• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00236 (2-00236) «Zolezzi, Daga, Deiana, D'Ippolito, Federico, Ilaria Fontana, Licatini, Alberto Manca, Maraia, Ricciardi, Rospi, Terzoni, Traversi, Varrica, Vianello, Vignaroli, Casa, Caso, Cassese,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00236presentato daZOLEZZI Albertotesto diMartedì 22 gennaio 2019, seduta n. 111

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, il Ministro per i beni e le attività culturali, per sapere – premesso che:

   a Bergamo, tra il 2003 e il 2004 (sindaco Veneziani, giunta di centrodestra), venne proposta la costruzione del parcheggio «la Fara» accostato alle mura Veneziane che prevedeva uno sbancamento collinare atto a realizzare un parcheggio di 9 piani per poi ricoprirlo. La funzione sarebbe stata quella di portare le auto in città alta, dopo che era stato riqualificato il parco ex faunistico con una spesa intorno ai 700.000 euro, successivamente sventrato per far posto al parcheggio;

   la concessione venne data a Bergamo parcheggi (BP), società mista tra privati (70 per cento) e ATB (30 per cento), partecipata del comune di Bergamo che si occupa di mobilità. L'accordo prevede la gestione per 29 anni e la vendita di alcuni dei 460 posti auto realizzati, oltre agli introiti derivanti dai parcheggi blu lungo le mura fino al giorno del collaudo; il comune impegna una quota della spesa pari a 1.700.000 euro;

   all'inizio dei lavori nel 2008 con la giunta Bruni (di centrosinistra) le analisi geologiche apparivano carenti. I proprietari confinanti, allarmati dal previsto ancoraggio con tiranti alle fondamenta delle proprie abitazioni, si opposero alla continuazione delle opere appena citate, e furono citati in giudizio dalla BP. Il tribunale respinse il ricorso ex articolo 700 cpc;

   nel dicembre 2008, dopo appena tre mesi dall'inizio dei lavori di sbancamento della collina ad opera dell'impresa Locatelli, si verificarono due frane;

   tecnici e geologi rilevarono il rischio di crollo di un bastione della Rocca, la Casa della Marchesa, il chiostro di San Francesco. Nessuno, a quanto risulta agli interpellanti, si premurò di avvisare i residenti confinanti nonostante Bergamo Parcheggi ne fosse al corrente, avendo fatto posizionare sensori appositi per queste rilevazioni, e «movimenti anomali» fossero stati rilevati fin dal 6 dicembre 2008;

   il 10 dicembre il comune deliberava il pagamento del primo contributo da 300.000 euro;

   venne ordinato alla Locatelli di tamponare il movimento franoso con l'apporto di 25 mila metri cubi di terra da scavo. La ditta interveniva con materiale inidoneo e contenente rifiuti, fatti che hanno portato alla condanna in primo grado del 13 settembre 2017 per «discarica abusiva»;

   il «terreno» inquinato è ancora in sede, con il rischio di inquinamento della falda acquifera sottostante;

   sospesi i lavori, il sindaco Gori, nell'ottobre 2016 fece una transazione con BP in cui venne in pratica rinnovato l'accordo iniziale, facendo tabula rasa delle penali da ritardo che BP avrebbe dovuto versare al comune con profili migliorativi per BP;

   dal 2004 ad oggi BP ha continuato ad introitare le risorse dei parcheggi blu lungo le mura; secondo quanto riportato da un articolo del quotidiano Avvenire dell'8 ottobre 2017, le strisce blu «già peraltro "regalate" fin dal 2004 a Bergamo Parcheggi» costituiscono, «secondo un parere ministeriale del 2006, "un'anomala fonte di reddito" che finora ha fruttato almeno 2 milioni e mezzo»;

   ora l'appalto è stato assegnato alle ditte Collini (già condannata per corruzione e turbativa d'asta) e Seik, che dovrà realizzare una teleferica temporanea per portare a valle il materiale di scavo. Nel bando di gara non si fa riferimento ai rifiuti speciali (25.000 metri cubi) che non possono essere trattati come materiale di scavo e comportano dei costi di smaltimento importanti;

   le perizie geologiche e i progetti sono tuttora assolutamente carenti: manca, ad esempio, tutto il fronte est confinante con abitazioni;

   il comune ha imposto a BP di consegnare l'opera finita entro 22 mesi. BP ha ritenuto i tempi troppo stretti, ma ha accettato, richiedendo di poter lavorare anche di notte con una deroga alle immissioni rumorose fino ad 85 db dalle 7,00 del mattino alle 21,00. I residenti dovrebbero sopportare tale incredibile livello di rumorosità per almeno 16 ore al giorno;

   risulta da fonti di stampa (https://www.bergamonews.it) che la procura di Bergamo abbia aperto un fascicolo esplorativo nel mese di novembre 2018 per indagare sulla procedura di realizzazione del parcheggio;

   il Comitato NoParking Fara afferma in un recente comunicato stampa che «I lavori sono partiti senza le necessarie autorizzazioni, a conti fatti in questo momento alla Fara c'è un abuso edilizio» e denuncia che «non risulta sia stata svolta e conclusa positivamente la necessaria, preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A., né si è a conoscenza dell'avvenuto conseguimento di efficace autorizzazione paesaggistica». Il comune di Bergamo ha replicato che «La procedura di VIA, secondo il decreto 2006, non è necessaria per parcheggi con capienza inferiore ai 500 posti (il progetto ne prevede 469 ndr) – fanno sapere da Palazzo Frizzoni – La Via inoltre va prevista in caso di progettazione definitiva: il progetto del parcheggio della Fara è stato approvato nel 2003. La Valutazione non sarebbe necessaria anche se si volesse prendere in considerazione la nuova normativa del 2015 (che assoggetta a VIA i parcheggi da 250 posti in su in zone di interesse storico e paesaggistico): il progetto rimane approvato nel lontano 2003 e la variante del 2016, inoltre, non è di tipo architettonico – non varia quindi il progetto architettonico dell'opera – ma strutturale, ovvero incide solo sul cantiere e sulla sua sicurezza e sulle sue modalità operative». In definitiva, non è chiaro agli interroganti se effettivamente vi sia stata o meno una carenza dal punto di vista della valutazione dell'impatto ambientale dell'opera in questione –:

   se il Governo intenda promuovere una verifica da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente in relazione agli aspetti di verosimile grave rischio idrogeologico e ambientale legati al progetto in questione e alla presenza abusiva di rifiuti;

   se intenda valutare se sussistano i presupposti per avviare una verifica da parte dei servizi ispettivi di finanza pubblica della ragioneria generale dello Stato in relazione alle criticità amministrativo-contabili connesse al progetto di cui in premessa da realizzarsi nel territorio del comune di Bergamo;

   quali iniziative di competenza si intendano assumere in relazione ai gravi rischi per la sicurezza dei cittadini e per una pregevole area urbana che comprende le Mura Veneziane di recente inserite tra i beni tutelati dall'Unesco.
(2-00236) «Zolezzi, Daga, Deiana, D'Ippolito, Federico, Ilaria Fontana, Licatini, Alberto Manca, Maraia, Ricciardi, Rospi, Terzoni, Traversi, Varrica, Vianello, Vignaroli, Casa, Caso, Cassese, Cataldi, Maurizio Cattoi, Chiazzese, Cillis, Cimino, Ciprini, Colletti, Corda, Corneli, Costanzo, Cubeddu».