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Atto a cui si riferisce:
C.5/01178 (5-01178)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 23 gennaio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-01178

  Con il documento in esame, l'Onorevole interrogante – nell'evidenziare le problematiche connesse all'applicazione del cosiddetto fermo amministrativo del veicolo, previsto dall'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, nei casi di omessa notifica al debitore del relativo preavviso – chiede «se il Ministro dell'economia e delle finanze ritenga opportuno “prevedere l'obbligo, da parte dell'agente della riscossione, della notifica al debitore del fermo amministrativo del veicolo”».
  Al riguardo, si rappresenta quanto segue.
  L'articolo 86 richiamato prevede che, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, il concessionario può disporre fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri, dandone notizia alla direzione regionale delle entrate ed alla regione di residenza.
  La procedura di iscrizione del fermo cosiddetto amministrativo è avviata dall'agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l'avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo.
  L'Agenzia delle entrate-Riscossione, prima di iscrivere il fermo amministrativo di un bene mobile registrato, adempie puntualmente alle cennate prescrizioni dell'articolo 86, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 e provvede a notificare il preavviso di fermo.
  L'Agenzia precisa che non risultano specifiche segnalazioni di fenomeni di omessa notifica di tale comunicazione.
  Deve precisarsi che, in caso di temporanea assenza del debitore presso il suo domicilio fiscale, la notifica dell'atto si perfeziona, necessariamente, non mediante consegna dello stesso nelle mani del destinatario (che è assente), bensì nelle forme delle cosiddetta «irreperibilità relativa», a seguito del compimento degli adempimenti previsti in tali casi dalla legge, vale a dire il deposito dell'atto presso la casa comunale, l'affissione del relativo avviso alla porta dell'abitazione e l'invio di una raccomandata A.R.; ciò, in conformità alle disposizioni del codice di procedura civile (articoli 139 ss.) e alle norme settoriali (articoli 25 e 49, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 e articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973) che ad esse sul punto rinviano.
  Tanto premesso, l'eventuale introduzione dell'obbligo di notifica al debitore del fermo cosiddetto amministrativo del veicolo, oltre che del preavviso di fermo, configurerebbe un adempimento aggiuntivo a carico dell'agente della riscossione, ultroneo rispetto a quelli già previsti dal sopracitato articolo 86 e che necessita di un apposito intervento normativo.
  Inoltre, per evitare che il relativo costo resti a carico dell'Agenzia delle entrate-Riscossione – e, quindi, possa ripercuotersi sul bilancio dello Stato – occorrerebbe necessariamente prevedere che l'onere dell'adempimento stesso debba gravare sul debitore moroso, ovvero, ove il credito risulti inesigibile, sul singolo ente pubblico creditore, determinandosi comunque, in tale ultima ipotesi, comunque un onere per la collettività.