• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02306 (4-02306)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02306presentato daPRESTIGIACOMO Stefaniatesto diMercoledì 20 febbraio 2019, seduta n. 130

   PRESTIGIACOMO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   l'8 febbraio 2019, sulla Gazzetta Ufficiale della regione siciliana è stato pubblicato il decreto di adozione del piano regionale di «riorganizzazione del sistema di rete dell'emergenza-urgenza», al fine di adeguare la rete ospedaliera siciliana al decreto ministeriale «Balduzzi» (n. 70 del 2015) e che recepisce le ultime indicazioni provenienti dal Ministero della salute;

   la rete ospedaliera regionale è rimodulata in quattro bacini territoriali. Ogni bacino territoriale interprovinciale, inteso come «area comprensiva di quella popolazione/territorio», prevede una classificazione dei presidi ospedalieri «per crescenti e specialistiche risposte» che vanno, oltre a presidi sanitari in zona disagiata, dai presidi di base ai dea (dipartimento di emergenza-urgenza e accettazione) di I livello e dea di II livello, quest'ultimo al più elevato livello assistenziale;

   il bacino territoriale di Siracusa-Ragusa-Catania prevede tre ospedali di II livello, che però sono attualmente ubicati solo a Catania in un raggio di tre chilometri, e quindi lontani dalla maggioranza degli utenti del medesimo bacino;

   la mobilità passiva dei cittadini siracusani, che si trovano spesso costretti ad andare a curarsi altrove, ha prodotto nel 2018 uno spostamento di risorse pari a circa 45 milioni di euro, di cui circa 33 milioni solo verso Catania;

   si ricorda che la provincia di Catania ha 1.116.168 abitanti e, secondo il decreto n. 70 del 2015, avrebbe diritto a 2 ospedali di II livello. In realtà, può beneficiare della presenza di tutti e tre gli ospedali previsti per il bacino Siracusa-Ragusa-Catania, mentre a Siracusa e Ragusa, che assieme hanno i numeri per un nosocomio di 2° livello, rimane di fatto la sanità «minore». Per i cittadini siracusani e ragusani la riorganizzazione prevista dalla regione costringe, quindi, alla pendolarità per qualsivoglia terapia complessa;

   è di alcuni giorni fa, la presa di posizione delle associazioni sindacali dei medici che denunciano che Siracusa ha il più basso numero di posti letto per abitante della Sicilia (2,9 a fronte dei 3,7 previsti dal «decreto Balduzzi») e le minori risorse finanziarie di spesa per il personale, oltre al più basso numero di strutture sanitarie complesse e semplici in rapporto agli abitanti –:

   come mai dal Ministero della salute non sia stata rilevata, per quanto di competenza, alcuna anomalia nella concentrazione nella sola città di Catania di tre ospedali di II livello, ossia quanti ne spettano a tutto il bacino territoriale di Siracusa-Ragusa-Catania;

   se, alla luce delle evidenti forti criticità di cui in premessa e per garantire il necessario riequilibrio dell'offerta sanitaria del bacino sud-orientale siciliano, non si ritenga di adottare le iniziative di competenza per favorire una soluzione che assicuri pienamente i livelli essenziali di assistenza, prevedendo che l'ospedale da realizzare a Siracusa sia di II livello.
(4-02306)