• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/00825 IWOBI, PUCCIARELLI, PILLON - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che: Asia Bibi, donna pakistana di...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 017
all'Interrogazione 4-00825

Risposta. - Il Governo è estremamente sensibile alle istanze espresse da numerosi settori della società civile italiana e condivide pienamente le preoccupazioni manifestate dal Parlamento sulla vicenda della signora Asia Bibi e della sua famiglia.

Asia Bibi, cittadina pakistana di fede cristiana, è stata arrestata nel giugno 2009 nella provincia del Punjab su denuncia di alcune sue compagne di lavoro, per asserite espressioni blasfeme nei confronti del credo islamico. Nel novembre 2010, Asia Bibi è stata condannata alla pena capitale con l'accusa di blasfemia. La sentenza di condanna è stata confermata in appello dall'Alta corte di Lahore nell'ottobre 2014. Nel luglio 2015, però, la Corte suprema pakistana ha cassato entrambe le sentenze, ritenendole viziate. La decisione ha così sospeso l'esecuzione della pena capitale e ha comportato la ripetizione del processo. Tale nuova fase del procedimento è andata avanti con una certa lentezza, anche per i timori relativi alle possibili reazioni di ambienti estremisti.

Il 31 ottobre la Corte suprema del Pakistan ha finalmente assolto Asia Bibi dopo lunghi anni di detenzione, in una vicenda trascinatasi per quasi 10 anni. Si tratta di una vittoria significativa, anche se tardiva, per la giustizia in Pakistan, dove vive una minoranza cristiana di oltre 2 milioni di persone.

L'Italia in questi anni ha seguito costantemente il caso della signora Asia Bibi, interagendo con la famiglia e con coloro che le sono stati vicini. Naturalmente, ora, la principale preoccupazione è di assicurare un futuro alla signora Asia Bibi, alla sua famiglia e a quanti si trovano in pericolo per averla assistita durante le varie fasi processuali.

A tale scopo il Ministero sta seguendo con il massimo impegno e la massima attenzione la situazione, come ha dichiarato anche il Ministro. Nello specifico, sta mantenendo un costante coordinamento in loco con tutti gli Stati interessati e le realtà coinvolte, per facilitare una soluzione che garantisca la sua sicurezza e un avvenire che si auspica sereno.

DI STEFANO MANLIO Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale

10/01/2019