• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02143 (4-02143)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02143presentato daDI LAURO Carmentesto diGiovedì 31 gennaio 2019, seduta n. 118

   DI LAURO, GIORDANO, SARLI, D'ARRANDO, SCERRA, AMITRANO, PARENTELA, ROMANIELLO, MANZO, IOVINO, BRUNO e MASSIMO ENRICO BARONI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   la legge n. 180 del 1978, nota anche come «legge Basaglia», è un caposaldo della legislazione nazionale in tema di salute mentale. Essa ha avuto il merito di porre fine al trattamento inumano delle persone con sofferenza psichica, disponendo la chiusura degli ospedali psichiatrici (cosiddetti manicomi), passando, da una logica di esclusione sociale e di emarginazione ad una di responsabilità verso il malato, di umanità, di garanzia dei diritti della persona ed inclusione all'interno della società;

   secondo l'Organizzazione mondiale della sanità tale legge è «uno dei pochi eventi innovativi nel campo della psichiatria su scala mondiale»;

   secondo la Società italiana di psichiatria, dall'approvazione della legge Basaglia, sono stati curati 20 milioni di italiani, ed attualmente 800.000 pazienti all'anno si rivolgono ai dipartimenti di salute mentale; tuttavia, circa 6 milioni di persone con problemi psichici evitano di rivolgersi alle strutture pubbliche e in parte usufruiscono di servizi offerti dal settore privato;

   attualmente il sistema dei dipartimenti di sanità mentale è sottoposto ad enormi stress, svolgendo il ruolo di interfaccia primaria con persone colpite da psicopatologia, a causa della mancanza di risorse e personale adeguato e per l'assenza o inadeguatezza delle strutture;

   negli ultimi anni si stanno ulteriormente approfondendo le ricerche sui disturbi legati all'ansia e alla depressione, sui disturbi alimentari (a partire da bulimia e anoressia), sui disturbi pervasivi dello sviluppo, sui disturbi dello spettro autistico, sulle dipendenze da sostanze, da gioco d'azzardo patologico, e da nuove forme di dipendenza tra cui le dipendenze tecnologiche a altro;

   risulta assente uno strumento omogeneo sul territorio nazionale che si occupi di gestione emergenziale della salute mentale e che possa trattare quei casi che necessitano un intervento urgente e che invece vengono gestiti con personale sanitario non formato in maniera specifica;

   investimenti nel benessere psicologico, come evidenziato da recenti studi, comporterebbero, se non nell'immediato, quanto meno nel medio e nel lungo periodo, ingenti risparmi nella spesa pubblica; tali risparmi si realizzerebbero tramite minori spese sanitarie ed assistenziali;

   sono trascorsi circa 18 anni da quando la Consulta nazionale per la salute mentale, creata presso il Ministero della salute, ha terminato i propri lavori e dato grande impulso a una discussione molto fertile sul tema della sofferenza psichica, promuovendo una serie di rinnovamenti e aggiornamenti importanti;

   oggi si rende necessario e improrogabile ricreare nuovamente tale organo, con la partecipazione di dirigenti esperti del Ministero della salute e del Ministero della giustizia, di esponenti delle società scientifiche più rappresentative a livello nazionale degli operatori del settore, dell'università e della ricerca, di associazioni di pazienti e di familiari, di referenti delle regioni degli ordini professionali, dando inoltre la possibilità di partecipare, in qualità di uditori, a parlamentari impegnati su questo tema –:

   se intenda adottare le iniziative di competenza per formare nuovamente la Consulta nazionale per la salute mentale, coinvolgendo, all'occorrenza, enti e istituzioni che operano da anni nel settore del benessere mentale, al fine di affrontare le tematiche esposte in premessa.
(4-02143)