• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01265 BERNINI, AIMI, BARBONI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che: di recente gli organi di informazione hanno dato ampio risalto alla notizia relativa alle...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01265 presentata da ANNA MARIA BERNINI
martedì 19 febbraio 2019, seduta n.091

BERNINI, AIMI, BARBONI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

di recente gli organi di informazione hanno dato ampio risalto alla notizia relativa alle intenzioni, da parte del gruppo Lactalis, di procedere a una poderosa riorganizzazione, che consisterebbe nel "trasloco" di tutti i Paesi del gruppo, Italia inclusa, sotto il controllo della Francia, con la conseguenza che l'attività della Parmalat non sarà più diretta dallo stabilimento di Collecchio, nel parmense, ma direttamente dalla cittadina francese di Laval;

il rischio è che Parmalat, marchio storicamente legato a Collecchio, a Parma e all'Italia, possa perdere qualunque indipendenza, seppur formale, che a grande fatica, negli anni, era stata comunque garantita;

la riorganizzazione voluta da Lactalis porterebbe alla nascita di nove divisioni, di cui tre di prodotto (formaggi, ingredienti e prodotti freschi), cinque geografiche e una dedicata all'export, tutte gestite da management francese e che faranno capo alla stessa Lactalis. Parmalat Italia verrebbe accorpata a Lactalis Italia, con potenziali ricadute anche sulla Galbani, per le strette sinergie intercorrenti tra i due gruppi;

per Parmalat si tratterebbe di un vero e proprio smantellamento che fa seguito al delisting voluto dal gruppo. L'operazione cancellerebbe, di fatto, la funzione corporate e il management italiani, rischiando di travolgere un modello produttivo e di gestione consolidato e virtuoso, che trova la sua massima espressione nella valorizzazione della filiera corta, nell'attenzione alla qualità e all'utilizzo di materie prime nazionali;

nelle settimane scorse, si è levato anche il grido di allarme delle organizzazioni sindacali, che hanno duramente contestato le modalità di comunicazione (via e-mail) delle strategie future del gruppo ai dipendenti e senza il coinvolgimento delle parti sociali;

nel nostro Paese Parmalat vanta 9 stabilimenti, con circa 2.000 addetti e un indotto per 134.000 persone. Il comprensibile timore è che tale riorganizzazione possa avere ricadute anche sui livelli occupazionali;

Parmalat è tra i leader mondiali per produzione e distribuzione di latte e derivati, oltre che di bevande a base di frutta. Nel 2017 ha generato ricavi per oltre 6,6 miliardi di euro. Le vendite in Europa rappresentano il 17 per cento del totale,

si chiede di sapere:

se e in che modo il Ministro in indirizzo intenda farsi parte attiva nella vicenda, al fine di evitare lo smantellamento di Parmalat, impedendo che lo stabilimento di Collecchio perda la sua autonomia, il suo management e la sua funzione corporate;

quali iniziative di competenza abbia assunto o intenda assumere per la salvaguardia dei livelli occupazionali, per la tutela della produzione nazionale di latte e delle peculiarità del modello italiano di gestione manageriale.

(4-01265)