, il ricorso appare parzialmente fondato, nei limiti in cui le delibere impugnate costituiscono la base giuridica cui collegare futuri, interventi in aree estranee a quelle individuate dal citato decreto-legge n. 243 del 2016.
  Nelle more del procedimento, la regione Puglia ha emanato la delibera di Giunta n. 432 del 20 marzo 2018, relativa al «Piano straordinario per la verifica ambientale nella località Burgesi, comune di Ugento. Presa d'atto del dettaglio delle attività previste dalla DGR 1320/2017» e la delibera di Giunta Regionale n. 912 del 29 maggio 2018, avente ad oggetto: «Piano straordinario per la verifica ambientale nella località Burgesi del comune di Ugento. Seguito della deliberazione di Giunta Regionale n. 432 del 20 marzo 2018». Inoltre, con verbale d'intesa del 28 giugno 2018, sottoscritto dalla regione Puglia e dal comune di Ugento, sono stati esplicitati ulteriori impegni da parte dell'Amministrazione regionale con riferimento alle attività d'indagine e di eventuale bonifica da effettuarsi nell'area della discarica Burgesi.
  Conseguentemente, il comune ha rinunciato al ricorso straordinario, ritenendo il contenuto dei suddetti, provvedimenti regionali e del verbale d'intesa pienamente satisfattivi degli interessi della popolazione.
  Stante la rinuncia, del comune, su richiesta del Ministero dell'ambiente, il Consiglio di Stato, nell'Adunanza del 17 ottobre 2018, ha dichiarato improcedibile il ricorso straordinario predetto. Alla luce di tale pronuncia, il Ministero ha predisposto il decreto del Presidente della Repubblica di decisione del ricorso straordinario, trasmesso con nota del 5 dicembre 2018 al Quirinale per la firma del Presidente della Repubblica.
  Il decreto decisorio del Capo dello Stato, che dichiara l'improcedibilità del ricorso, è stato restituito da alcuni giorni e il Ministero ha immediatamente avviato il procedimento per il trasferimento alla regione delle risorse per il finanziamento del piano, già impegnate ma non ancora liquidate a causa della pendenza del contenzioso. A tal proposito, si evidenzia, infatti, per completezza di informazione, che il procedimento avviato con la proposizione del ricorso straordinario può ritenersi formalmente concluso soltanto con l'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica ritualmente firmato dal Ministro competente e dal Presidente della Repubblica.
  In ogni caso, nelle more della definizione del contenzioso, la regione Puglia, in attuazione della citata delibera n. 912 del 2018, ha dato avvio ad indagini indirette finalizzate alla caratterizzazione geofisica del corpo rifiuti, avvalendosi anche dell'indagine dell'ARPA di tipo elettrico ed elettromagnetico ad elevata risoluzione, nonché procedendo all'individuazione dell'eventuale presenza di contaminazione organica e stima della relativa estensione, ed alla verifica dell'integrità della geomembrana posta sul fondo della discarica.
  Inoltre, nell'ambito delle attività di controllo e di monitoraggio delle matrici ambientati, ARPA Puglia continua a svolgere, con le tempistiche definite nel provvedimento autorizzativo della discarica, attualmente in post gestione, le analisi sui pozzi spia e sul percolato.
  In conclusione, alla stregua di quanto riferito, emerge che il Ministero dell'ambiente, subito dopo la definizione del contenzioso, ha tempestivamente assunto i provvedimenti necessari ad assicurare che la regione Puglia acquisisca la disponibilità delle somme stanziate per la realizzazione del piano di indagine nelle aree interessate.