• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00509 (3-00509)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00509presentato daMOLLICONE Federicotesto diMartedì 12 febbraio 2019, seduta n. 124

   MOLLICONE, FRASSINETTI e FIDANZA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la giornata del 10 febbraio è stata riconosciuta dallo Stato come «giornata nazionale del ricordo» per commemorare l'esodo e le stragi commesse a danno dei cittadini italiani già residenti nei territori dell'Istria e della Dalmazia già appartenenti alla sovranità italiana con la legge del 30 marzo 2004, n. 92;

   ai più alti livelli istituzionali sono stati riconosciuti la sofferenza e il dramma degli italiani che rimasero vittime delle stragi indiscriminate effettuate dalle bande comuniste jugoslave contro chiunque fosse italiano, al di là della sua appartenenza politica, religiosa, sociale;

   tuttavia, risulta all'interrogante che alcune centinaia di persone, già cittadini jugoslavi, usufruiscono di pensioni erogate dall'Inps nonostante siano stati partecipi ed esecutori delle stragi nelle foibe a danno di incolpevoli cittadini italiani;

   l'erogazione di queste pensioni deriva dall'Accordo del 14 novembre 1957 stipulato con l'allora Governo della Repubblica di Jugoslavia, e ratificato con legge n. 885 del 1960;

   appare del tutto incongruente proseguire nell'applicazione di tale accordo considerata la mutata situazione politica della ex-Jugoslavia a seguito del suo dissolvimento e la costituzione di molteplici Stati autonomi;

   gli interventi effettuati da questo Governo e da quelli precedenti sulle pensioni in essere, sia quelle cosiddette «d'oro» sottoposte a un contributo straordinario di solidarietà sia quelle ordinarie cui è stato modificato l'adeguamento all'incremento derivante dal costo della vita, consentono ulteriori interventi anche di effetto retroattivo;

   non è moralmente e politicamente accettabile che lo Stato italiano continui a erogare, tramite l'Inps, pensioni a personaggi non più cittadini italiani ritenuti corresponsabili di efferati delitti a danno di cittadini italiani inermi e incolpevoli, e comunque non meritevoli per azioni effettuate a favore e a sostegno dell'Italia –:

   se il Governo non ritenga opportuno e urgente adottare le iniziative di competenza per rivedere l'Accordo del 14 novembre 1957 e revocare con effetto immediato le pensioni corrisposte a cittadini dell'ex-Jugoslavia corrisposte esclusivamente in relazione alla loro attività bellica nel periodo 8 settembre 1943-10 febbraio 1947, con riserva di richiedere la restituzione degli importi finora versati secondo i termini di prescrizione di legge riguardanti le pensioni.
(3-00509)