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Atto a cui si riferisce:
S.4/00581 DE BONIS, CIAMPOLILLO, LEONE, FATTORI, ABATE, AGOSTINELLI, BOTTO, TRENTACOSTE, GIANNUZZI, LANNUTTI, FENU, CRUCIOLI, D'ANGELO, LOMUTI, EVANGELISTA, GUIDOLIN, NOCERINO, DRAGO, CAMPAGNA,...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 020
all'Interrogazione 4-00581

Risposta. - Il glifosate è una sostanza diserbante il cui processo di revisione nell'Unione europea sulla base del parere dell'European food safety agency (EFSA), si è concluso con il regolamento (UE) 2017/2324 del 15 dicembre 2017, con un rinnovo per 5 anni, per cui la sostanza è tuttora legalmente in commercio nell'Unione stessa.

Il Ministero della salute, in linea con le decisioni europee (regolamento di esecuzione 2016/1313 del 1° agosto 2016), aveva adottato, con il decreto ministeriale 9 agosto 2016, misure restrittive precauzionali per gli usi della sostanza diserbante glifosate; in particolare, è stato revocato l'impiego in pre raccolta sul grano, al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura, mentre è ancora consentito un diserbo del terreno destinato alla coltivazione del grano, ma senza coltura.

In corrispondenza delle misure restrittive adottate nell'agosto 2016, il Ministero della salute ha invitato le autorità competenti per i controlli a incrementare le ricerca di residui di glifosate negli alimenti, in attesa di ulteriori decisioni per gli aspetti normativi, anche presso i porti.

Si rileva che il divieto di impiego in pre raccolta sul grano in Italia non determina una disapplicazione dei limiti europei, in quanto nel resto dei Paesi dell'Unione europea, nonché in quelli extraeuropei, questo uso è ancora consentito sul grano.

Secondo quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 293/2013 (regolamento residui), si applica attualmente un limite massimo pari a 10 mg/Kg di glifosate nel frumento.

È tuttora in atto un processo di revisione dei limiti massimi di residui di glifosate presso il Comitato permanente della Commissione europea.

Premesso quanto sopra, l'entrata in vigore di alcune limitazioni sull'uso del glifosate, attuate in Italia con il citato decreto ministeriale del 9 agosto 2016, non ha portato, alla disapplicazione dei limiti vigenti, bensì a limitare l'impiego del glifosate nelle coltivazioni nazionali.

Per quanto riguarda il riscontro dell'eventuale presenza di residui di glifosate nel grano d'importazione nei limiti di legge, tale riscontro non costituisce né una non conformità, né un rischio per la salute.

Si precisa che i dati a disposizione del Ministero della salute evidenziano che dai controlli condotti dagli uffici di Sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), nell'ambito di un piano di campionamento conoscitivo disposto da questo Ministero e tuttora in corso, per la ricerca del glifosate, tutti i campioni analizzati presentano valori per residui di glifosate conformi al limite dì 10 mg/Kg previsti dalla vigente normativa.

L'USMAF di Bari, che ha condotto un considerevole numero di controlli nell'ambito del piano, ha pertanto confermato la presenza di residui di glifosate nel grano canadese entro i limiti di legge.

Sono comunque in corso di valutazione ulteriori iniziative di verifica della conformità alle norme vigenti.

GRILLO GIULIA Ministro della salute

06/02/2019