• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00050 GIAMMANCO, BARBONI, MISIANI, CONZATTI, ZAFFINI, SICLARI, MODENA, GALLONE, URSO, BINETTI, PAGANO, MALLEGNI, SERAFINI, Alfredo MESSINA, SCIASCIA, RIZZOTTI, PEROSINO, FERRO, BERARDI, TESTOR,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00050 presentata da GABRIELLA GIAMMANCO
martedì 3 luglio 2018, seduta n.017

GIAMMANCO, BARBONI, MISIANI, CONZATTI, ZAFFINI, SICLARI, MODENA, GALLONE, URSO, BINETTI, PAGANO, MALLEGNI, SERAFINI, Alfredo MESSINA, SCIASCIA, RIZZOTTI, PEROSINO, FERRO, BERARDI, TESTOR, MASINI, DE POLI - Al Ministro della salute - Premesso che:

il legame tra disabilità, sport e salute ha origini antiche, e sin dai primi anni del secolo XX sono state promosse attività sportive dei soggetti disabili: il ruolo dello sport sin da allora è stato valorizzato come formidabile strumento di cura e di integrazione delle persone disabili;

sin dal primo evento sportivo internazionale per persone disabili è stato chiaro che gli atleti paraplegici attraverso lo sport non solo migliorano dal punto di vista fisico ma anche da quello psicologico e vedono aumentare la loro possibilità di instaurare relazioni sociali;

in Italia vivono più di 4 milioni di persone disabili, una percentuale rilevante di persone cui occorre garantire una maggiore tutela sia mediante l'assistenza medico-sanitaria che mediante il riconoscimento di pari opportunità e diritti;

nell'articolo 30 della Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità, dispone che "Gli Stati Parti prenderanno misure appropriate per incoraggiare e promuovere la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive ordinarie a tutti i livelli, che prenderanno misure appropriate per assicurare che le persone con disabilità abbiano accesso a luoghi sportivi, ricreativi e turistici e per assicurare che abbiano accesso ai servizi da parte di coloro che sono coinvolti nell'organizzazione di attività ricreative, turistiche, di tempo libere e sportive";

emerge dunque l'obbligo dello Stato di agevolare la persona disabile nell'accesso al mondo dello sport, garantendole il diritto a sviluppare pienamente le proprie capacità fisico-motorie, intellettuali e sociali;

nonostante il diritto alla pratica sportiva sia proclamato e riconosciuto, tanto a livello globale quanto in ambito europeo, occorre evidenziare l'esistenza di lacune sistemiche che impediscono l'accesso ad essa in maniera effettiva ed incondizionata;

la pratica sportiva impone per le diverse forme di disabilità la dotazione indispensabile di ausili e protesi appositamente studiate e realizzate, i cui costi proibitivi o comunque notevoli impediscono, di fatto, l'accesso ad essa;

ne consegue che una percentuale rilevante di persone disabili, nonché la collettività nel suo insieme, è privata di tutte le ricadute positive che la pratica abituale di uno sport assicura,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda inserire nel prossimo nomenclatore tariffario, di cui al decreto del Ministro della sanità n. 332 del 1999, e successive modificazioni e integrazioni, ausili e protesi personalizzate di ultima generazione, che utilizzano tecnologie avanzate e presentano caratteristiche funzionali allo svolgimento della pratica sportiva, destinate a persone con disabilità.

(3-00050)