• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01994 (4-01994)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01994presentato daMANCA Albertotesto diMercoledì 16 gennaio 2019, seduta n. 109

   ALBERTO MANCA, CADEDDU e LAPIA. — Al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

   la febbre catarrale degli ovini (blue tongue), è una malattia infettiva non contagiosa dei ruminanti, trasmessa da insetti vettori ematofagi (culicoidi). L'agente eziologico è un virus della famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, del quale si conoscono 24 diversi sierotipi, alcuni dei quali attualmente presenti in Italia e responsabili di diverse epidemie a partire dal 2000, anno in cui il Ministero della salute ha predisposto un piano nazionale di sorveglianza e controllo della blue tongue;

   la vaccinazione di tutti gli animali recettivi ha lo scopo di diminuire le perdite legate alla mortalità per il virus della blue tongue (Btv) e di abbassare la probabilità di diffusione dell'infezione dalle aree infette agli altri territori, attraverso la costituzione di una fascia di popolazione resistente all'infezione;

   in Sardegna la malattia è ormai considerata endemica. A seconda delle annate, può presentarsi con ondate epidemiche particolarmente severe, che raggiungono il picco tra la fine dell'estate e l'autunno, per poi decrescere con il freddo invernale;

   oltre ai fattori climatici, a influire sull'andamento epidemico, concorrono fattori gestionali strettamente legati a interventi dell'uomo, quali azioni di profilassi sulle strutture aziendali e vaccinazione;

   le due fasi del programma di profilassi vaccinale approntato dalla regione Sardegna nel 2017, basato (per il Btv4) sulla immunizzazione dei soli capi appartenenti agli allevamenti posti all'interno di un buffer di (rispettivamente) 20 chilometri e 40 chilometri attorno alle aziende sede di positività, non ha impedito la diffusione della malattia su tutto il territorio regionale, protraendosi fino ai primi mesi del 2018. La disciplina comunitaria (Regolamento 1266/2007/CE e successive modificazioni e integrazioni) impone il blocco delle movimentazioni degli animali sensibili dalle aree di restrizione, con conseguente grave danno per l'economia dei relativi allevamenti e con deroghe previste a caro costo: a fronte del mancato alleggerimento di tali costi e nonostante i gravi e irreparabili danni subiti, è stato riconosciuto ai titolari degli allevamenti colpiti dall'annata epidemica del 2017 un indennizzo del tutto insufficiente;

   nel mese di settembre 2017 è stata individuata dai laboratori dell'Izsam (Centro di referenza dell'Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie) per la Btv), in un allevamento in provincia di Trapani la presenza del Virus-sierotipo 3 della Blue tongue. Il rischio che la patologia arrivasse per l'ennesima volta in Sardegna si è concretizzato nel mese di ottobre 2018, quando l'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna ha reso noto che la presenza del Btv3 nel territorio isolano è stata confermata dal centro di referenza nazionale di Teramo su campioni di organi prelevati su una pecora;

   è nota l'indisponibilità sul mercato di un vaccino per il Btv3. Tale situazione ha in seno gravi rischi che, qualora si concretizzassero, metterebbero in ginocchio il settore agro-pastorale sardo, già attraversato da una profonda crisi. La sentenza della Corte costituzionale n. 12 del 2004 ha chiaramente sancito che le iniziative previste per il contenimento della Blue tongue, in relazione ad allevamenti situati in territori individuati da decisioni comunitarie, sono riconducibili alla materia di legislazione esclusiva statale «profilassi internazionale» (articolo 117, secondo comma, lettera q) –:

   quali iniziative i Ministri interrogati abbiano intrapreso o intendano intraprendere per fronteggiare le criticità relative all'assenza sul mercato di un vaccino per il Btv3 e prevenire l'eventuale diffusione di un'ondata epidemica della patologia da esso derivante;

   se, visti i citati e non confortanti esiti delle recenti campagne vaccinali, non ritengano necessario promuovere, per quanto di competenza, misure volte al superamento del blocco delle movimentazioni degli animali sensibili dalle aree di relativa restrizione individuate in Sardegna, senza alcun pregiudizio economico per gli allevatori, anche attraverso la sottoposizione a vaccinazione obbligatoria di tutti i capi appartenenti alle specie sensibili contro i sierotipi circolanti, atteso che l'immunizzazione degli animali ridurrebbe la circolazione virale.
(4-01994)