• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02232 (4-02232)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02232presentato daPAGANO Alessandrotesto diMartedì 12 febbraio 2019, seduta n. 124

   ALESSANDRO PAGANO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   da diversi mesi i lavori sulla strada statale 640 (Caltanissetta-Agrigento) si sono fermati per il contenzioso tra Cmc e Anas; in particolare, risultano fermi lotti in procinto di completamento, come il lotto Empedocle 1 che è praticamente finito, al 99,9 per cento di avanzamento, con valore contrattuale per Cmc pari a 354 milioni (0,4 milioni residui) e il lotto Empedocle 2, che è al 90 per cento di avanzamento, con valore contrattuale pari a 669 milioni (66,2 milioni residui);

   le aziende che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione delle opere in questione, soprattutto subappaltatori e fornitori, già dalle prime fasi realizzative delle opere non hanno mai ricevuto i pagamenti in maniera puntuale, lamentando carenze sugli accordi contrattuali; la situazione si è aggravata nel momento in cui la Cmc ha incominciato a effettuare licenziamenti nel proprio organico, dichiarando di non poter pagare i suoi obbligazionisti;

   sembrerebbe, che due fattori hanno inciso in modo particolare sulla crisi aziendale: i contratti sottoscritti non prevedevano né la possibilità di fare un'eventuale cessione del credito né la facoltà di sospendere le forniture;

   si tratta di imprese inserite nelle «white list» delle prefetture siciliane, che hanno già superato i controlli preventivi imposti dal bando, ossia in regola con il documento unico di regolarità contributiva e con i pagamenti delle maestranze impiegate, che hanno ottemperato a quanto previsto dal protocollo di legalità sottoscritto da Anas e prefetture, di concerto con gli organi dello Stato, in possesso di conti correnti dedicati e monitorati H24 dagli organi preposti e con capacità economiche e produttive in grado di rispettare a regola d'arte gli accordi presi;

   ad oggi, le imprese coinvolte sono quasi 100, i crediti vantati per lavorazioni, forniture di materiali e servizi ammontano a più di cinquanta milioni di euro; le imprese hanno inviato diffide e istanze di pagamento ad Anas e ai general contractor del gruppo Cmc;

   le esposizioni a cui sono sottoposte le aziende coinvolte sono di due tipi: bancarie e tributarie, in quanto le imprese, senza il pagamento da parte di Cmc non sono in grado di pagare né i mutui richiesti né contributi Iva, cartelle esattoriali, rateizzazioni all'Agenzia delle entrate; soprattutto le imprese, da oltre 10 mesi, non sono in grado di pagare gli stipendi dei propri dipendenti;

   la situazione è diventata alquanto critica e, pertanto, occorre una posizione chiara e decisa da parte del Governo; le molte manifestazioni in corso testimoniano il rischio di fallimento delle migliori aziende della Sicilia, che getterà in povertà circa 2.500 famiglie;

   il comitato dei creditori della Cmc, tra cui numerosi imprenditori, ha in programma un incontro a Roma per il 13 febbraio 2019, dichiarando che i lavori non potranno essere ripresi se prima non saranno pagati i crediti pregressi e preannunciando eclatanti azioni di protesta se non vi saranno risposte concrete da parte del Governo;

   secondo quanto riportato dai giornali, il Comitato delle imprese creditrici attribuisce la problematica situazione attuale al disinteresse del precedente Governo e soprattutto all'Anas che non ha vigilato fino in fondo sulla corretta gestione della Cmc –:

   se il Governo non ritenga indispensabile e urgente convocare un tavolo istituzionale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con la presenza dei Ministeri dell'interno, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti e dell'Anas per risolvere la grave situazione di crisi che si è venuta a creare e se non intenda promuovere, nell'immediato, soluzioni concrete per il pagamento dei crediti vantati dalle imprese coinvolte, subappaltatori e fornitori, adottando iniziative per porre a carico dello Stato le lunghe procedure di recupero crediti, anche rivalendosi successivamente sulla Cmc.
(4-02232)