• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00168 (7-00168) «Marzana, Parentela, L'Abbate, Del Sesto, Lombardo, Cimino, Gallinella, Cassese, Cillis, Cadeddu, Gagnarli, Pignatone».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00168presentato daMARZANA Mariatesto diGiovedì 31 gennaio 2019, seduta n. 118

   La XIII Commissione,

   premesso che:

    la grave crisi che interessa il comparto agrumicolo meridionale, specie in Sicilia e in Calabria dove, nella piana di Sibari, si produce oltre il 50 per cento del totale delle clementine italiane, sta compromettendo in modo irreversibile la capacità di impresa degli agricoltori, nonché l'occupazione di migliaia di lavoratori dell'indotto;

    tra le cause di quella che si configura come una vera e propria emergenza si evidenziano il susseguirsi di eventi atmosferici avversi, con gelate ed esondazioni che hanno ritardato la maturazione, quando non annullato completamente le rese, e un eccesso di offerta dovuto alla saturazione del mercato con prodotti provenienti dall'estero, in primis Spagna e Marocco, a prezzi estremamente competitivi;

    con riferimento alle clementine, in particolare quelle calabresi che hanno una shelf-life minore rispetto a quelle di importazione, le quali vantano peraltro un aspetto migliore in quanto spesso trattate con prodotti fitosanitari non autorizzati nel nostro Paese, l'eccesso di produzione ne ha obbligato l'immagazzinamento in cella e, in breve tempo, l'inidoneità alla vendita per fenomeni di marcescenza favoriti dall'eccesso di pioggia del periodo estivo/autunnale;

    ad oggi moltissimi agricoltori devono fronteggiare non solo l'invenduto, specie con riferimento alle arance, a causa della concorrenza sleale della merce proveniente da estero, dove i costi di produzione sono molto inferiori a quelli italiani ed europei, ma anche l'onere economico di una raccolta che, anche quando venisse collocata sul mercato, genererebbe un introito molto modesto e comunque per nulla compensativo dei costi di produzione;

    le coltivazioni di arance, quelle rosse di Sicilia in particolare, rischiano di scomparire a causa del virus Tristeza che aggrava la crisi ormai in atto da anni conseguente ad un insieme di fattori che vanno da un andamento climatico troppo a lungo sfavorevole, con l'aumento dei prodotti di piccolo calibro, spesso anche danneggiati dalla polvere lavica dell'Etna che, depositandosi sulla buccia provoca lesioni che ne compromettono la commercializzazione e ritardo nella pigmentazione, alla difficoltà di conferimento all'industria agrumaria, fino all'embargo russo e all'aumento delle importazioni da estero;

    è evidente infatti che gli effetti degli accordi in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli tra l'Unione europea e alcuni Paesi della sponda sud del Mediterraneo impattano fortemente sulle economie agricole delle regioni meridionali in quanto introducono disposizioni tariffarie e concessioni a tutto vantaggio dei Paesi in questione le cui crescenti esportazioni verso il sud Europa destabilizzano una già difficile realtà produttiva e di mercato;

    le regioni meridionali pagano il prezzo più alto, in ragione della loro vocazione agricola prettamente orientata al settore dell'ortofrutta e in particolare a quello agrumicolo; le produzioni dell'Italia meridionale sono simili a quelle del nord Africa, marocchine in particolare, non solo per tipologia ma anche per medesimo calendario di commercializzazione;

    è indispensabile avviare ogni utile iniziativa volta a sostenere il settore agrumicolo nazionale che vanta un primato a livello europeo sia come qualità del prodotto che come quantità con la massima concentrazione nelle regioni meridionali; la Sicilia è la regione che produce la maggior parte degli agrumi italiani, in particolare arance, seguita dalla Calabria che offre non solo arance, clementine e limoni ma anche il prestigioso e rinomato bergamotto, i cui usi e proprietà sono noti ed apprezzati anche nei settori della farmaceutica naturale e della cosmesi,

impegna il Governo:

   a intervenire presso le competenti sedi unionali al fine di chiedere l'attivazione delle misure di salvaguardia di cui all'articolo 7 del protocollo n. 1 dell'Accordo tra l'Unione europea e il Regno del Marocco in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli, dei prodotti agricoli trasformati, del pesce e dei prodotti della pesca, posto che l'aumento delle importazioni di prodotti marocchini soggetti alle concessioni riconosciute dall'Accordo è tale da provocare gravi perturbazioni al mercato nazionale e delle regioni meridionali in particolare e, contestualmente, di esporre la propria contrarietà ad un orientamento che troppo spesso utilizza misure restrittive funzionali agli obiettivi di politica estera, quali le sanzioni, senza un'adeguata valutazione delle conseguenze negative di tali misure sulle economie agricole di alcuni Stati membri, specialmente l'Italia;

   ad attivare un piano straordinario di interventi di contrasto al virus Tristeza, anche attraverso contributi finalizzati a sostenere i costi di forzati espianti e reimpianti e la conversione varietale;

   a potenziare il sistema dei controlli sui prodotti agrumicoli provenienti da mercati esteri al fine di contrastare fenomeni di concorrenza sleale;

   a predisporre un programma di rilancio e valorizzazione dei prodotti agrumicoli nazionali, anche attraverso il sostegno alla stipula di convenzioni tra aziende e strutture pubbliche, quali scuole, ospedali ed enti, finalizzate alla fornitura di distributori automatici di spremute e di arance, la realizzazione di campagne nazionali di sensibilizzazione e promozione del consumo di agrumi e lo sviluppo di un progetto di certificazione della provenienza italiana in modo da favorire il consumo consapevole;

   a porre maggior attenzione alle conseguenze delle polveri sulle coltivazioni ubicate in prossimità dei vulcani, specie dell'Etna, e, nelle more di una rinegoziazione della normativa europea in tal senso, ad adottare iniziative per ricomprendere il danno da contatto con le ceneri vulcaniche tra le avversità assicurabili, ovvero tra le calamità che consentono l'accesso al fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004;

   ad implementare ulteriormente l'attività di filiera sull'ortofrutta istituita presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo al fine di concordare una strategia volta a rilanciare il comparto agrumicolo nazionale e a sostenere i produttori;

   ad implementare ulteriormente le intese con i Paesi terzi al fine di abbattere le barriere non tariffarie e di aumentare il volume delle esportazioni di agrumi italiani in mercati con grandi potenzialità, anche attraverso la predisposizione di una strategia volta a individuare e risolvere i principali ostacoli alla finalizzazione dei protocolli di intesa quali, ad esempio, la conformità, ai requisiti previsti in detti protocolli, del sistema di lavorazione, condizionamento e conservazione, in particolare il trattamento a freddo, necessari al trasporto via aereo.
(7-00168) «Marzana, Parentela, L'Abbate, Del Sesto, Lombardo, Cimino, Gallinella, Cassese, Cillis, Cadeddu, Gagnarli, Pignatone».