• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00165 (7-00165) «Ermellino, Lorefice, Corda, Rizzo, Aresta, Chiazzese, Del Monaco, D'Uva, Frusone, Galantino, Gubitosa, Iorio, Iovino, Roberto Rossini, Giovanni Russo, Traversi».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00165presentato daERMELLINO Alessandratesto diMercoledì 30 gennaio 2019, seduta n. 117

   Le Commissioni IV e XII,

   premesso che:

    l'asbestosi è stata riconosciuta come malattia professionale da amianto già con la legge n. 455 del 1943;

    da notizie stampa e dal Registro mesotelioma Puglia si apprende che Taranto è capofila per la morte causata dall'amianto, con 472 casi di mesotelioma registrati tra i residenti del capoluogo jonico nel periodo 1993-2015;

    a febbraio 2018 la relazione della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha menzionato un censimento di millecento militari deceduti o ammalati per patologie asbesto-correlate solo nella Marina Militare;

    a gennaio 2019, la sezione del lavoro del tribunale di Roma ha condannato il Ministero della difesa al risarcimento dei danni nei confronti della vedova e della figlia di un militare, in servizio nella base di Luni Sarzana della Marina militare, deceduto per mesotellioma pleurico derivante dall'esposizione all'amianto nel periodo, fine degli anni settanta, in cui ha prestato servizio leva;

    gli accertamenti peritali disposti dal tribunale di Roma hanno confermato la presenza di amianto negli elicotteri, nella base di Luni ed in altri basi dove il militare ha prestato servizio e che il mesotelioma, che ha provocato la morte del militare, era riconducibile all'esposizione lavorativa mentre svolgeva il proprio incarico;

    la mappatura dei materiali coibenti, contenenti fibre di amianto, ha evidenziato la presenza di tale materiale a bordo di alcune unità navali come la Vittorio Veneto di base a Taranto, in cattivo stato di conservazione;

    nelle attività navali, la casistica elaborata da enti accreditati riferiti alla Marina militare e operai civili dell'Arsenale di Taranto indicano come la gran parte delle patologie asbestocorrelate e riconducibili ad operai dell'Arsenale di Taranto riguardano, meccanici, motoristi, elettricisti, elettronici, carpentieri, ma anche altre mansioni e sottufficiali della marina motoristi, meccanici, elettricisti, fuochisti, radaristi, con il coinvolgimento anche di altre categorie e ufficiali di grado superiore;

    l'amianto ha contaminato navi e sommergibili e le esposizioni all'asbesto nel naviglio ha costituito una pericolosa fonte di rischio dalla costruzione alla manutenzione con livelli di polveri cancerogene di amianto in alcuni casi ben superiori alle diecimila fibre litro;

    la risoluzione di Strasburgo del Parlamento europeo del 14 marzo 2013, in considerazione delle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto e delle prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente, raccomanda l'adozione di misure volte a promuovere e sostenere tanto la ricerca nell'ambito delle alternative ecocompatibili, quanto le tecnologie che se ne avvalgono, nonché a garantire procedimenti finalizzati all'inattivazione delle fibre di amianto attive e alla loro conversione in materiali che non mettano a repentaglio la salute pubblica;

    il 13 novembre 2014 è stata sancita l'intesa concernente il Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 il quale stabilisce, tra l'altro, come elemento strategico individuato per contrastare i fattori di rischio, di «supportare la realizzazione del Piano Nazionale Amianto» nonché include, nell'ambito del macro-obiettivo 2.7, «Prevenire gli infortuni e le malattie professionali», le fibre d'amianto come «Fattori di rischio/Determinanti» e prevede, nell'ambito del macro-obiettivo 2.8 «Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute», come indicatore di obiettivo centrale la «Disponibilità dei dati sugli ex esposti amianto ai Centri Operativi Regionali (COR)»;

    il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, recante la definizione e l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) nell'ambito della prevenzione collettiva e della sanità pubblica, all'allegato 1 prevede quale area d'intervento anche la «sorveglianza sanitaria della popolazione di lavoratori ex-esposti a cancerogeni e a sostanze chimiche/fisiche»;

    il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017 recante «Identificazione dei Sistemi di Sorveglianza e dei Registri di Mortalità, di Tumori e di altre Patologie», tra i registri già disciplinati dalla normativa vigente a livello nazionale, riporta anche il registro nazionale e i registri regionali dei casi di mesotelioma asbesto-correlati, nonché il registro nazionale e registri regionali mesoteliomi;

    in sede di Conferenza permanente per i Rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano è stata sancita, in data 22 febbraio 2018, apposita Intesa sull'adozione del protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto, che rileva la possibilità da parte delle regioni di integrare il succitato protocollo utilizzando il «Documento programmatico di proposta di un Protocollo di Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto, ai sensi dell'art. 259 D.Lgs. 81/08», prodotto nell'ambito del Progetto CCM del Ministero della Salute 2012 «Sperimentazione e validazione di un Protocollo di Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori ex esposti ed esposti ad amianto, ai sensi dell'art. 259 D.Lgs. 81/08»;

    la citata intesa Stato-regioni del 22 febbraio 2018 prevede che le regioni e le province autonome trasmettano telematicamente al Ministero della salute, entro il 31 maggio di ogni anno successivo alla raccolta dei dati dell'anno precedente, i dati relativi all'attività di controllo sanitario dei lavoratori ex esposti all'amianto raccolti dalle aziende sanitarie locali e da altre strutture sanitarie sotto forma di rapporto sintetico, utilizzando lo schema allegato all'Intesa stessa,

impegna il Governo:

   a monitorare e rendere pubblica l'adozione, da parte di tutte le regioni, del protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto, nei termini sanciti dall'intesa Stato-regioni del 22 febbraio 2018, verificando che l'accesso gratuito al percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale, in tempi di attesa congrui, sia garantito in maniera uniforme sul territorio nazionale;

   ad adottare concrete iniziative atte sostenere, anche finanziariamente, con appositi fondi di investimento, le attività di monitoraggio e bonifica dell'amianto non solo nei reparti di manutenzione, ma anche su navi e sommergibili nei quali risulta documentata la presenza di amianto negli impianti ed apparati;

   a valutare la possibilità di porre in essere iniziative dirette a definire un più attento iter per il riconoscimento di «vittima del dovere» per il quale è prevista una speciale elargizione;

   ad adottare azioni concrete e tempestive per la tutela dei lavoratori affinché vengano evitate le morti e le malattie che l'uso dell'amianto ha continuato a mietere nei decenni e che ancora oggi sono evidenti in questa immane tragedia che sta colpendo ed ha colpito operai e marinai, che hanno continuato a lavorare su navi e sommergibili ed in arsenali della Marina militare.
(7-00165) «Ermellino, Lorefice, Corda, Rizzo, Aresta, Chiazzese, Del Monaco, D'Uva, Frusone, Galantino, Gubitosa, Iorio, Iovino, Roberto Rossini, Giovanni Russo, Traversi».