• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00227 (2-00227) «Ruffino».



Atto Camera

Interpellanza 2-00227presentato daRUFFINO Danielatesto diMartedì 22 gennaio 2019, seduta n. 111

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro per la pubblica amministrazione, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   il trattamento di fine servizio (Tfs), maturato dal lavoratore a seguito dell'accantonamento disposto ex lege nell'arco della vita lavorativa, era immediatamente liquidato in un'unica soluzione ex articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1032 del 1973;

   la riduzione della spesa pubblica, determinata dalla crisi finanziaria, ha portato alla definizione di atti normativi che di fatto diluiscono nel tempo il diritto del dipendente pubblico appartenente alle forze di polizia, a percepire il Tfs;

   in tale ambito la liquidazione del Tfs per i dipendenti del comparto difesa e sicurezza è effettuata a far data dal 2014, da parte dell'Inps, utilizzando tre diverse modalità:

    un termine breve di 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso del dipendente;

    un termine di 12 mesi in caso di raggiungimento dei limiti di età, estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento del termine finale fissato nel contratto stesso, pensionamento conseguito con l'anzianità contributiva massima;

    un termine di 24 mesi in caso di dimissioni volontarie, recesso da parte del datore di lavoro, licenziamento o destituzione;

   la Corte costituzionale ha stabilito che le disposizioni restrittive in materia di trattamento economico e normativo del pubblico impiego devono essere temporanee e avere lo scopo di fare fronte alla crisi della finanza pubblica (sentenza n. 178 del 2015);

   il Tfs fa parte a pieno titolo del trattamento economico e normativo del pubblico impiego. Non possono considerarsi strutturali misure che limitano i diritti sogettivi dei dipendenti pubblici e, in particolare, degli appartenenti al comparto difesa e sicurezza, che mettono quotidianamente a rischio la vita per la tutela della pubblica incolumità;

   c'è preoccupazione dei sindacati in merito al decreto «quota 100» e «reddito di cittadinanza» che potrebbero essere varati a breve e che dovrebbero prevedere misure discriminatorie per i dipendenti pubblici rispetto ai lavoratori privati: «finestre» d'attesa più lunghe per andare in pensione la possibilità di incassare Tfr e Tfs solo nel momento in cui saranno raggiunti i normali requisiti di pensionamento;

   il 30 dicembre 2018, in sede di approvazione della manovra finanziaria per il 2019 è stato accolto come raccomandazione l'ordine del giorno 9/1334-B/176, che impegnava il Governo «nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a prevedere disposizioni normative e regolamentari che riducano i tempi di fruizione del Tfs da parte dei dipendenti del pubblico impiego ed in particolare per i dipendenti del comparto Difesa e Sicurezza» –:

   se i Ministri interpellati non ritengano opportuno adottare iniziative al fine di erogare con sollecitudine trattamento di fine rapporto e trattamento di fine servizio ai dipendenti del pubblico impiego e, in particolare, ai lavoratori del comparto difesa e sicurezza.
(2-00227) «Ruffino».