• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00050    premesso che:     il Venezuela è precipitato in una crisi economica, sociale e per certi aspetti umanitaria che è la conseguenza delle politiche degli ultimi decenni che...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00050presentato daCAIATA Salvatoretesto diMartedì 12 febbraio 2019, seduta n. 124

   La Camera,
   premesso che:
    il Venezuela è precipitato in una crisi economica, sociale e per certi aspetti umanitaria che è la conseguenza delle politiche degli ultimi decenni che hanno visto il Paese sudamericano passare da una condizione di capitalismo selvaggio e predatorio all'autoritarismo chavista para-comunista;
    il Presidente Maduro, operando ai limiti della Costituzione, ha praticamente esautorato il parlamento (Assemblea nazionale) nel quale si è costituita con le ultime elezioni politiche una maggioranza a lui avversa, creando una parallela Costituente che non è mai stata avallata a livello internazionale;
    il Presidente Maduro ha dichiarato l'intenzione di sciogliere del tutto l'Assemblea nazionale, da cui la reazione dell'opposizione;
    i sostenitori di Maduro, che controllano il sistema giudiziario, sono riusciti a intentare processi contro gli oppositori più in vista, facendoli decadere dalle loro cariche amministrative e arrestando molti esponenti del movimento;
    il Paese è di fatto in fallimento dopo i tempi d'oro delle esportazioni di petrolio. Finché il prezzo del petrolio si è mantenuto alto, il predecessore di Maduro, Chàvez finanziava i programmi sociali e di sussidio, controllando le importazioni di beni di consumo con rigide selezioni nei porti, favorendo i piani di distribuzione di Stato e osteggiando gli importatori privati. Cercava così di riequilibrare in maniera autoritaria e dirigista la diseguaglianza tra ricchi e poveri;
    non disponendo del medesimo prestigio di Chàvez, Maduro si è trovato in una situazione fortemente deteriorata: crollato il prezzo del greggio non c'erano più fondi per continuare una dispendiosa quanto clientelare politica di sussidi. La classe media, in generale anti-chavista, è stata sacrificata e, alla fine, si è ribellata. Ma con essa anche parti della classe più povera, stanca della scarsità generale: niente medicine né beni di prima necessità, lunghissime file ai punti di distribuzione;
    sono iniziati gli esodi dal Paese, esodi di massa, si parla di 5.000 persone in fuga ogni giorno e di 3 milioni di venezuelani che hanno già abbandonato la propria patria;
    secondo l'articolo 230 della Costituzione venezuelana il mandato del presidente Maduro si sarebbe dovuto concludere ufficialmente il 9 gennaio 2019;
    il 5 gennaio scorso Juan Guaidó è divenuto presidente dell'Assemblea nazionale e il 23 gennaio, ai sensi dell'articolo 233 della Costituzione venezuelana (che in caso di «mancanza di un presidente» e di «abbandono di ufficio», considerata la fine del mandato e l'assenza di nuove elezioni, prevede che nel frattempo «il presidente dell'Assemblea Nazionale sarà responsabile della Presidenza della Repubblica») si è autoproclamato presidente ad interim chiedendo nuove elezioni presidenziali;
    il presidente ad interim Guaidó ha ottenuto il riconoscimento da molti Paesi tra cui ben 21 appartenenti all'Unione europea;
    il mancato riconoscimento dell'Unione europea, per il quale si è espresso il Parlamento europeo, è dovuto al veto posto dall'Italia;
    in Venezuela vivono e lavorano 150 mila italiani di passaporto e 1,5 milioni di italo-venezuelani discendenti di nostri emigrati;
    molte imprese venezuelane costruite da emigrati di origine italiana sono state in questi anni nazionalizzate forzatamente dal regime chavista, fatto che ha portato alla perdita dei frutti di anni di lavoro e sacrifici;
    la comunità italiana venezuelana si è rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con un appello pubblico affinché l'Italia aderisca alle decisioni dell'Unione europea per contribuire al riconoscimento costituzionale di Juan Guaidó come presidente ad interim nominato dall'Assemblea Nazionale, «l'unico organo legalmente costituito in Venezuela» a norma di Costituzione,

impegna il Governo

1) a riconoscere Juan Guaidó come legittima presidente ad interim del Venezuela e a permetterne il suo riconoscimento da parte dell'Unione europea con il compito di restituire al Venezuela la democrazia portando il Paese a libere e democratiche elezioni presidenziali;
2) a programmare un sostegno economico, anche e soprattutto con la collaborazione dell'Unione europea, per tutelare e salvaguardare il popolo venezuelano che è in una condizione di estrema povertà e indigenza;
3) a denunciare espressamente l'azione di Maduro come violazione dei diritti umani nell'impedire l'arrivo di container carichi di aiuti umanitari americani di medicinali e cibo lungo la strada che collega il ponte Tiendinas con il Venezuela, bloccata da due grandi container e dal rimorchio di un camion messi di traverso;
4) a tutelare i nostri connazionali che vivono nel Paese sudamericano e che hanno anche un ruolo di rilievo nella vita pubblica in modo che possano vivere in condizioni di vita democratiche;
5) ad accogliere la richiesta avanzata di Guaidó e ad incontrarlo ai fini di poter sopperire a quella che appare ai firmatari del presente atto di indirizzo la mancanza di una chiara e unanime posizione dell'Esecutivo in merito alla delicata questione.
(6-00050) «Caiata, Lupi, Benedetti, Sangregorio, Sgarbi, Tasso, Rossini, Vitiello, Longo, Colucci, Schullian».