• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00614 LAFORGIA, DE PETRIS, ERRANI - Ai Ministri dell'interno, della giustizia e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che: in data 14 febbraio 2019, su tutti gli organi...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00614 presentata da FRANCESCO LAFORGIA
martedì 19 febbraio 2019, seduta n.091

LAFORGIA, DE PETRIS, ERRANI - Ai Ministri dell'interno, della giustizia e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che:

in data 14 febbraio 2019, su tutti gli organi di informazione nazionali, è uscita la notizia di una bambina di 22 mesi ricoverata in gravi condizioni all'ospedale di Genzano, a pochi chilometri da Roma, con diversi traumi ed ecchimosi e ad accompagnarla c'era la madre che ha riferito alla polizia che la bimba era stata picchiata dal suo compagno, un uomo, 24enne italiano, che è stato quindi arrestato per tentato omicidio;

la piccola, che ha riportato un ematoma cerebrale ed è stata trasferita al "Bambin Gesù", risulta essere in pericolo di vita;

"E' stato un raptus. Non volevo", ha affermato il 24enne, arrestato dalla polizia, che era da solo in casa con i quattro figli della 23enne, tra cui la bimba e la sua gemellina, quando si è scagliato contro di lei;

oltre a ecchimosi e graffi sul volto della piccola c'erano anche segni di morsi.

stando a quanto riportato dagli organi di informazione, sembra che la coppia convivesse da due mesi e che già in passato la bambina avesse subito percosse;

per la procura di Velletri, quello di Federico Zeoli non è stato un gesto occasionale frutto di un raptus, tanto che all'uomo, oltre al tentato omicidio nei confronti della piccola di 22 mesi, è contestato anche il reato di maltrattamenti in famiglia;

dunque, secondo i pubblici ministeri, Zeoli in altre occasioni avrebbe aggredito anche gli altri tre figli della compagna: la gemellina di Chiara, e i suoi due fratelli di 5 e 8 anni;

le notizie segnalano che l'indagato risulta avere precedenti per stalking e lesioni nei confronti della precedente compagna;

considerato che:

lo stalking è un reato disciplinato dall'ordinamento penale italiano con il decreto-legge n. 11 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 38 del 2009, che ha introdotto nel codice penale l'art. 612-bis;

il reato di stalking è inserito nel nostro ordinamento tra i reati di atti persecutori. L'art. 612-bis del codice penale sancisce infatti che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita;

la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa;

la pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge n. 104 del 1992, ovvero con armi o da persona travisata;

il delitto è punito a querela della persona offesa; il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio,

si chiede di sapere:

se i Ministri siano a conoscenza dei fatti riportati;

se il Ministro della giustizia intenda porre attenzione sulla condizione dei soggetti con precedenti per stalking e lesioni, e se intenda promuovere iniziative legislative finalizzate alla prevenzione e alla rieducazione di persone che hanno commesso simili atti;

come il Ministro dell'interno intenda agire affinché simili turpitudini non si ripetano;

se il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca intenda agire nelle scuole e nelle università con delle campagne di sensibilizzazione sul tema, per promuovere una cultura del rispetto di genere nei bambini e nelle bambine.

(3-00614)