• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01502 (5-01502)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01502presentato daNOVELLI Robertotesto diVenerdì 15 febbraio 2019, seduta n. 127

   NOVELLI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   con la legge n. 40 del 19 febbraio 2004, sono state approvate le norme in materia di procreazione medicalmente assistita;

   la legge n. 40 del 2004, prevedeva il divieto di ricorrere alla donazione di gameti (ovociti o spermatozoi) esterni alla coppia per concepire un figlio;

   successivamente, la Corte costituzionale, con la sentenza del 9 aprile 2014, n. 162, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge proprio delle norme riguardanti il divieto della fecondazione eterologa;

   a seguito della sentenza sia i centri pubblici che quelli privati possono eseguire tecniche di fecondazione con donazione di ovociti e spermatozoi esterni alla coppia;

   a seguito della suddetta sentenza, la legge n. 40 del 2004, che prevedeva inizialmente solo la fecondazione omologa e conseguentemente non considerava l'eterologa, chiaramente non contiene disposizioni atte a regolamentare la fecondazione eterologa;

   già allora, dopo la citata sentenza della Corte costituzionale, l'allora Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, dichiarava: «L'introduzione della fecondazione eterologa nel nostro ordinamento è un evento complesso che difficilmente potrà essere attuato solo mediante decreti»;

   è quindi evidente che, per la donazione dei gameti, vanno «utilizzate» norme diverse e, nello specifico, direttive europee su cellule e tessuti di origine umana, e che riguardano anche la fecondazione eterologa;

   il regolamento con cui doveva avvenire il recepimento delle direttive e che non è mai stato approvato doveva prevedere: come selezionare i donatori di gameti; i test per alcune malattie infettive; il limite di età per chi cede i gameti; un limite al numero di figli nati dallo stesso donatore; il divieto di donazione di cellule riproduttive fra parenti fino al quarto grado; le modalità dello screening genetico dei donatori e altro –:

   se non si intendano adottare le iniziative di competenza per l'emanazione del regolamento di cui in premessa, al fine di garantire finalmente una disciplina completa ed efficace della fecondazione eterologa a tutela e a garanzia della salute e dei diritti delle persone.
(5-01502)