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Atto a cui si riferisce:
C.5/01397 (5-01397)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 7 febbraio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-01397

  Signor Presidente, Signori Deputati, ringrazio gli onorevoli interroganti per aver posto con il presente atto di sindacato ispettivo l'attenzione su temi fondamentali quali il presidio e la tutela della sicurezza dell'ambiente, dell'integrità delle risorse forestali, agroalimentari e idrogeologiche del nostro Paese.
  Viene posto in evidenza il tema dell'adeguatezza dell'attuale modello ordinamentale che, per effetto del disegno di riorganizzazione dell'amministrazione centrale e periferica dello Stato, previsto dalla cosiddetta legge Madia (legge 7 agosto 2015, n. 124), ha determinato, tra l'altro, l'assorbimento del personale del Corpo forestale dello Stato e delle relative funzioni nell'Arma Carabinieri, con la sola eccezione di un contingente limitato assegnato alla Polizia di Stato, alla Guardia di finanza e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco per lotta attiva contro gli incendi boschivi e il loro spegnimento con mezzi aerei.
  L'Arma dei carabinieri è stata individuata, dal precedente Governo, tra le forze di polizia, come quella più idonea, funzionalmente, ad assorbire il Corpo forestale e a consentire la piena attuazione del principio di delega sul riordino delle funzioni in materia ambientale e agroalimentare.
  Potremmo supporre che tale scelta – sulla quale pende la decisione della Corte Costituzionale – deriva dal fatto che l'Arma dei Carabinieri – che com’è noto con i suoi vertici provinciali è componente del Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica – è la forza di polizia che presenta una capillare diffusione di presidi sul territorio e che, dal punto di vista operativo, già assicurava la tutela agroambientale, in considerazione delle competenze specifiche sviluppate con reparti specializzati quali i NAC (Nuclei antifrodi Carabinieri), i NOE (Nuclei operativi ecologici) e i NAS (Nuclei antisofisticazioni e sanità), in materia di antisofisticazione alimentare, salute e illeciti ambientali.
  Le funzioni di polizia ambientale e agroalimentare, già svolte dal Corpo forestale, sono ora assolte dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari, dipendente gerarchicamente dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri e funzionalmente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per le materie afferenti alla sicurezza e tutela agroalimentare e forestale.
  Del Comando si avvale, inoltre, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, limitatamente allo svolgimento delle specifiche funzioni espressamente riconducibili alle attribuzioni dello stesso Ministero.
  Questo è, in sintesi, il modello organizzativo ed ordinamentale scaturito dall'attuazione di principi di delega fissati nella Legge Madia.
  Va comunque evidenziato che, a partire dalla fine dello scorso anno le Prefetture hanno effettivamente sviluppato moduli di collaborazione sinergica per affrontare alcune emergenze ambientali, derivanti da fenomeni di inquinamento e di sversamento delle sostanze tossiche di cui si sono resi responsabili organizzazioni criminali.
  Gli esempi più recenti di tale cooperazione inter-istituzionale si sono registrati in Campania, in attuazione del Piano d'azione per il contrasto del fenomeno dei roghi dei rifiuti, siglato, il 19 novembre scorso dal Presidente del Consiglio e da altri Ministri, tra cui anche quelli dell'interno, della Difesa e dell'Ambiente, con il Presidente della regione Campania.
  In tale quadro, ogni eventuale ipotesi di riforma dell'assetto organizzativo, in un'ottica auspicabile di maggior efficientamento delle strutture operative e della capacità di risposta nella tutela ambientale, dovrà necessariamente attendere la pronuncia della Corte Costituzionale, prevista per il prossimo 19 marzo, in merito proprio alla legittimità costituzionale dello scioglimento del Corpo forestale dello Stato e dell'assorbimento del suo personale nell'Arma dei carabinieri e nelle altre Forze di Polizia ad ordinamento militare.
  Le indicazioni che perverranno dalla Consulta costituiranno un quadro di riferimento essenziale per consentire al Governo e al Legislatore di affrontare la tematica posta dagli interroganti nella prospettiva di una sempre maggiore valorizzazione delle funzioni di sicurezza ambientale nell'ambito più vasto del sistema di pubblica sicurezza nazionale.
  Deve tuttavia essere ben inteso che qualora il Parlamento dovesse legiferare in un senso di un'eventuale modifica dell'attuale assetto e tenendo conto delle indicazioni che perverranno dalla pronuncia della Consulta, non ci sarebbero, come ovvio, motivi ostativi dell'attuazione di una volontà chiara espressa dal Parlamento che veda coinvolto il Ministero dell'interno.