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Atto a cui si riferisce:
C.5/01272 (5-01272)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 23 gennaio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-01272

  Con il documento in esame chiede chiarimenti interpretativi in merito alla disciplina delle detrazioni per carichi di famigli di cui all'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917.
  Gli Onorevoli interroganti, in particolare, chiedono se sia possibile interpretare la disposizione di cui al citato articolo 12, comma 1-bis, del TUIR, alla stregua di quanto stabilito dal comma 1, lettera c) del medesimo articolo 12, consentendo che, anche nel caso di almeno quattro figli a carico, possano intervenire accordi diversi fra i genitori per la ripartizione delle detrazioni.
  Al riguardo, sentiti gli Uffici dell'Amministrazione finanziaria, si osserva quanto segue.
  Il comma 1, lettera c) dell'articolo 12 del TUIR, concernente le detrazioni per carichi di famiglia, detta le regole di ripartizione tra i genitori della detrazione spettante per figli a carico, non essendo possibile ripartire la predetta detrazione in base alla convenienza economica.
  Tale criterio può essere derogato nella sola ipotesi in cui i genitori, non legalmente ed effettivamente separati, si accordino per attribuire l'intera detrazione a quello dei due che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato. Come chiarito con la circolare n. 15/E del 2017 attraverso la previsione di tale accordo, il legislatore ha inteso, in linea di principio, evitare che, a causa dell'incapienza dell'imposta di uno dei genitori, il nucleo familiare perda in tutto o in parte il beneficio fiscale previsto per i figli a carico. È possibile, tuttavia, dar corso all'accordo anche in assenza di tale condizione «di incapienza» poiché la norma, nel consentire l'attribuzione dell'intera detrazione al genitore con il maggior reddito, non vi fa espresso riferimento.
  Per i genitori legalmente ed effettivamente separati ovvero in caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la ripartizione della detrazione tra i genitori è diversamente disciplinata a seconda che sia stabilito o meno l'affidamento congiunto dei figli.
  È, infatti, previsto che «la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest'ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all'altro genitore affidatario un importo pari all'intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa».
  In relazione alla possibilità riconosciuta ai genitori separati di accordarsi circa l'attribuzione della detrazione, nella citata circolare n. 15/E del 2007 è stato precisato che, al fine di evitare ingiustificate discriminazioni tra genitori separati e non separati, le disposizioni in materia di attribuzione della detrazione debbano essere interpretate secondo criteri unitari e che, dunque, in caso di affidamento del figlio ad uno solo dei genitori l'accordo può essere finalizzato a ripartire la detrazione nella misura del 50 per cento ovvero ad attribuire l'intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato e, nel caso di affidamento congiunto o condiviso, l'accordo può avere il contenuto di attribuire l'intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato. Al di fuori delle predette ipotesi, la norma prevede che, nel caso in cui il genitore affidatario non possa fruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito, quest'ultimo, salvo diverso accordo, è tenuto a riversare al genitore affidatario un importo pari all'intera detrazione o, in caso di affidamento congiunto, un importo pari al 50 per cento della detrazione stessa.
  Ai sensi del comma 1-bis del medesimo articolo 12 del TUIR, in presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un'ulteriore detrazione che è ripartita in misura pari al 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati, ovvero attribuita in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice nei casi di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.
  A differenza di quanto previsto con riferimento alle detrazioni ordinarie per figli a carico, i genitori non possono accordarsi per ripartire l'ulteriore detrazione in misura diversa.
  Tuttavia, ai sensi del comma 3 dell'articolo 12, se l'ulteriore detrazione per figli di cui al citato comma 1-bis del medesimo articolo 12 è di ammontare superiore all'imposta lorda diminuita delle detrazioni per coniuge, delle altre detrazioni di cui all'articolo 13 del TUIR, nonché delle detrazioni per oneri e spese, è riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta.
  Con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia 31 gennaio 2008 sono state individuate le modalità di erogazione del predetto credito che può essere utilizzato in compensazione ai sensi dell'articolo 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, o, a scelta del contribuente, riportato a nuovo per computarlo in diminuzione dell'imposta sui redditi delle persone fisiche relativa al periodo d'imposta successivo ovvero chiesto a rimborso.
  Ciò posto, a parere dell'Agenzia delle entrate, deve ritenersi che non sia necessario applicare estensivamente il criterio di cui all'articolo 12, comma 1, lettera c) del TUIR, in ordine alla possibilità dei genitori di accordarsi sulla attribuzione delle detrazioni per figli a carico, atteso che la finalità di tale disposizione di impedire che una parte della predetta detrazione non possa essere fruita in caso di incapienza dei genitori, è perseguita anche in presenza di almeno quattro figli a carico mediante il comma 3 dell'articolo 12, ai sensi del quale la quota di detrazione non fruita per incapienza dell'imposta lorda dei genitori è restituita sotto forma di credito d'imposta in base al citato decreto interministeriale 31 gennaio 2008.