• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02127 (4-02127)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02127presentato daCUNIAL Saratesto diMercoledì 30 gennaio 2019, seduta n. 117

   CUNIAL, GIANNONE, SIRAGUSA, DE LORENZO, CUBEDDU, COSTANZO, TESTAMENTO, VIZZINI, INVIDIA, AMITRANO, VILLANI, CAPPELLANI, SARLI, SPORTIELLO, RICCIARDI, FEDERICO e DEIANA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   il 16 aprile 2018 Arpa Puglia conduce controlli nel cantiere Tap a Melendugno (Lecce), rilevando nelle acque di rifiuto la presenza di cromo esavalente. Da queste analisi scaturisce il provvedimento di stop all'emungimento dell'acqua dei pozzi, con delibera del 4 luglio 2018 del sindaco Potì;

   il 27 settembre 2018 e il 4 ottobre 2018 Arpa Puglia preleva decine di campioni dell'acqua sotterranea, del terreno e del cemento armato delle opere sotto al cantiere. Il 14 dicembre 2018 Arpa Puglia invia a Arpa Umbria il materiale usato da Tap per ulteriori analisi. Il 16 gennaio 2019 Arpa Puglia scrive che Arpa Umbria ha accertato che il cemento rilascia 11,3 μg/l di cromo contro un limite di 10 μg/l ammesso per i «rifiuti oggetto di recupero». Sebbene «non esistano limiti normativi con cui confrontare gli esiti analitici», in quanto quelli di riferimento riportati nel decreto ministeriale 5 febbraio 1998, utilizzato come norma tecnica di riferimento per il test di cessione, si applicano ai rifiuti oggetto di recupero e non alle materie prime, Arpa precisa che «ai fini esclusivamente qualitativi», va usato come limite quello delle concentrazioni soglia della stessa sostanza definiti per le acque sotterranee (trnews.it, 16 gennaio 2019);

   nella relazione di Arpa Puglia si rileva che le acque intrappolate nel pozzo di spinta durante la sua lavorazione contenevano 350 μg/l di cromo esavalente, il cemento del pozzo di spinta rilascia 11,3 μg/l, lo stabilizzato di cava rilascia 22 μg/l. È stato quindi accertato che il cromo esavalente è contenuto nei materiali portati in cantiere da Tap ed è dagli stessi rilasciato. Di questo il direttore Arpa ha informato Asl, regione, provincia, comune di Melendugno, polizia provinciale e Tap (trnews.it, 16 gennaio 2019);

   il cromo esavalente è cancerogeno per l'uomo, scarsamente presente in natura, ed è classificato dall'Istituto superiore di sanità come agente derivante da attività industriali («Cromo VI: aspetti tossicologici», Arpa Umbria). Anche per questo la soglia massima prevista dal decreto ministeriale del 10 maggio 2004 è di 2 ppm, e la direttiva 2003/53/CE, recepita in Italia attraverso il 10 maggio 2004, proibisce la commercializzazione e l'impiego di cemento o di preparati contenenti cemento che, quando idrati, contengano più dello 0,0002 per cento (2 ppm) di cromo idrosolubile esavalente;

   sul caso indaga la procura di Lecce, che a novembre 2018 ha eseguito il sequestro dei campioni di prova in diversi laboratori analisi;

   non vi è alcuna certezza che attualmente non vi siano superi delle soglie di contaminazione in falda, in quanto le ultime analisi effettuate dall'Agenzia risalgono al 28 agosto 2018, a cantiere fermo (fonte Arpa);

   l'accertata presenza dei contaminanti nel cantiere di Tap rende evidente il rischio concreto che la prosecuzione delle lavorazioni di cantiere (l'ingresso della talpa nel pozzo di spinta e le operazioni sullo stesso per lo scavo del microtunnel) possano nuovamente compromettere suolo, sottosuolo, falda, pregiudicando la salute pubblica. Tap ha comunicato con estremo ritardo la presenza di superi dopo aver detto che le cause non erano legate ai propri materiali e aver dovuto prendere invece atto che è vero proprio il contrario (Potì, 19 gennaio 2019 su leccecronaca.it);

   67 associazioni hanno formalmente diffidato Tap a sospendere i lavori di costruzione del microtunnel. La diffida, redatta dai legali Carducci, Papadia e Cesari, si appella al diritto alla salute tutelato dalla Costituzione e al decreto del Ministero della salute del 2004 che opera in funzione dei principi europei di precauzione –:

   se il Ministro interrogato abbia intenzione di procedere a controlli e verifiche, per quanto di competenza, anche promuovendo un intervento del Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, in merito alle questioni connesse all'evento ambientale accertato.
(4-02127)